4 aprile 1964: il record inimitabile dei Beatles


4 APRILE 1964: IL RECORD INIMITABILE DEI BEATLES

 BILLBOARD 4 APRILE 1964 - THE BEAT CIRCUS CUNEO

Beatles sono ricordati come Fab Four (Favolosi Quattro) anche grazie ad una serie di record difficilmente eguagliabili, come quello che vogliamo ricordare oggi, 4 aprile.

Infatti il 4 aprile 1964,  i Beatles monopolizzarono la Billboard Hot 100 singles chart, con cinque  loro singoli nelle prime cinque  posizioni della classifica settimanale di Billboard dei 45 giri più venduti negli U.S.A. .

 

Billboard è una rivista settimanale americana dedicata alla musica ed ai video. Essa contiene alcune sezioni dedicate alle classifiche, considerate tra le più precise e dettagliate al mondo.

 Il 4 gennaio 1936 la rivista Billboard pubblicò la sua prima classifica (ancora esterna alla musica) e il 20 luglio 1940 la prima Music Popularity Chart, classifica dedicata alle canzoni più ascoltate. La Billboard Hot 100 venne pubblicata la prima volta nel 1958 come combinazione tra le vendite dei dischi ed il numero di passaggi in radio.

Il 4 aprile 1964  i Beatles riuscirono a posizionare cinque loro canzoni (anche se in realtà “Twist And Shout” è solamente  una cover del celebre brano degli “Isley Brothers”, a differenza delle altre quattro songs in classifica che erano degli inediti, rigorosamente firmati Lennon/McCartney)  nelle prime cinque posizioni, evento che non verrà mai più ripetuto nella storia della musica americana. I cinque brani in questione sono (tra parentesi la casa di distribuzione del disco e il numero di catalogo):

Al n° 1: “Can’t Buy Me Love”  (Lennon-McCartney), (Capitol Records, 5150);

Al n° 2: “Twist And Shout”  (Medley-Russel), (Tollie Records, 9501);

Al n° 3: “She Loves You” (Lennon-McCartney), (Swan Records, 4152);

Al n° 4: “I Want To Hold Ypour Hand  (Lennon-McCartney), (Capitol Records, 5112);

Al n° 5: “Please Please Me” (Lennon-McCartney), (Vee-Jay, 581).

A testimoniare l’egemonia dei Fab Four sulla scena musicale U.S.A. nell’aprile del 1964 è interessante osservare come altri sette singoli fossero presenti in classifica in quella stessa settimana:

Al n° 31:  “I Saw Her Standing There  (Lennon-McCartney), (Capitol Records);

Al n° 41:  “From Me To You” (Lennon-McCartney), (Vee-Jay);

Al n° 46:  “Do You Want To Know A Secret” (Lennon-McCartney), (Vee-Jay);

Al n° 58:  “All My Loving” (Lennon-McCartney), (Capitol Of Canada);

Al n° 65:  “You Can’t Do That” (Lennon-McCartney), (Capitol Records);

Al n° 68:  “Roll Over Beethoven” (Berry), (Capitol of Canada);

Al n° 79:  “Thank You Girl” (Lennon-McCartney), (Vee-Jay).

A completare una delle  massime espressioni della Beatlemania in U.S.A. in questa storica settimana  erano inoltre presenti in classifica due tributi ai Fab Four:

Al n° 42: “We Love You Beatles“, (Strouse-Adams) eseguita da “The Carefrees” (London International, 45-10614) (massima posizione raggiunta: n° 39 nella Billboard Hot 100);

Al n° 85: A Letter To The Beatles, (Ulz-Larson-Belland), eseguita da “The Four Preps” (Capitol Records, 5143) (massima posizione raggiunta: n° 85 nella Billboard Hot 100, registrata il 10 febbraio 1964 e pubblicata il 9 marzo 1964).

Si è trattato in assoluto del più clamoroso dominio delle prime cinque posizioni, ed il gruppo regnava alla grande in generale in tutta la classifica delle prime cento posizioni dei 45 giri più venduti. Il record di presenza nelle prime cento posizioni venne però raggiunto, sempre dai Beatles, la settimana successiva,  infatti quando “Can’ t Buy My Love”  festeggiava la seconda settimana al primo posto, i Quattro Ragazzi di Liverpool, avevano niente meno che 14 (!!!) singoli in classifica. Questi erano i brani in classifica con la rispettiva posizione nella Billboard Hot 100 singles chart:

Al n° 01:  “Can’ t Buy My Love”  (Lennon-McCartney);

Al n° 02:  “Twist And Shout” (Medley-Russel);

Al n° 04:  “She Loves You”  (Lennon-McCartney);

Al n° 07:  “I Want To Hold Your Hand”  (Lennon-McCartney);

Al n° 09:  “Please Please Me” (Lennon-McCartney);

Al n° 14:  “Do You Want To Know A Secret”  (Lennon-McCartney);

Al n° 38:  “I Saw Her Standing There”  (Lennon-McCartney);

Al n° 48:  “You Can’ t Do That”  (Lennon-McCartney);

Al n° 50:  “All My Loving”  (Lennon-McCartney);

Al n° 52:  “From Me To You”  (Lennon-McCartney);

Al n° 61:  “Thank You Girl”  (Lennon-McCartney);

Al n° 74:  “There’ s A Place”  (Lennon-McCartney);

Al n° 78:  “Roll Over Beethoven”  (Berry);

Al n° 81:  “Love Me Do”  (Lennon-McCartney).

CURIOSITA’ LEGATE ALLE CINQUE CANZONI:

1)- CAN’ T BUY ME LOVE

CAN'T BUY ME LOVE CAPITOL - THE BEAT CIRCUS CUNEO

Canzone composta prevalentemente da Paul a Parigi, durante la permanenza all’ Hotel George V, durante la stagione che dal 16 gennaio al 4 febbraio 1964 vide impegnati i Beatles al teatro Olympia in cartellone con Sylvie Vartan e Trini Lopez. Molto probabilmente la canzone fu composta sul pianoforte verticale che era stato portato nella suite dei Beatles al fine di permettere loro di lavorare alla composizione dei nuovi brani che sarebbero entrati a far parte della colonna sonora del loro primo film, “A Hard Day’s Night“, del quale a breve avrebbero iniziato le riprese. Il brano fu registrato mercoledì 29 gennaio negli studi Pathé Marconi al 32 di Rue de Sèvres a Parigi, durante le sessioni di registrazione di “Sie Liebt Dich” e “Komm, Gib Mir Deine Hand” (le versioni registrate in lingua tedesca rispettivamente di “She Loves You” e “I Want You Hold Your Hand“). “Can’t Buy Me Love” insieme a “The Inner Light“, composta da George Harrison e pubblicata il 15 marzo 1968 come lato B del singolo “Lady Madonna” / “The Inner Light” (Parlophone R 5675),  furono le uniche due canzoni incise dai Beatles in studi di registrazione non siti in Gran Bretagna.

A Parigi furono incise quattro takes di “Can’t Buy Me Love“. In esse il cantato di McCartney è semplicemente una voce guida destinata ad essere sostituita con una successiva sovraincisione. I cori di George e John, che cantavano “Ooh, satisfied” e “Ooh, jus’t can’t buy” in risposta alle frasi di Paul, vennero successivamente considerati sovrabbondanti e quindi eliminati (la seconda take con cori di John e George e con l’inserimento dell’assolo di George tratto dalla take 1, fu inserita nell’ “Anthology 1″ pubblicata il 20 novembre 1995). Anche il primo assolo di Harrison non fu ritenuto idonee, benchè ne siano rimaste delle tracce nella versione finale del brano perchè si verificò un problema di effetto bleed (il nastro rimase “sporcato” nonostante la cancellazione della pista della chitarra, a causa del rientro del suono di questa nei microfoni delle voci). Il secondo assolo di chitarra di George e la voce definitiva di Paul furono registrati il 25 febbraio 1964 ad Abbey Road al ritorno della loro prima storica visita negli Stati Uniti.

Il 45 giri “Can’t Buy Me Love” / “You Can’t Do That“, il primo lato A di un singolo dei Beatles eseguito vocalmente solamente da un cantante, uscì negli Stati Uniti il 16 marzo 1964 su Capitol 5150 ricevendo il disco d’oro per il milione di copie vendute già il primo giorno di pubblicazione: ne venderà due milioni solo nella prima settimana. Fu il terzo numero uno dei Beatles in U.S.A. dopo “I Want To Hold Your Hand” e “She Loves You“. In Gran Bretagna invece il singolo usci su  Parlophone R 5114 il 20 marzo 1964 sull’onda di prenotazioni superiori al milione di copie ed allungò a quattro la serie di numeri uno consecutivi dei Beatles dopo “Please Please Me“, “She Loves You” e “I Want To Hold Your Hand“.

La canzone sarebbe stata scelta fra le canzoni che avrebbero fatto parte della colonna sonora del film “A Hard Day’s Night” (nel lungometraggio memorabile è la sequenza filmata il 13 marzo 1964  dai quattro ragazzi di Liverpool che giocano a correre, fare capriole ed a scherzare fra di loro sulle note di “Can’t Buy Me Love” in una rampa di decollo per elicotteri dell’ aeroporto di Gatwick) e compare ovviamente anche tra le dodici canzoni del terzo Lp dei Beatles “A Hard Day’s Night” uscito in Inghilterra il 10 luglio 1964 su Parlophone PMC 1230 (versione mono) e Parlophone PCS 3058 (versione stereo) come brano di apertura del Lato B del disco (unico disco della produzione beatlesiana a contenere tutte canzoni inedite e composte dalla coppia “Lennon-McCartney“).

Can’t Buy Me Love” restò a lungo nella scaletta delle apparizioni live dei Fab Four. L’ultima esecuzione in concerto accertata avvenne il 31 agosto 1965 al Cow Palace di San Francisco. I Beatles avrebbero inciso una seconda volta la canzone il 19 aprile 1964 negli studi IBC di Londra (Jack Good produttore, Terry Johnson fonico e GLyn Johns assistente fonico). La registrazione venne utilizzata come base, completa di voci, per un playback che venne ripreso per lo special televisivo “Around The Beatles” trasmesso dalla BBC il 6 maggio e l’ 8 giugno 1964.

2)- TWIST AND SHOUT

TWIST AND SHOUT TOLLIE - THE BEAT CIRCUS CUNEO

Brano composto da Bert Russell (pseudonimo di Bert Berns)  e Phil Medley nel 1961. Rappresenta la prima composizione da professionista di Russell ed è caratterizzato da atmosfere latineggianti che cercano di seguire la moda nascente del Twist. La coppia di autori affidarono la canzone, che inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi “Shake It Up, Baby”, alla casa discografica Atlantic Records ed alla produzione di un giovane Phil Spector che il 23 febbraio 1961 negli  Bell Sound Studios (New York) la  fecero incidere ai semisconosciuti “The Top Notes” e la pubblicarono nel settembre dello stesso anno su singolo “Twist And Shout” / “Always Late (Why Lead Me On)” (Atlantic Records 45-2115). La canzone non ottenne il successo sperato, l’autore Bert Russell non fu per niente convinto del lavoro svolto da Phil Spector (secondo lui “Aveva fatto un casino”) per cui decise di affidare l’esecuzione della canzone agli “Isley Brothers“, un gruppo  rhythm&blues formato da quattro fratelli originari di Cincinnati (Ohaio) e voglioso di ritrovare il successo da classifica che già aveva avuto con “Shout“, canzone scritta dai tre fratelli  Rudolph, Ronald e O’Kelly Jr. Isley come risposta al brano “Lonely Teardrops” di Jackie Wilson, pubblicato il 21 settembre 1959 su singolo “Shout” (Part 1) / “Shout” (Part 2) (RCA 7588), che raggiunse la 47° posizione della Billboard Hot 100. Così nel 1962 la canzone venne nuovamente registrata dagli “Isley Brothers” negli studi di New York della casa discografica Wand con la produzione dello stesso Bert Russell e fu pubblicata il 16 giugno 1962 su singolo “Twist And Shout” / “Spanish Twist” su disco Wand 653. I risultati furono nettamente migliori, infatti grazie alla promozione del singolo ed alla produzione dello stesso autore della canzone, “Twist And Shout” nella versione degli “Isley Brothers” raggiunse la posizione numero di 17 nella Billboard Hot 100. 

Beatles da parte loro, erano dei grandi estimatori degli “Isley Brothers“. Possedevano i singoli dei successi del gruppo di Cincinnati ed avevano in repertorio la loro “Shout” in una versione che si rifaceva essenzialmente alla seconda parte della canzone incisa dai fratelli Isley (il lato b del loro singolo) (tra l’altro una versione di “Shout” fu registrata appositamente dai Beatles il 19 aprile 1964 negli studi IBC di Londra per lo spettacolo televisivo “Around The Beatles” ed è contenuta sui CD dell’ “Anthology 1“). Anche “Twist And Shout” faceva parte del loro repertorio Live, anzi era uno dei brani di maggior successo ed appiglio sul pubblico per il coinvolgimento ai cori di tutti i membri della band. La si trova documentata nel doppio album “Live! At The Starr-Club In Hamburg, Germany; 1962” (album registrato con un apparecchio rudimentale ed un solo microfono da Adrian Barber, ex componente della band di Liverpool “The Big Tree” e diventato organizzatore di eventi per il locale Star Club per verificare l’acustica del locale durante diversi concerti del periodo natalizio del 1962 e l’ultima esibizione dei Beatles allo Star Club nella serata di capodanno del 1962).

Beatles registrarono la loro versione di “Twist And Shout” nel corso della storica seduta di registrazione dell’album “Please Please Me” dell’11 febbraio 1963, che era proseguita per l’intera giornata, costò 400 sterline, fu prodotta da George Martin, coadiuvato dal tecnico del suono Norman Smith e dal secondo tecnico del suono Richard Langham. Il gruppo incise per questo LP 14 brani di cui 8 erano composizioni originali (McCartney – Lennon) e 6 cover di altri autori che facevano parte del repertorio Live di quel periodo dei quattro ragazzi di Liverpool. Fatta eccezione per “Love Me Do” e “P.S. I Love You” (registrate l’ 11 settembre 1962 e pubblicate come primo singolo dei Beatles il 5 ottobre 1962 su Parlophone R4949) e “Please Please Me” e “Ask Me Why” (registrate il 26 novembre 1962 e pubblicate come secondo singolo dei futuri Fab Four l’11 gennaio 1963 su Parlophone R 4983) le altre dieci canzoni furono tutte registrate in quello storico 11 febbraio 1963: “There’s A Place“, “Seventeen” (che sarebbe poi diventata  “I Saw Her Standing There“, “A Taste Of Honey“, “Do You Want To Know A Secret“, “Misery“, “Anna (Go To Him), “Boys“, “Chains” e “Baby It You“. Hanno anche registrato tredici takes di “Hold Me Tight” che però fu messa da parte per poi essere riesumata per il loro secondo Lp “With The Beatles“.  La sera, quando fecero finalmente una pausa per andare in mensa, George Martin potè annunciare che avevano ancora bisogno di un ultimo pezzo: nove canzoni registrate fino a quel momento più le quattro già pubblicate sui primi due singoli dei Beatles, mancava la quattordicesima per completare il 33 giri: i quattro ragazzi optarono per “Twist And Shout”. Alle ore 22.00, dopo aver registrato per tutto il giorno, la voce di John Lennon era stata messa duramente alla prova, anche come conseguenza di un fastidioso raffreddore,  così succhiò delle caramelle e cantò il brano tutto d’un fiato per due volte. La prima fu quella scelta per l’album: come si suol dire “Buona la prima!!!”. Se si ascolta con attenzione la versione del 33 giri di “Twist And Shout” si può notare al termine della registrazione uno “YEAH!!!” urlato in sottofondo da un  euforico McCartney consapevole di avere appena registrato un pezzo che sarebbe di fatto entrato nella storia della musica.

Il brano venne pubblicato negli U.S.A. il 2 marzo 1964 come singolo “Twist And Shout” / “There’ s A Place” (Tollie 9001) raggiungendo nella settimana del 4 aprile 1964 la seconda posizione della Billboard Hot 100 (nella stessa settimana la classifica di Cashbox la canzone raggiunse il numero uno).

Twist And Shout” rimase a lungo nella scaletta del repertorio live dei Beatles e fu la canzone che, il 4 novembre 1963, dinanzi alla Regina Elisabetta II nel corso della “Royal Command Performance” , fu presentata da John con la celebre frase: “… quelli seduti nei posti economici battano le mani a tempo, gli altri potrebbero far tintinnare i loro gioielli… ” (questa versione è inclusa nei CD dell’ “Anthology 1″).

Brian Poole & The Tremeloes“, il gruppo che fu scelto dalla Decca a scapito dei Beatles nel ballottaggio del gennaio 1962, pubblicarono la loro versione di “Twist And Shout” su 45 giri Decca F 11694 con “We Know” sul lato B il 28 giugno 1963 , portandola fino al quarto posto in classifica.

3)- SHE LOVES YOU

SHE LOVES YOU SWAN - THE BEAT CIRCUS CUNEO

La genesi di questa canzone è molto curiosa. Mercoledì 26 giugno 1963 i Beatles erano a Newcaste, in tournee, e la sera avrebbero dovuto suonare alla Majestic Ballroom. Il giorno prima avevano suonato alla Astoria Ballroom di Middlesbrough nello Yorkshire, quaranta miglia più a sud, e quindi arrivarono al Turk’s Hotel di Newcaste nel primo pomeriggio. Avevano un paio di ore libere prima dell’ennesimo concerto per cui Paul e John decisero di passare un paio di ore in camera d’albergo, seduti sui due letti a comporre una nuova canzone. Il giorno successivo i Beatles non avevano concerti, per cui fecero tappa a Liverpool, 175 miglia a sudovest, dove si fermarono fino al giorno successivo (venerdì avevano uno spettacolo alla Queen’s Hall a Leeds). proprio nella loro città natale, nella casa di Paul a Forthlin Road, Paul e John completarono la loro nuova canzone. L’idea era nata a Paul che si ispirò nella struttura della canzone ad una non meglio precisata canzone di Bobby Rydell: Paul aveva in mente una canzone strutturata a domanda e risposta, in cui il solista cantava “She Loves You” e gli altri rispondevano “Yeah, Yeah, Yeah!“.

Lunedì 1° luglio i quattro ragazzi di Liverpool si presentarono allo Studio N. 2 di Abbey Road, dove George Martin, di ritorno da una breve vacanza, aveva fissato dalle 14.30 alle 17.00 una seduta pomeridiana di registrazione di nuovo materiale per il prossimo singolo dei Beatles. Nell’ascoltare John e Paul che cantavano “She Loves You” con l’aiuto di George ai cori, Martin si rese subito conto della qualità del materiale. Norman Smith, il tecnico del suono presente in studio quel giorno, affermò diversi anni dopo: “Stavo sistemando il microfono e buttai un occhio sul testo della canzone scritto su un foglio sul leggio. “She Loves You yeah, yeah , yeah. She Loves You yeah, yeah , yeah. She Loves You yeah, yeah , yeah, yeah”. Mio Dio, ho pensato, che testo! Questa sarà una di quelle canzoni che non mi piaceranno. Ma quando hanno iniziato a cantarla, ero al mixer ed ho iniziato a saltellare!” . Quello stesso giorno i Beatles lavorarono anche ad un secondo brano, che sarebbe diventato il lato B del singolo, ovvero “I’ll Get You” ( che all’epoca aveva ancora il titolo provvisorio di “Get You In The End“). Purtroppo la documentazione di studio di quel giorno andò perduta, quindi non si sa con precisione quante takes furono necessarie per completare le due canzoni.

Le peculiarità di “She Loves You” sono quella di introdurre una terza persona nel testo (caratteristica delle prime canzoni di Paul che tendeva a scrivere le storie di qualcun altro, a differenza di John che tendeva a scrivere le proprie esperienze) oltre che riproporre gli “whooo!” in falsetto, rubati agli Isley Brothers, che per un certo periodo furono il marchio di fabbrica dei Beatles. Celebre fu la mossa di Harrison e McCartney che cantandoli scuotevano le loro pettinature a caschetto. Quando i Beatles mostrarono questa simpatica gag ai loro colleghi in tournée suscitarono ilarità. Lennon, però, insistette e diceva che avrebbe funzionato, e come si è visto… aveva ragione. Ogni volta che i Beatles eseguivano i loro “whooo!” accompagnati dallo scuotimento della testa, il livello di attenzione e di isterismo del pubblico saliva immediatamente. La canzone è ricordata anche perchè conteneva per la prima volta quegli “Yeah! Yeah! Yeah!” che proprio non erano piaciuti a Jim McCartney, il papà di Paul, quando nel salotto della sua abitazione in Forthlin Road, gli fu cantata e suonata da John e Paul la primissima versione del brano,   ma che avrebbero dato il nome ad un intero fenomeno della musica pop (in Italia detto “yé-yé”) della prima metà degli anni ’60.

She Loves You” fu pubblicata in Inghilterra il 23 agosto 1963  su 45 giri Parlophone R 5055, con “I’ll Get You” come lato B. Fu il primo singolo del gruppo a superare il milione di copie nella sola Inghilterra, oltrepassando il mezzo milione il 3 settembre e raggiungendo il traguardo milionario il 27 novembre. Riuscì inoltre a raggiungere la vetta di vendita dei 45 giri per ben due volte, evento piuttosto raro nella storia della musica: dapprima leader per quattro settimane, scese per quasi due mesi al secondo ed al terzo posto, per poi ritornare in testa per altre due settimane.

Nel tentativo di farne un successo anche negli U.S.A. Brian Epstein la diede in licenza alla Swan Records di Filadelphia, che il 16 settembre 1963 pubblicò il 45 giri “She Loves You” / “I’ll Get You” su Swan 4152, ma anche questa volta, dopo i flop di “Please Please Me” e “From Me To You“,  il 45 giri non suscitò l’interesse delle stazioni radio statunitensi.

She Loves You” e considerata all’unisono come la canzone che fece definitivamente scoppiare la Beatlemania in Inghilterra. Eseguita il 13 ottobre 1963 durante la partecipazione alla trasmissione televisiva della ITV “Sunday Night At The Palladium” fu il momento culminante dello show, nel corso del quale i Beatles eseguirono anche una versione abbreviata di “Please Please Me” oltre a “From Me To You“, “I’ll Get You” e “Twist And Shout“. Il giorno seguente i quotidiani inglesi riferirono inorriditi dei disordini verificatesi all’ingresso del teatro. I Giornalisti di Fleet Street per descrivere le scene di isterismo osservate prima, durante e dopo la performance dei Beatles al London Palladium ( soprannominato anche “la casa delle star“) coniarono il termine “Beatlemania” , termine che rimane ancora in uso.

She Loves You” è inoltre la prima canzone ad essere ufficialmente accreditata a “Lennon-McCartney” (fino ad allora le canzoni portavano la firma degli autori in ordine invertito, ovvero “McCartney-Lennon“) ed è il singolo più venduto di sempre dei Beatles. E’ stato anche il singolo più venduto di sempre in Inghilterra fino al 1977, quando fu superato nelle vendite da “Mull Of Kintyre” pubblicata il’ 11 novembre 1977 su 45 giri Capitol R 6018 con   “Girls’ School” come lato B  dai “Wins” (gruppo formato da Paul McCartney, da sua moglie Linda McCartney e da Denny Laine).

Presso gli studi Pathé Marconi di Parigi il 29 gennaio 1964, durante la loro stagione all’ Olympia, i Beatles ne registrarono anche una versione in lingua tedesca intitolata “Sie Liebt Dich” e pubblicata in Germania su singolo “Komm, Gib Mir Deine Hand” / “Sie Liebt Dich”  (45 giri Odeon Records O 22 671) il 5 marzo 1964. Fatto molto curioso, la versione in lingua tedesca di “She Loves You” fu pubblicata anche in U.S.A. il 21 maggio 1964 su singolo “Sie Liebt Dich” / “I’ll Get You” (Swan 4182) raggiungendo la posizione n° 97 nella classifica settimanale di Bilboard Hot 100. Il testo in tedesco della canzone fu scritto da Camillo Folgen  che si firmò con i nomi di Jean Nicolas e Lee Montague, per cui la canzone fu accreditata a Nicolas, Montagues, Lennon-McCartney.

Nel Bel Paese ne venne registrata una cover da Fausto Leali ed i suoi Novelty con testo in italiano. La canzone accreditata a Cassia, Salinelli, Lennon, McCartney ed  intitolata “Lei Ti Ama” fu pubblicata nel 1964 come singolo “Lei Ti Ama” / “Danza Senza Nome” (Jolly,  J 20237).

4)- I WANT HOLD YOUR HAND

I WANT TO HOLD YOUR HAND CAPITOL - THE BEAT CIRCUS CUNEO

Dopo aver condiviso (per l’unica volta nella loro carriera) il palco con i Rolling Stones il 15 settembre 1963 partecipando allo spettacolo pomeridiano  “The Great Pop Prom” che si tenne alla Royal Albert Hall di Londra per la raccolta fondi della Printer’s Pension Corporation, ai Beatles furono concesse finalmente due settimane di riposo: John e Cynthia andarono a Parigi, George in U.S.A. a trovare la sorella e Ringo e Paul in Grecia. Di ritorno dalle meritate ferie John e Paul, consapevoli delle raccomandazioni di Brian Epstein di dover produrre qualcosa tenendo bene in mente le esigenze del pubblico americano, si misero al lavoro a quattro mani sul pianoforte posto nella stanza della musica nel seminterrato della casa di jane Asher, fidanzata dell’epoca di Paul McCartney, in Wimpole Street a Londra. Il risultato fu la composizione di “I Want To Hold Your Hand“.

La canzone venne registrata in un’ unica seduta presso lo studio n 2 di Abbey Road il 17 ottobre 1963. Quella seduta, la prima effettuata dai Beatles utilizzando un banco a quattro piste, iniziò con diversi tentativi da parte di John di registrare “You Really Got A Hold On Me” un classico di Smokey Robinson and The Miracles. Ma sotto consiglio di George Martin i quattro ragazzo si misero subito al lavoro sull’ultima composizione del duo Lennon-McCartney. John all’interfono disse a Martin: “Vieni giù ad ascoltare il nostro prossimo numero uno“. La canzone era già ben strutturata e Martin non dovette apportare grosse modifiche. Furono comunque  necessarie diciassette takes per ultimare la canzone. La registrazione si concluse con John, Paul, George e Ringo intorno allo stesso microfono per la sovraincisione del battimani.

La canzone fu pubblicata in Inghilterra il 29 novembre 1963 come singolo “I Want To Hold Your Hand” / “This Boy” su 45 giri Parlophone R 5084. Dopo l’enorme successo di “She Loves You” e i primi segnali di Beatlemania le aspettative per il nuovo disco erano altissime, le prenotazioni toccarono la cifra record per l’epoca di un milione di copie. Il 14 dicembre “I Want To Hold Your Hand” scalzava dal primo posto di vendita dei 45 giri in Inghilterra “She Loves You“: era la prima volta che un artista rilevava se stesso in vetta alle charts. Nello stesso giorno gli ormai Fab Four erano primi e secondi anche nelle classifiche nazionali di vendita dei 33 giri con “Please Please Me” e “With The Beatles“.

La canzone segna anche un altro spartiacque: portò il gruppo nel colossale mercato discografico americano, spianando la strada ad un 1964 che avrebbe eclissato l’anno precedente, sia in termini di dischi venduti sia in termini di crescente Beatlemania. Dopo i flop di “Please Please Me“, “From Me To You” e “She Loves You” al quarto tentativo i Beatles non fallirono la scalata al successo anche in U.S.A. . Fino ad allora, prima della British Invasion, il numero uno delle classifiche statunitensi di vendita dei singoli era stato raggiunto solamente da tre canzoni di produzione inglese “Auf Wiedersehe’n Sweetheart” di Vera Lynn nel 1952, “Stranger On The Shore” di Acker Bilk nel 1961 e “Telstar” di Tornados nel 1962. Fra il 1964 ed il 1965 il numero uno delle classifiche statunitensi fu occupato per cinquantadue settimane da artisti inglesi !!!

Le intenzioni originarie della Capitol Records, che aveva l’esclusiva per la pubblicazione in U.S.A. della canzone, erano quelle di immettere sul mercato discografico statunitense il singolo di “I Want To Hold Your Hand” a metà del gennaio 1964, molto vicino alla partecipazione del gruppo all’ “Ed Sullivan Show” . I piani della casa discografica furono però scombussolati da Marsha Albert, una giovane quindicenne di Silver Spring, nel Maryland, che fu colpita dai Beatles dopo aver visto sul canale televisivo CBS il servizio di cinque minuti mandato in onda il 21 novembre 1963 dal corrispondente londinese Alexander Kendrick sul crescente fenomeno della Beatlemania in Inghilterra all’interno della trasmissione “Morning Show“. Nel servizio preparato dal capo della redazione inglese di “CBS NEWS” venivano mostrati due spezzoni  di trenta secondi ciascuno dell’esecuzione di “She Loves You“, una breve intervista ai Beatles nei camerini del Winter Gardens di Bornemouth e delle immagini registrate nella sede del fan club del gruppo. La giovane quindicenne venne colpita non tanto dalle immagini quanto piuttosto dal sonoro dei due spezzoni di  “She Loves You” che furono fatti passare nel servizio, per cui scrisse una lettera a Carroll James, il DJ di una radio locale, la WWDC-AM di Washington, pregandolo di trasmettere il disco dei Beatles all’interno del suo programma. Carroll si fece portare una copia dall’Inghilterra del singolo “I Want To Hold Your Hand” / “This Boy” da una hostess di una compagnia aerea, e Masha fu invitata a presentare la prima messa in onda. lo fece il 17 dicembre 1963 con queste parole: “Signore e Signori, per la prima volta in onda negli Stati Uniti, ecco a Voi “I Want To Hold Your Hand”, cantata dai Beatles“. La canzone piacque subito molto agli ascoltatori ed altri DJ di Chicago e St. Louis cominciarono a programmarla. La Capitol minacciò di querelare chi mandava in onda la canzone per vietarne la trasmissione, poi si rassegnò ad anticipare di due settimane (26 dicembre 1963) la data di uscita del 45 giri  “I Want To Hold Your Hand” / “I Saw Her Standing There” (Capitol 5112) non senza aver portato ad un milione di copie la tiratura iniziale di duecentomila. Nel solo primo giorno di vendita vennero acquistate duecentocinquantamila copie del disco. Prima del 10 gennaio il milione di copie stampate era esaurito. Al 28 di marzo 1964 il numero di copie vendute era 3.400.000, che salirà poi ad oltre cinque milioni. Entrato in classifica il 18 gennaio, il singolo arrivò al numero uno il 1° febbraio e ci rimase per sette settimane consecutive, finchè non venne rilevato da “She Loves You“.

La pubblicazione negli Stati Uniti di “I Want To Hold Your Hand” avvenne troppo tardi per poter sfruttare le feste Natalizie e di fine anno (che, in ogni modo, furono rattristate dall’assassinio a Dallas del Presidente John Fitzgerald Kennedy). Quando la Capital si arrese alle pressioni di Epstein e pubblicò “I Want To Hold Your Hand” l’originalità e la gioiosa energia del disco sollevarono  gli Stati Uniti dalla depressione, dopodichè sull’onda della gratitudine la Nazione si prostrò ai piedi dei Beatles. La loro esibizione all’ “Ed Sullivan Show” il 9 febbraio 1964, considerata da diversi storici di storia del costume come l’evento culturale più importante nell’ America del dopoguerra, sigillò il patto: fin da aprile i precedenti  dischi dei Beatles che erano passati inosservati negli U.S.A. cominciarono ad inondare le classifiche statunitensi, la British Invasion era iniziata ed i Beatles furono la testa d’ariete che sfondò le porte del mercato discografico americano agli altri artisti britannici: The Rolling StonesThe WhoThe AnimalsThe KinksThe Hollies, The Yardbirds furono solo alcuni dei complessi che trovarono terreno fertile in U.S.A. dopo quel famoso aprile del 1964!!!

Il 29 gennaio 1964 a Parigi, negli studi Pathé Marconi, i Beatles registrarono anche “Komm, Gib Mir Deine Hand” una versione in lingua tedesca di “I Want To Hold Your Hand”  che venne pubblica su singolo Odeon Records O 22 671 in Germania il 5 marzo 1964 con  “Sie Liebt Dich” (versione di “She Loves You” in lingua tedesca) come lato B. La canzone venne accreditata a Hellmer, Nicolas, Lennon-McCartney. Curiosi gli aneddoti legati a queste due canzoni registrate in lingua tedesca. La partner tedesca della EMI, la Electrola Gesellschaft, voleva che i Beatles incidessero in tedesco le parti vocali dei loro più grandi successi fino a quel momento, ovvero “She Loves You” e “I Want To Hold Your Hand“. Senza molto entusiasmo, George Martin ed i Beatles accettarono. La data fissata per le registrazioni fu il 27 gennaio. Otto Demmlar, produttore artistico della Electrola, arrivò a Parigi da Colonia per aiutare nella produzione dei due brani George Martin. I testi dei due brani, che si sarebbero intitolati “Sie Liebt Dich” e “Komm, Gib Mir Deine Hand” furono scritti da Camillo Felgen (Tetingen, Luxemburgo 17/11/1920 – Esch-sur-Alzette, Luxemburgo 16/07/2005) cantante lussemburghese con un solo successo all’attivo, “Sag Warum” del 1959, una cover in lingua tedesca di “Oh Why” di Phil Spector ed incisa dai Teddy Bears ma che aveva un gran talento nel tradurre i testi di successi stranieri in lingua tedesca, tanto che firmava i suoi testi con diversi pseudonimi (Jean Nicolas, Lee Montague ed Hellmer). Il 27 gennaio George Martin e Otto Demmlar si presentarono puntualmente agli studi Pathé Marconi di Parigi, ma i Beatles non arrivarono.

Indispettito George Martin chiamò l’ Hotel George V e si fece passare l’interno della suite in cui alloggiavano i quattro ragazzi di Liverpool. Rispose alla telefonata Neil Aspinall dicendo che i Beatles non si sarebbero presentati. Martin montò su tutte le furie, era la prima volta che i suoi ragazzi non mantenevano fede ad un impegno preso, per cui si recò con Otto presso l’albergo in cui alloggiavano. Fece quasi irruzione nella loro suite e li colse in fragrante mentre stavano prendendo tutti insieme il tè nel salottino centrale. Al suo ingresso i Beatles scapparono in ogni direzione: chi si nascondeva dietro il divano, chi si fece scudo con una sedia, uno si coprì il volto con il paralume di una lampada da terra. Iniziò poi un coro di “Scusa George, scusa George , scusa George…” George Martin sorpreso dalla loro reazione non potè non ridere ed esclamò: “Siete dei bastardi, lo sapete? E Non chiedete scusa ad Otto?” . E Loro: “Scusa Otto, Scusa Otto, Scusa Otto…”  La seduta di registrazione fu quindi rinviata di due giorni e si tenne il 29 gennaio: la produzione fu dello stesso George Martin assistito da Norman Smith. Harrison e Lennon, che erano volati a Londra il giorno prima, tornarono appositamente a Parigi.  “Komm, Gib Mir Deine Hand”  fu ottenuta con undici takes incidendo le voci sulla base strumentale della versione originaria di “I Want To Hold Your Hand” in poco tempo. Fu invece più laboriosa la registrazione di “Sie Liebt Dich” poichè fu necessario riregistrare la base strumentale, dato che il nastro della registrazione originaria di “She Loves You” fu andato perduto. Servirono tredici takes per la base strumentale a cui si dovette aggiungere una sola take per la registrazione delle voci.

La canzone segnò il primo clamoroso incidente interpretativo nella storia dei testi dei Beatles: Bob Dylan si disse convinto che l’ espressione “I can’t hide” contenuta nel testo di “I Want To Hold Your Hand” suonasse in realtà come “I get high“, che in slang significava essere sotto l’effetto della marijuana.

5)- PLEASE PLEASE ME

PLEASE PLEASE ME VEE JAY - THE BEAT CIRCUS CUNEO

Nel comporla, ascoltando la radio nella sua camera da letto a Mendips, nella casa di zia Mimi (Mary Elizabeth Stanley, sorella di Julia, la mamma di John) al 251 di Menlove Avenues nel quartiere di Woolton a Liverpool,  John si ispirò contemporaneamente a Roy Orbinson ed a Bing Crosby. Il giovane Lennon fece infatti un esercizio compositivo in tempo moderato, ispirandosi alle melodie di Orbison e per il testo fu in parte influenzato da una fonte meno prevedibile. già allora affascinato dai giochi di parole, trasse lo spunto per il doppio uso della parola please dal testo di “Please” una canzone di Bing Crosby del 1932 che recitava “Please, lend your little ears to my pleas” (“per piacere, porgi le tue piccole orecchie alle mie preghiere”) dove le parole please e e pleas suonano allo stesso modo.

In chiusura della seduta di registrazione dell’ 11 settembre 1962 nel corso della quale i Beatles registrarono “Love Me Do”  con Andy White alla batteria e con la produzione di Ron Richards, John provò a proporre una versione primitiva di una sua nuova composizione dal titolo “Please Please Me”. Alle ore 13.00, verso la fine della seduta di registrazione, i Beatles furono raggiunti da George Martin che ascoltando la composizione di John la trovò un pò troppo lenta, malinconica e cantata con voce troppo blues. Notò comunque in essa un potenziale nascosto, per cui incentivò John e Paul a lavorarci sopra poichè era una buona canzone e doveva ancora maturare. Purtroppo nel 1962 non c’era l’abitudine di conservare i nastri di tutte le sedute di incisione una volta completati i master per la realizzazione dei dischi. Per cui della versione orbisoniana di “Please Please Me” non esiste più traccia. Fortunatamente quella politica fu interrotta presto dalla Parlophone e, dal 1963 in poi, quasi tutti i nastri usati in ogni seduta di registrazione furono conservati ed archiviati per cui esistono ancora oggi.

La canzone venne ripresa nel corso di una seduta di registrazione del 26 novembre 1962 dalle ore 19.00 alle 22.00 nello studio n 2 di Abbey Road. “Please Please Me” rivista negli arrangiamenti secondo i suggerimenti di George Martin era la scelta perfetta per il lato A del secondo singolo dei Beatles. Con Ringo Starr tornato ad occupare il proprio posto dietro la sua batteria Ludwig, non si parlò più di portare in studio sessionmen. tra l’altro la batteria di Ringo in “Please Please Me” si rivela essere molto professionale e competente.  Il gruppo arrivò in sala d’incisione alle 18.00 per un’ oretta di riscaldamento e prove. Quindi al momento di registrare si decise di lavorare su “Please Please Me“, ma senza le aperture di armonica; quest’ultima fu sovraincisa in un secondo tempo sullo stesso nastro, poichè era difficile per John cantare, suonare l’armonica e la chitarra contemporaneamente. Comprendendo anche le sovraincisioni di armonica, la canzone fu ultimata in diciotto nastri ed alla fine George Martin attraverso l’interfono fece una comunicazione ai quattro musicisti “Ragazzi, avete appena fatto il vostro primo numero uno“. La previsione di Martin si rivelò azzeccata, anche se ad essere precisi non fu del tutto corretta. All’ epoca dell’uscita del singolo in Inghilterra non esisteva ancora un sistema certificato di rilevazione ufficiale delle vendite dei dischi. Ogni giornale pubblicava la propria classifica: per cui “Please Please Me” risultò essere prima nelle classifiche pubblicate da Melody Marker, New Musical Express e Disc (oltre che a quella presentata nel programma televisivo “Pick Of The Pops“) mentre arrivò solamente al numero due nella classifica di Record Retailer (pubblicata anche dal New Record Mirror), preceduta dalla canzone country  “Wayward Wind” incisa da Frank Ifield e composta da Stanley lebosky e Herb Newman. La seduta continuò con la registrazione del brano che era stato scelto come lato B del  singolo di prossima pubblicazione, ovvero “Ask Me Why“, anch’esso composto da McCartney – Lennon: così come pure il primo singolo “Love Me Do” / “P.S. I Love You”  anche il secondo 45 giri dei Beatles avrebbe contenuto canzoni inedite.

La canzone venne pubblicata in Inghilterra venerdì 11 febbraio 1963 su 45 giri Parlophone 45-R 4983 “Please Please Me” / “Ask Me Why” inizialmente su un disco con etichetta rossa. Successivamente il disco venne pubblicato con una etichetta nera. La sua uscita in Inghilterra venne accolta dalla stampa con recensioni entusiastiche ed il brano fu molto ben accetto anche dai DJ delle radio. Brian Matthew affermò che i “Beatles musicalmente e visibilmente sono il gruppo più completo che fosse emerso dal tempo degli Shadows“.

Negli Stati Uniti, la Capitol ovvero la distributrice americana della EMI, non comprese il potenziale commerciale di “Please Please Me” e si rifiutò di pubblicarla, ritenendo che si trattasse di un fenomeno prettamente inglese. Secondo i discografici americani la canzone era troppo grezza e cruda per un gruppo di musicisti bianchi. Ci furono delle obiezioni anche sul testo, che molti interpretavano come un’ esortazione al piacere sessuale. Prontamente Brian Epstein cedette i diritti del disco  all’etichetta etichetta Vee Jay   di Chicago che  il 25 febbraio 1963 la pubblico come “Please Please Me” / “Ask Me Why” su 45 giri VJ 498 vendendo appena settemila copie e senza lasciare nessuna traccia sul mercato discografico. La prima tiratura fra l’altro accreditava la canzone a “The Beattles”, con due “T” . Fu nuovamente pubblicata dalla Vee Jay su VJ 581 il 30 gennaio 1964 con “From Me To You” come lato B, sfruttando l’onda del successo di “I Want To Hold Your Hand” e in questa seconda occasione riuscì ad arrivare al terzo posto della classifica Hot 100 di Billboard.

Please Please Me” fu presentata dai Beatles nel corso della loro prima apparizione televisiva nazionale, nel programma “Thank Your Lucky Stars” della ITV. Il gruppo registrò la performance a Birmingham il 13 gennaio 1963, appena due giorni dopo la pubblicazione del singolo, per promuovere la vendita del 45 giri. La trasmissione venne mandata in onda sei giorni più tardi.

Di seguito il video della canzone “We Love You Beatles”, composta da Strouse-Adams ed eseguita da The Carefrees che nell’aprile ’64 scalò le classifiche di vendita dei 45 giri in U.S.A. raggiungendo la posizione n° 39 nella Billboard Hot 100:

BIBLIOGRAFIA:

 

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“Beatles, Tutti I Testi 1962-1970”, A cura di D. Franzoni e A. Taormina, 1992, Arcana Editrice Srl, Milano;

“Pazzo Per Le Donne Tutto Il Cinema Di Elvis Presley”, Augusto Morini, 1999, GS Editore,Vicenza;

“Beatles L’Enciclopedia”, Bill Harry, 2001, Arcana, Roma;

“Paperback Beatles Le Storie, I Personaggi, I Segreti Dietro Tutte le Canzoni Dei Fab Four”, S. Tuner, 2006, Editoriale Olimpia, S.p.a., Firenze;

“Beatles Ad Amburgo Le Storie, La Scena e L’Inizio Di Tutto”, S. Leigh, 2011, Arcana Edizioni Srl, Roma;

“The Beatles L’Opera Completa”, I. MacDonald, 2011, Arnoldo Mondadori  Editore S.p.A., Milano;

“Il Libro Bianco Dei Beatles La Storia e Le Storie di Tutte Le Canzoni Dei Beatles”, F. Zanetti, 2012, Giunti, Milano;

“I Beatles Tutte Le Canzoni Da Love Me Do A Let It Be”, J.M. Guesdon, P. Margotin, 2014, Rizzoli;

it.wikipedia.org;