10 aprile 1970: la fine del sogno, Paul McCartney abbandona i Beatles.


10 APRILE 1970: LA FINE DEL SOGNO, PAUL McCARTNEY ABBANDONA I BEATLES

DAILY MIRROR 10 APRILE 1970: PAUL IS QUITTING THE BEATLES - THE BEAT CIRCUS CUNEO

Giornalista: “Prevedi che verrà un tempo in cui Lennon-McCartney torneranno a collaborare nella scrittura dei pezzi?

Paul McCartney: «No».

Giornalista: “Hai qualche progetto per apparire in pubblico dal vivo con i Beatles?”

Paul McCartney: «No».

Giornalista: “Il tuo allontanamento dai Beatles è temporaneo o permanente, dovuto a divergenze personali o musicali?

Paul McCartney: «A divergenze personali ed economiche, ma soprattutto al fatto che sto meglio con la mia famiglia. Temporaneo o permanente? Non so».

Giornalista: “Hai in previsione un nuovo album o un singolo con i Beatles?”

Paul McCartney: «No».

Con questo comunicato stampa Paul McCartney presentava il suo primo lavoro solista (l’album “McCartney”, 1970 ) e di fatto segnava la fine di un’epoca. Quando videro recapitarsi questo comunicato, firmato nientemeno che da James Paul McCartney, alla redazione del «Daily Mirror» restarono di stucco. Immediatamente la prima pagina del giornale venne stravolta… gli equilibri tra Labour party e Tories finirono in secondo piano, lasciando spazio a un’apertura a caratteri cubitali che annunciava: «PAUL IS QUITTING THE BEATLES», Paul sta lasciando i Beatles. Era il 10 aprile del 1970, e terminava ufficialmente l’avventura della band più popolare ed influente di sempre.

Anche se non si era ancora in un mondo globalizzato come quello di oggi, la notizia fece il giro del pianeta in tempi brevissimi. Fin da subito si era consapevoli che a venire meno non era un complesso qualunque ma bensì era il principale punto di riferimento musicale e culturale della Beat Generation, dei ragazzi dei favolosi anni ‘60. La carriera sarebbe comunque andata avanti per i Quattro Ragazzi di Liverpool che non avrebbero mai abbandonato la scena musicale, ma per ciascuno di loro non fu mai più come prima di quel 10 aprile 1970. A metà aprile sarebbe uscito “McCartney”, primo album solista del bassista Ex Beatle. L’8 maggio “Let It Be”, un 33 giri a tutti gli effetti postumo, nato dal fallimento del progetto “Get Back”, con il quale Macca all’inizio del 1969 avrebbe voluto riportare la band al rock and roll delle origini. A settembre “A Sentimental Journey” di Ringo Starr, a novembre il triplo “All Things Must Pass” di George Harrison ed a dicembre “Plastic Ono Band” di John Lennon.

Ma perché i Beatles si sciolgono? Dopo otto anni di convivenza artistica, e di successo planetario, il divorzio è riconducibile, dal punto di vista puramente musicale, alla sempre maggiore difficoltà di conciliare la voglia di sperimentare di Lennon (basti pensare alla  “Revolution 9”, dall’ album “The Beatles” del 1968, con la sua durata, 8’15”, il “brano” più lungo inciso dai Beatles) con la vena puramente pop e melodica di McCartney (basti pensare a “The Long And Winding Road”, dall’album “Let It Be” del 1970, la canzone della discordia … il cui arrangiamento di Phil Spector fece andare su tutte le furie Paul ed incrementò il disaccordo artistico fra i quattro ragazzi), senza trascurare l’evoluzione artistica del  Terzo Uomo, George Harrison, che dopo essere stato all’ombra dei due compagni più celebri per anni, inizia a manifestare la necessità di maggiori spazi (basti pensare a “Something”, prima, ed unica, composizione di Harrison a comparire come lato A di un singolo dei Beatles nell’ottobre del 1969, con “Come Together” di John sull’ altro lato A). Altri motivi della storica separazione sono da ricercare in questioni economiche e gestionali. I Quattro di Liverpool si sono sciolti anche perché, dopo la morte dello storico manager Brian Epstein (avvenuta il 27 agosto 1967 in circostanze sospette), non riuscirono a mettersi d’accordo se affidare la gestione finanziaria del gruppo allo studio legale Eastman di New York (idea di Paul che aveva sposato la figlia del patron) o ad Allen Klein, già impresario dei Rolling Stones (idea di John, George e Ringo). Un ruolo fondamentale è da attribuire anche alle compagne di Paul e John:  Linda Eastman e Yoko Ono sicuramente contribuirono a inasprire i rapporti fra i due musicisti e di conseguenza a far venire meno l’armonia che aveva regnato nei primi anni di carriera dei Fab Four.

L’avventura dei Beatles è durata tutto sommato poco, il tempo che va dal primo 45 giri ufficiale, “Love Me Do” (5 ottobre 1962), a quel famigerato 10 aprile. Un tempo misurabile in 13 album in studio e 22 singoli. Nonostante ciò il loro contributo musicale e culturale è stato (ed è tuttora riconosciuto) fondamentale, rendendoli di fatto una delle Icone più celebrate e ricordate del XX secolo.

Per dovere di cronaca è bene precisare che comunque i Beatles si sciolsero legalmente il 31 dicembre 1970, quando McCartney intentò una causa tendente a porre tutti gli affari del gruppo nelle mani di un curatore fallimentare, una mossa che gli era stata consigliata per liberarsi di Klein.

RINGO: “Ci sono stati dei momenti davvero affettuosi, di gentilezza, fra quattro persone: una stanza d’ albergo qui e là, un’ intimità davvero incredibile. Solo quattro ragazzi che si volevano davvero bene, è stato eccezionale”.

GEORGE: “Mi piacerebbe pensare che i vecchi ammiratori dei Beatles siano cresciuti, si siano sposati, abbiano tutti dei figli e siano molto più responsabili, ma che nei loro cuori ci sia ancora un posto per noi.”

PAUL: “Sono proprio felice che molte delle nostre canzoni parlassero di amore, pace, compressione, non ce n’è praticamente nessuna che dica “Forza, mandate tutti a quel paese, mollate i vostri genitori”. E’ tutto molto “All You Need Is Love” o “Give Peace A Change” di John. Dietro tutto c’ erano buoni sentimenti, e ne sono molto orgoglioso. Comunque … i Beatles sono stati qualcosa di grande”.

JOHN: “Quando ero un Beatle, pensavo che fossimo il miglior gruppo in questo dannato mondo. E crederci ci ha reso quello che eravamo. Io sono cresciuto non credo più alle figure paterne, come Dio , Kennedy o Hitler, non sono più alla ricerca di un guru. Non sto più cercando niente, non c’ è ricerca  non c’ è una stradada imboccare, non c’ è niente, le cose stanno così. Probabilmente continueremo a scrivere musica per sempre.”

Di seguito la comunicazione data al telegiornale del 10 aprile 1070 sul Secondo Canale RAI:

BIBLIOGRAFIA:

“Le Canzoni di John Lennon”,  Riccardo Russino, 2000, Editori Riuniti, Roma;

“Beatles, L’ Enciclopedia”, Bill Harry, 2000, Arcana Musica, Roma;

“Anthology”, The Beatles, 2000, Rizzoli, Milano;

“Paul McCartney 1970-2003 dischi e misteri dopo I Beatles”, Russino,Guffanti, Oliva, 2003, Editori Riuniti, Roma;

it.wikipedia.org;

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