17 aprile 1960: muore tragicamente Eddie Cochran


 

 17 APRILE 1960: MUORE TRAGICAMENTE EDDIE COCHRAN

17 APRILE 1960: MUORE TRAGICAMENTE EDDIE COCHRAN - THE BEAT CIRCUS CUNEO

Edward (Eddie) Raymond Cochran  è stato un artista dalla carriera tanto breve quanto intensa: insieme a Buddy Holly, Ritchie Valens e Big Bopper rappresenta una delle quattro star del firmamento del primo rock’n’roll che hanno smesso di brillare troppo presto.

Nato ad Albert Lea, in Oklahoma, il 3 ottobre 1938, fin da bambino nutre interessi per la musica, il canto e lo studio della chitarra che lo portano, nel 1954, ad unirsi come chitarrista ad una band di hillbilly il cui leader è Hank Cochran (che non ha alcun rapporto di parentela con Eddie). All’ inizio del 1955 Eddie ed Hank si uniscono per formare i Cochran Brothers. Colpito dalla musica di un altro artista emergente, Elvis Presley, Eddie tenta un’audizione per la Sun Records di Sam Phillips a Memphis (l’etichetta per cui Elvis incide i 45 giri di esordio, prima di passare alla RCA), senza però riscuotere successo. Questo incontro fa però scattare la scintilla del rockabilly in Eddie, influenza che si può riscontrare riascoltando il materiale country che i Cochran Brothers incidono all’ epoca per la Ekko di Hollywood. Nel corso dell’anno i due Cochran si dividono: mentre Hank diventerà un buon autore ed interprete di musica country, Eddie si dedica al rock’n’roll ed inizia a lavorare come chitarrista sessionman per diverse case discografiche (Cash, Crest e Silver). Nel corso di questi mesi Eddie sviluppa le proprie esperienze nel campo delle registrazioni (Cochran è uno dei primi artisti, insieme a Buddy Holly, a sperimentare ed a utilizzare la tecnica dell’ overdubbing) ed inizia a maturare un proprio stile compositivo. Nel luglio del 1956 incide il primo singolo con il nome di Eddie Cochran  “Skynny Jim” / “Half Loved” che appare su 45 giri Crest  1016. La mediazione di Jerry Capehart lo porta ad un contratto con la casa discografica Liberty. Nello stesso periodo Cochran partecipa al film (divenuto culto, nel cast si annoverano le presenze di Little Richard e Fats Domino,) “The Girl Can’t Help It”, dove interpreta “Twenty Flight Rock”, contribuendo a fare di questo film una delle prime celebrazioni dello stile e della musica rock’ n’ roll. A febbraio del 1957 il lato A del primo singolo Liberty  “Sittin’ In The Balcony / Dark Lonely  Street “ sale nei Top 40 di Billboard. I successivi 45 giri, le numerose tournées (anche lontano dagli U.S.A., come ad esempio in Australia con Gene Vincent e Little Richard) ed un’altra partecipazione cinematografica al lungometraggio “Untamed Youth”, non sono sufficienti a lanciarlo in modo definitivo. In questo periodo viene inciso il suo primo (e purtroppo unico) 33 giri: “Singing To My Baby” (Liberty LRP 3061, 1958 U.S.A.) nel quale Cochran tenta di inserirsi, anche grazie all’aiuto dell’orchestra e del coro di Johnny Mercer, nel settore melodico americano, approfittando anche del fatto che la sua voce a tratti ricorda caratteristiche molto simili al timbro vocale dei Elvis Presley nei momenti più romantici.

I tempi sono maturi e dopo una lunga gavetta finalmente nel marzo 1958 da una session di registrazione arriva la spinta definitiva: “Summertime Blues” (edita su 45 giri Liberty 55144, come Lato B di “Love Again”) si affaccia nelle classifiche Billboard a giugno, per poi raggiungere ad agosto-settembre la posizione n° 8 nella Top Ten. Successo che viene bissato con il singolo successivo “C’ Mon Everybody” / “Don’t Ever Let Me Go” (su Liberty 55166) che nell’ ottobre del 1958 scala le classifiche delle due sponde dell’Atlantico diventando un altro classico del rock’n’roll (n° 35 della Billboard Hot 100 e n° 6 nelle classifiche di vendita dei singoli Inglesi). Il successo dei due singoli insieme alla successiva tournée negli U.S.A. consacrano Eddie  Cochran nell’ Olimpo dei Giganti del Rock!

All’ inizio del 1959, la prematura scomparsa di Buddy Holly (3 febbraio, il giorno in cui la musica morì), di cui Eddie era amico, spinge il giovane cantante a trascurare la dura vita dei tours ed a dedicarsi con maggiore dedizione alla sperimentazione in studio di registrazione. Parallelamente alla produzione ufficiale Liberty, esiste dell’epoca una vasta produzione di Cochran come sessionman di altri cantanti o, sotto falso nome, in qualità di produttore, di arrangiatore e di musicista su altre etichette (Crest, Zephyr, Vik, Dot, Freedom e Silver). Sempre nel 1959 partecipa ad un altro lungometraggio Go Johnny Go! (tra gli altri nel cast : Chuck Berry e Ritchie Valens), incide “Three Stars” (come omaggio a Buddy Holly, Ritchie Valens e Big Bopper tragicamente scomparsi in un incidente aereo il 3 febbraio 1959) ed altri brani divenuti ormai classici quali “Something Else” e “Hallelujah I Love Her So”. Verso la fine dell’anno viene programmato un tour in Inghilterra, Nazione presso la quale la popolarità di Cochran ha raggiunto livelli mai toccati precedentemente. Eddie vorrebbe smettere di viaggiare per il mondo e vorrebbe dedicarsi maggiormente alla registrazione in studio, ma accetta l’invito dell’agenzia Fosters di Londra per un tour nel Regno Unito Il 9 gennaio Cochran è a Londra ed il suo Tour si unisce a quello che l’ amico Gene Vincent  porta avanti da un mese. Le accoglienze del pubblico inglese sono fantastiche ed, oltre agli show on stage, numerose sono le partecipazioni a show radiofonici e televisivi (memorabili le apparizioni al programma “Boys Meets Girl”, lo stesso programma a cui parteciperà anche un giovane e sconosciuto artista italiano insieme ai suoi fratelli, Little Tony And His Brothers). Eddie viene pagato la cifra considerevole di 1000 dollari a settimana, ma spende la maggior parte del suo tempo e dei soldi guadagnati in lunghe telefonate intercontinentali. Sta conquistando l’ Inghilterra, ma nella sua testa c’è solo la volontà di tornare negli U.S.A. dove lo aspettano una famiglia, uno studio di registrazione dove lavorare con Snuffy Garret ed una probabile partecipazione all’ ” Ed Sullivan Show”.

Nell’ aprile Cochran termina il tour come previsto e si appresta a tornare in Patria dopo più di tre mesi di assenza. Il 16 aprile, il tour manager Patrick Tompkins bussa alla porta della sua stanza al Royal Hotel per consegnarli il biglietto aereo per il sospirato e tanto atteso ritorno in Patria  con partenza dall’ aeroporto di Heathrow di Londra  all’ una del pomeriggio del giorno dopo. La notte fra il 16 ed il 17 aprile, al termine di un concerto a Bristol (l’ultimo previsto dal programma del tour), Eddie si mette in viaggio in auto verso l’aeroporto di Londra su un taxi prenotato da Patrick Tompkins mediante un’agenzia che offre il servizio notturno. Sulla malmessa Ford Consul targata RBO869 guidata da un certo George William Martin (solo omonimo del futuro produttore dei Beatles) oltre ad Eddie Cochran ci sono la sua ragazza Sharon Sheeley (autrice di testi di canzoni, nel 1958, a 19 anni, scrive “Poor Little Fool” che, interpretato da Ricky Nelson, raggiunge la vetta della Billboard, consacrandola come la più giovane autrice musicale ad aver raggiunto la vetta delle classifiche di vendita), l’amico Gene Vincent (l’interprete di “Be Bop A Lula” che invece deve partire per una serie di concerti a Parigi) e l’impresario del tour  inglese Patrick Thompinks. Ci sono molte leggende sull’ultimo viaggio di eddie Cochran: un autista giovane ed inesperto (forse ubriaco), una proposta di matrimonio sussurrata nella notte, la Ford Consult che all’ altezza di Bath prende una strada sbagliata e cerca di invertire marcia troppo velocemente . L’unica certezza è nelle parole dell’ufficiale di polizia R.S. McIntyre : “Incidente mortale a Bath Road, Chippenham, alle 23:50 del 16 aprile 1960″.  Infatti nei pressi di Chippenham sulla A4, nel Wiltshire, intorno alle 23:50, l’incidente.  Probabilmente un pneumatico scoppia e l’auto che viaggiava a velocità sostenuta va a schiantarsi contro un lampione con un basamento in cemento. Pur con diverse fratture sopravvivono all’impatto Gene Vincent, la ragazza di Eddie, il manager inglese ed il conducente mentre Eddie viene scaraventato prima contro il tettuccio dell’auto e poi violentemente sulla strada riportando gravi danni cerebrali ed una emorragia interna al torace. Cochran fu trasportato in stato di incoscienza all’ospedale di Bath nel Somerset, dove morì poche ore dopo, alle 4.10 di domenica 17 aprile. L’ autista rimane illeso e verrà condannato a sei mesi di reclusione e cinquanta sterline di multa per incidente colposo. Eddie fu sepolto al Forest Lawn Memorial Park Cemetery, a Cypress (in California) il 25 aprile. Sulla lapide della sua tomba la famiglia fa scrivere: “Se le semplici parole potessero consolarci per la perdita del nostro amato Eddie, allora il nostro amore per lui era un falso amore“.

Quella di Eddie Cochran è una delle più leggendarie figure del rock’n’roll: Un ragazzo elegante ma dal fascino ribelle, che canta come Elvis ma che sapeva suonare chitarra, basso, piano e batteria e che entra nella leggenda perchè muore a soli ventuno anni in un tragico incidente. Mentre le sue incisioni, ancora oggi ristampate ed ascoltate da milioni di persone, costituiscono una superba testimonianza della grande e avveniristica attività svolta: tracce del suo pionieristico lavoro alla chitarra ed in sala di registrazione sono presenti in tutta la produzione rock, soprattutto inglese.

Il critico Lester Bangs ha detto di lui: “Eddie probabilmente imitava Elvis nel modo di cantare, come molti altri. Ma la sua influenza sul mondo del pop è stata profonda, ed è arrivata fino alla grandezza dei Beatles e degli Who“.

Di seguito una interpretazione live di Eddie Cochran del suo maggiore successo : “Summertime Blues”.

BIBLIOGRAFIA : 

Enciclopedia Rock Anni ’50, Gianni Del Savio, Augusto Morini,1995, Arcana Editrice, Padova;

Beatles, L’ Enciclopedia, Bill Harry, 2000, Arcana Musica, Roma;

La Storia Del Rock, Be Bop A Lula, Carmelo Genovese, 2006, Editori Riuniti, Roma;

Tragedie E Misteri Del Rock’ n’ Roll, Michele Primi, 2012, WS Edizioni White Star, De Agostini Libri S.p.A., Novara.