BIOGRAFIA “THE PRETTY THINGS”: ARTICOLO REDATTO DA THE BEAT CIRCUS IN OCCASIONE DEL CONCERTO DEL 5 DICEMBRE 2017 DEI “THE PRETTY THINGS” AL DANCING LE ROI DI TORINO


THE PRETTY THINGS 

The Pretty Things” è uno dei complessi più influenti della storia della musica leggera e del rock britannico, fonte di ispirazione per centinaia di band ed allo stesso tempo entità in continua mutazione, innovazione e sperimentazione. Di seguito una bibliografia redatta dai Beat Circus per rendere giustizia anche in Italia alla Band di Phil May e Dick Taylor.

INDICE

BIOGRAFIA

THE ROLLING STONES

THE PRETTY THINGS

L’EVOLUZIONE

ANNI ‘70

ANNI ‘80

ANNI ‘90

ANNI 2000 – PRESENTE

HANNO DETTO A PROPOSITO DEI “THE PRETTY THINGS”

CURIOSITA’

 

DISCOGRAFIA “THE PRETTY THINGS”

DISCOGRAFIA INGLESE

  • ALBUM IN STUDIO PUBLICAZIONE INGLESE
  • ALBUM LIVE PUBBLICAZIONE INGLESE
  • ALBUM LIVE PUBBLICAZIONE INGLESE
  • EP PUBBLICAZIONE INGLESE
  • SINGOLI PUBBLICAZIONE INGLESE
  • COMPILATION PUBBLICAZIONE INGLESE
  • ALBUM PUBBLICATI COME ELECTRIC BANANA
  • COLLABORAZIONI

 

DISCOGRAFIA ESTERA

  • ALBUM IN STUDIO PUBBLICAZIONE ESTERA
  • ALBUM LIVE PUBBLICAZIONE ESTERA
  • EP PUBBLICAZIONE ESTERA
  • SINGOLI PUBBLICAZIONE ESTERA
  • COMPILATION PUBBLICAZIONE ESTERA

BIBLIOGRAFIA

BIOGRAFIA

 

THE ROLLING STONES

Dick Taylor (sinistra) e Keith Richards (destra) ai tempi dei “The Little Blue Boy And The Blue Boys” (1962)

La lunga storia del complesso parte da un’amicizia nata sui banchi di scuola tra Dick Taylor, il chitarrista fondatore della band e … Mick Jagger, futuro leader dei “The Rolling Stones”. I due ragazzi infatti si conoscono nel 1954 all’età di undici anni, frequentando il Dartford Grammar School, nel Kent, a 25 km a Sud – Est di Londra. Hanno in comune la passione per la musica; nella primavera del 1959, all’età di undici anni, iniziano a suonare presso l’abitazione di Dick al n° 4 di Marcus Road a Dartford, insieme ad altri due amici, Bob Beckwith e Allen Etherington, formando un gruppo informale chiamato “The Little Blue Boy And The Blue Boys”. Il 17 ottobre 1961, sul binario n° 2 della stazione ferroviaria di Dartford, Mick Jagger incontra il coetaneo Keith Richards; i due ragazzi si conoscevano solo di vista, avendo frequentato entrambi il Wenworth Primary School. Ma lungo quella banchina, in attesa del treno che li avrebbe trasportati ai rispettivi college, scambiarono quattro chiacchiere. L’argomento centrale fu la passione comune per la musica blues, un discorso partito dai dischi che Mick portava con sé e dalla chitarra a tracolla sulla spalla di Keith. I due presero il treno insieme e, continuando a parlare di musica, scoprirono di avere un amico in comune, Dick Taylor, conosciuto da Keith nelle aule dell’Art College di Sidcup. Prima di salutarsi decisero di rivedersi per suonare insieme. Qualche giorno dopo (il 21 ottobre) Keith si unisce a Mick e a Dick nei “The Little Blue Boy And The Blue Boys”: vista la passione comune per la musica blues il loro repertorio si basa quasi esclusivamente su cover di Muddy Waters, Jimmy Reed, Bo Diddley, Howlin Wolf e del loro idolo Chuck Berry.

Articolo di giornale del   7 luglio 1962 che comunica  ai Suoi lettori l’annullamento del concerto di Korner del 12 luglio al Marquee ed il debutto dei “The Rolling Stones”.

Articolo di giornale del 11 luglio in cui si descrive la formazione del nuovo gruppo di Mick Jagger che debutterà al Marquee di Oxford Street il giorno successivo, giovedì 12 luglio 1962, al basso Dick Taylor.

Nel marzo del 1962 il polistrumentista Brian Jones si recò all’ Ealing Jazz Club per ascoltare l’amico pianista e chitarrista Alexis Korner che si esibiva con i “Blues Incorporated”, formazione d’ispirazione blues e rhythm & blues, tra le cui file compariva il batterista ventunenne Charlie Watts. La settimana successiva Jones entrò a far parte della Band con lo pseudonimo di Elmo Lewis. Il 7 aprile dello stesso anno, al n° 42 di Broadway di Ealing, Londra, Alexis Korner fece conoscere Brian Jones a Mick Jagger e Keith Richards. I due proposero a Jones di entrare in un nuovo complesso in via di formazione. Brian, favorevole all’idea, pubblicò un annuncio su “Jazz News”: il primo a rispondere fu il ventiquattrenne pianista Ian Stewart.

Nel giugno del 1962 Mick Jagger, Keith Richards e Dick Taylor iniziarono a provare con Brian Jones e Ian Stewart.  Il 12 luglio Alexis Korner, dovendo partecipare alla registrazione di una trasmissione televisiva per la BBC, si trovò impossibilitato a suonare con i “Blues Incorporated”. Chiese dunque a Brian Jones di sostituirlo con il suo nuovo gruppo per un concerto al Marquee, storico locale di Londra. Brian Jones accettò di suonare con il nome di “Rollin’ Stones” (nome ispirato alla canzone di Muddy Waters “Rollin’ Stones”). La formazione con cui debutta il nuovo complesso è composta da: Mick Jagger (voce), Keith Richards ed Elmo Lewis (Brian Jones) (chitarre), Dick Taylor (basso), Ian Stewart (piano) e Mick Avory (batteria). La scaletta di quello storico concerto fu la seguente:

  1. Kansas City” – Wilbert Harrison
  2. Honey What’s Wrong” – Billy Fury
  3. Confessin’ The Blues” – Chuck Berry
  4. Bright Lights, Big City” – Jimmy Reed
  5. Dust My Blues” – Elmore James
  6. Down The Road Apiece” – Chuck Berry
  7. I Want To Love You” – Charles Smith
  8. I’m A Hoochie Coochie Man” – Muddy Waters
  9. Ride ‘Em On Down” – Robert Johnson
  10. Back In The USA” – Chuck Berry
  11. I Feel A Kind Of Lonesome” – Jimmy Reed
  12. Blues Before Sunrise” – Elmore James
  13. Big Boss Man” – Jimmy Reed
  14. Don’t Stay Out All Night” – Billy Boy Arnold
  15. Tell Me That You Love Me” – Fats Domino
  16. Happy Home” – Elmore James

Il debutto del complesso viene accolto dal pubblico con un successo incredibile.

Lettera del 7 luglio 1962 di Brian Jones di presentazione della formazione che debutterà il 12 luglio 1962 al Marquee di Londra. Cita il testo: Ho saputo che Mick Jagger, il nostro cantante, vi ha telefonato riguardo al nostro gruppo Rhythm and Blues, i “Rolling Stones”. Suoneremo al Marquee, in Oxford Street il 12 luglio, dividendoci il cachet con la band di Long John Baldry. La nostra band è composta da: Brian Jones – Chitarra, Leader Keith Richards -Chitarra Dick Taylor – Chitarra Basso John Stewart – Piano Earl Phillips – Batteria Con Mick Jagger – Voce. Cordiali saluti Brian Jones.

Nel novembre del 1962, a seguito di dissapori con Brian Jones che lo rilegano di fatto al ruolo di bassista (strumento che non ha mai amato particolarmente) e visti i contemporanei impegni di studio alla Sidcup Art College di Londra, Dick Taylor è costretto a lasciare il neoformato complesso, venendo sostituito da Bill Wyman. Nel gennaio del 1963 Charlie Watts entrò ufficialmente nel gruppo sostituendo il batterista Tony Chapman, che era a sua volta subentrato a Mick Avory. Si costituisce così la prima formazione stabile dei “The Rolling Stones”.

 

 

THE PRETTY THINGS

“The Pretty Things” in una fotografia del 1964 che li ritrae con un poster promozionale della Fontana Records. Da sinistra: Viv Prince (Batteria), Brian Pendleton (Chitarra Ritmica), Phil May (Voce, Armonica), John Stax (Basso) e Dick Taylor (Chitarra Solista).

A segnare il destino musicale di Dick Taylor fu, per la seconda volta, la sua condizione di studente. Frequentando il Sidcup Art College di Londra, il ventenne chitarrista di Dartfort conobbe nel 1963 uno studente con la sua stessa passione per la musica, in quale lo invitò a formare un nuovo complesso. Lo studente, suo compaesano di un anno più giovane, si chiama Phil May. Dick potè così tornare a suonare la sua amata chitarra accompagnando Phil al canto e all’armonica. I due nuovi amici arruolano John Stax al basso, Brian Pendleton alla chitarra ritmica e Pete Kitley alla batteria. Quest’ultimo, dopo meno di un anno, viene sostituito da Viv Andrews (conosciuto anche con lo pseudonimo di Viv Broughton). Il nome scelto per il nuovo gruppo è “The Pretty Things”, in onore a una canzone composta nel 1955 da Willie Dixon (autore e bassista della casa discografica Chess Records di Chicago) intitolata “Pretty Thing”. La canzone venne incisa il 14 luglio del 1955 da Bo Diddley e portata al successo negli Stati Uniti con la pubblicazione del singolo “Pretty Thing” / “Bring It to Jerome” (Checker Records, 827) nel novembre dello stesso anno. Phil May e Dick Taylor se ne innamorarono otto anni dopo, nel 1963, ascoltandola nell’anno della sua pubblicazione sul mercato inglese su singolo “Pretty Thing” / “Road Runner” (Pye International, 7N.25217).

Primo singolo dei “The Pretty Things”: “Rosalyn” / “Big Boss Man”, Fontana (TF469), UK 1964.

Bryan Morrison, un altro compagno di studi al Sidcup Art College, venne reclutato dai due come manager. Morrison svolgerà questo ruolo per tutti gli Anni Sessanta e fonderà la sua Bryan Morrison Agency che seguirà, tra gli altri artisti, anche i “The Pink Floyd” (successivamente, a partire dal 1968, Morrison fonderà altre società come la Lupus Music, la And Son Music e la Morrison / Leahy Music, curatrici negli anni di numerose pubblicazioni, tra cui, di “The Pink Floyd”, Syd Barret, “T. Rex”, “The Jam”, “Wham” e George Michael). Grazie ad una collaborazione con il compositore Jimmy Duncan, nei primi mesi del 1964 Morrison riuscì a far firmare ai “The Pretty Things” un contratto con la casa discografica Statunitense Fontana Records. Il giro iniziò davvero ad allargarsi e, di conseguenza, il batterista Viv Andrews venne sostituito con il più scenico e dotato Viv Price, già in formazione con i “The Carter-Lewis and the Southerners”. Il primo singolo pubblicato fu “Rosalyn” / “Big Boss Man”. La canzone scelta per il lato A, composta da (Bill) W. Farrye Jimmy Duncan, ha un attacco sonoro riconoscibile sin dal primo ascolto e si caratterizza per una certa frenesia, non comune nelle canzoni dell’epoca; possiamo solo immaginare lo sconvolgimento degli spettatori che assistettero il 15 maggio 1964 alla partecipazione dei “The Pretty Things” alla trasmissione televisiva “Ready, Steady, Go!”. In un’epoca dove la divisa di una band era la regola comune,”The Rolling Stones”, con il loro aspetto trasandato, avevano già scandalizzato ed infastidito; ciononostante, con “The Pretty Things” venne superato ogni limite. Una band di scalmanati che suonava una musica talmente selvaggia, mai sentita prima, ben più sporca e dura di quella delle Pietre Rotolanti. Il frontman, Phil May, che si presentava con i capelli più lunghi mai visti sino ad allora e Viv Prince, un batterista scatenato il cui unico antagonista poteva (forse) essere (il futuro) Keith Moon dei “The Who!”, erano elementi di rottura con la tradizione dello showbusiness musicale dell’epoca.

Il materiale inciso nei primi anni di attività è un rock-blues molto energico e fortemente influenzato da Bo Diddley e Jimmy Reed. Il loro sound venne apprezzato dal pubblico inglese, tant’è vero che tra i primi singoli pubblicati nel biennio 1964-1965, ben tre entrarono nelle classifiche d’oltre Manica della UK Single Chart:

  • Rosalyn” / “Big Boss Man” (n ° 41) 1964
  • Don’T Bring Me Down” / “We’ll Be Together” (n° 10) 1964
  • Honey I Need” / “I Can Never Say” (n° 13) 1965

19 aprile 1964: “The Pretty Things” sbarcano in Olanda. Da sinistra: Brian Pendleton, John Stax, Dick Taylor, Phil May e Viv Prince.

Ebbero un buon riscontro di vendite anche in Nuova Zelanda, Australia, Germania, Francia ed Olanda. Non riuscirono invece a sfondare nel mercato discografico Statunitense, sebbene anche oltreoceano la critica riconobbe, negli anni a venire, il loro importante contributo alla storia della musica leggera. Memorabile fu la tournée di due settimane (a cavallo tra luglio ed agosto del 1965) in Nuova Zelanda. Il comportamento selvaggio ed anticonformista adottato della band in concerto, nelle conferenze stampa e nelle uscite pubbliche, destò scandalo nell’opinione pubblica. Tale fu lo scalpore che anche il Parlamento Neozelandese affrontò la questione mettendo in dubbio la possibilità di concessione dei permessi di ingresso e di soggiorno ai cinque musicisti, in quanto membri della scandalosa band “The Pretty Things”.

Il primo album “The Pretty Things” Fontana (TL 5239), UK 1965. Raggiunse la sesta posizione nelle Charts inglesi.

Nel marzo del 1965 venne dato alle stampe il primo 33 giri, “The Pretty Things”, un album che molto deve al loro idolo Bo Diddley (l’album viene infatti aperto da “Road Runner” e chiuso da “Pretty Thing” due canzoni portate al successo dal cantante e chitarrista statunitense), ma anche Jimmy Reed (“The Moon Is Rising“) e Chuck Berry (“Oh Baby Doll”); fra i solchi del disco troviamo brani blues di grande spessore e, aspetto assolutamente non scontato per l’epoca, anche alcuni brani originali composti da tutti e cinque i membri della Band. La leggenda volle che il boss della Fontana Records si presentò durante una seduta di registrazione dell’album per vedere all’opera il nuovo gruppo messo sotto contratto dalla propria etichetta: se ne andò dopo appena mezz’ora lamentandosi con i suoi collaboratori che non sarebbe stato un minuto in più con “quel gruppo di animali!

In questi primi anni di carriera numerose furono le apparizioni alle trasmissioni televisive musicali. In Inghilterra partecipano per tre volte allo storico “Thank You Lucky Star” (il 24 0ttobre 1964, il 20 ed il 26 febbraio 1965), per due volte allo “Ready Steady Go!” (il 15 maggio 1964 ed il 23 luglio 1965), per cinque volte al “Top Of The Pops” (per tre volte, il 5, il 19 ed il 26 novembre 1964 si esibirono con “Don’t Bring Me Down”e per due volte, il 25 febbraio ed il 25 marzo 1965, con  “Honey, I Need”). Da segnalare il 16 aprile 1966 la partecipazione alla trasmissione tedesca “Beat-Club” con le interpretazioni in studio di “Midnight to Six Man,” “Rainin’ In My Heart,” e “Roadrunner“.

Billboard 17 aprile 1965, a pagina 14 della prestigiosa rivista statunitense si parla della partecipazione dei “The Pretty Things” al Dutch Tenner Festival di Blokker.

Nell’ aprile del 1965 le due esibizioni del gruppo al Blokker Festival vennero riprese dalla televisione Olandese per telegiornali e cinegiornali. Organizzato nel biennio 1964 -1965 da Ben Essing, il figlio del sindaco di Blokker, una piccola cittadina olandese sita a 40 km a nord di Amsterdam, il “Dutch Teener Fest” era una manifestazione di richiamo internazionale, il cui programma fu di prim’ordine per entrambe le edizioni. Basti pensare che il 6 giugno 1964 si esibirono alla manifestazione i “The Beatles” orfani di Ringo Starr e con il sostituto Jimmy Nichols alla batteria, mentre nell’edizione dell’aprile del 1965 salirono sul palco, oltre ai “The Pretty Things”, anche gli “Scorpions”. Gli echi della manifestazione furono tali da giustificare un articolo a pagina 14 della rivista musicale Statunitense “Billboard” del 17 aprile 1965. Dalle immagini delle performance dei “The Pretty Things” traspare tutta l’energia, la bravura e la sfrontatezza del gruppo nella sua formazione originale. La partecipazione ed il coinvolgimento che si creava nel pubblico era altissima e spesso sfociava in disordini e risse tra i Teenager.

Anche negli Stati Uniti, grazie alle loro partecipazioni al celebre programma “Shining!”, il 23 settembre 1965 i “The Pretty Things” fevero conoscere ai giovani americani il loro Rhythm & Blues sporco e grezzo con l’interpretazione di “Honey, I Need”. Il 16 dicembre dello stesso anno parteciparono per la seconda ed ultima volta allo storico programma della ABC TELEVISION interpretando “Big City”.

Nel mese di novembre del 1965, con l’abbandono di Viv Prince rimpiazzato alla batteria da Skip Alan, ebbe inizio il valzer dei cambi in formazione che in 54 anni di carriera porteranno ad essere ben trentaquattro i musicisti che possono dire di aver militato ufficialmente nei “The Pretty Things”.

Nel mese successivo (dicembre 1965) venne pubblicato il secondo album in studio della Band, “Get The Picture?”. “You Don’t Believe Me”, la traccia di apertura del 33 giri, mostra la Band in una nuova veste, e ben riassume il momento in cui il loro stile si avvicinò di più al folk-rock e al sound dei “The Byrds”. Il brano presenta tra gli autori anche un session-man che si stava facendo notare nell’ambiente musicale inglese: Jimmy Page, futuro leader dei “Led Zeppelin”. Tra i musicisti che parteciparono alla registrazione della canzone, oltre allo stesso Jimmy Page alla chitarra acustica ed ai ”The PrettyThings” (Taylor, May, Pendleton e Stax), si annoverano due membri della rock band inglese “Fairies”, ovvero John “Freddy” Gandyed al basso e John ‘Twink’ Alder  alla batteria.

1965: rissa sul palco durante un concerto. Sullo sfondo, da sinistra: Phil May (aggredito da un fan), Brian Pendleton, John Stax e Dick Taylor. I concerti dei “Pretties” nei primi anni di attività erano molto “animati”.

Con questa formazione (Phil May alla voce, Dick Taylor alla chitarra solista, Brian Pendleton alla chitarra ritmica, Skip Alan alla batteria e Jon Stax al basso) i “The Pretty Things” avanzarono come un treno in corsa, producendo tra la fine del 1965 e l’inizio del 1966 una serie di singoli di assoluta qualità come “Midnight To Six Man” e “Come See Me”, oltre all’EpOn Film”, contenente richiami sonori e tematici alla psichedelia nei brani “Can’t Stand The Pain” e “Lsd”.

 

Spartito di uno dei loro maggiori successi “Midnight To Six Man”, lato A del loro quinto singolo. Musica e testo di Dick Taylor e Phil May. “The Pretty Things” si distinguevano da molte Band dell’epoca per essere autori dei loro brani.

Di seguito “The Pretty Things” nell’esecuzione di “Midnight To Six man” alla trasmissione televisiva della BBC  “A Whole Scene Goin On” andata in onda il 12 gennaio 1966:

 

All’inizio del 1966 “The PrettyThings” realizzarono “The Pretty Things On Film”, un cortometraggio con riprese dal vivo della band, predecessore dei moderni video musicali. Sulle note di “Can’t Stand the Pain“(poco proiettato all’epoca della realizzazione e introvabile per anni, il film è ora reperibile come file multimediale extra in diverse ripubblicazioni dell’ album ”Get The Picture?” in formato CD. Inoltre “The Pretty Things On Film” compare per la prima volta come video extra nella riedizione giapponese dell’album curato in formato CD nel 1994 dalla casa discografica Victor, numero catalogo VICP-62642).

Nel corso del 1966 la scena musicale inglese attraversò una fase di evoluzione: alla passione per il rhythm & blues, subentra nel cuore del grande pubblico la Soul Music. I “The Pretty Things” non poterono far altro che seguire le evoluzioni dei gusti musicali, uscendo sul mercato discografico con un singolo contenente “The House In The Country”, cover di un successo dei Kinks. A dicembre dello stesso anno uscì il singolo contenete “Progress”, un brano che vede la Band accompagnata da una corposa sezione di ottoni, anticipatrice delle sonorità del successivo album “Emotion”. Sempre in questo anno si segnalano alcune apparizioni televisive, tra le quali una alla televisione svedese, alla trasmissione Popside. Sarebbe giustificato pensare ad una Band giunta al punto di implodere: Pendleton abbandonò il gruppo nel dicembre 1966, seguito due mesi dopo da John Stax. Si chiude così un capitolo della storia musicale dei “The Pretty Things”. Tuttavia, la band mantenne la propria line-up al numero di cinque elementi, reclutando Jon Povey e Wally Waller, entrambi ex membri dei “Bern Eliott and the Fenmen”. Le capacità vocali dei due nuovi ingressi, aggiunta alla loro abilità compositiva e musicale, furono di fondamentale importanza nell’evoluzione artistica dei nuovi “The Pretty Things”. Le doti di polistrumentisti dei due nuovi membri vennero sfruttate per mantenere i ruoli dei tre “vecchi” membri: John passò da batterista dei “Fenmen” a tastierista quasi a tempo pieno mentre Wally, amico di infanzia di Phil May, imbracciò per la prima volta in vita sua il basso.

Animali dsa palcoscenico, Star Club di Amburgo, Germania 1966. Nello storico locale che vide qualche anno prima i Beatles come gruppo fisso “The Pretty Things” intrattengono il pubblico tedesco con il loro spettacolo selvaggio e coinvolgente. Da sinistra: Brian Pendleton (con le maracas), Skip Alan che suona le bacchette della batteria sul pavimento del palco e Phil May (di spalle).

 

L’EVOLUZIONE

“The Pretty Things” 1967. Da sinistra: Skip Allan, John Povey, Wally Waller, Phil May e Dick Taylor.

Emotion”, prodotto da Steve Rowland e pubblicato nel 1967, fu il loro quinto ed ultimo album registrato per la Fontana Records. Gli arrangiamenti delle dodici canzoni che compongono l’album, ricchi di fiati ed ottoni non previsti da Dick Taylor e soci ed aggiunti in fase di editing da Reg Tisley, furono causa di rottura tra i “The Pretty Things” e la loro prima casa discografica. A seguito di queste discordie artistiche, il produttore Norman Smith della EMI manifestò la volontà ed il forte interesse di lavorare con i “The Pretty Things”; nel settembre 1967, quindi, venne firmato un contratto tra il complesso e la Columbia, una label della EMI. Nel novembre dello stesso anno venne pubblicato in Inghilterra il loro primo singolo per la nuova casa discografica, “Defecting Grey” / “Mr. Evasion” (Columbia, DB 8300), il primo vero approccio della Band alla psichedelia. La versione demo di “Defecting Grey”, lunga circa 8 minuti, venne accorciata a 4 e 30’ e pubblicata, nonostante la casa discografica insistesse sul fatto che un brano contenuto in un singolo non dovesse superare la durata standard di 3 minuti. In questa giostra psichedelica si alternarono passaggi tranquilli ad improvvise esplosioni di fuzz, con una strumentazione integrata da mellotron e sitar. Per il pubblico dell’epoca fu uno shock, le orecchie degli ascoltatori non erano ancora pronte a tale innovazione. Per questo motivo il singolo si rivelò un mezzo flop sul mercato discografico. In questa fase di rinascita e profonda ispirazione va ricordata inoltre l’inedita “Turn My Head”, giuntaci grazie a sessions registrate per programmi radio della BBC.

“S.F. Sorrow”, Columbia (SCX 6306), UK 1968: il quarto album registrato in studio dalla Band. Il loro capolavoro assoluto.

Nel febbraio del 1968, tre mesi dopo, fece seguito a questo primo singolo il doppio lato A a 45 giri “Talking About the Good Times” / “Walking Through My Dreams“, che di fatto inaugurò le sedute di incisioni di quello che sarà l’album più importante della discografia dei “The Pretty Things”: “S.F. Sorrow”. Pubblicato nel dicembre del 1968, “S.F. Sorrow” venne riconosciuto come la prima Opera Rock, ascoltato e riascoltato da Pete Townsend e fonte di ispirazione per il più celebre “Tommy” dei “The Who” (maggio 1969). Per seguire la narrazione e comprendere meglio la triste storia di S. F. Sorrow, scritta e pensata da Phil May, all’interno della copertina apribile (disegnata anch’essa dallo stesso cantante dei “The Pretty Things”), si trovano i testi delle canzoni, unite dal filo conduttore-trama dell’album, ovvero la Vita di Sebastian Sorrow. Con questo album il gruppo arrivò a vette artistiche in seguito mai più raggiunte, tali che ad oggi viene finalmente (e giustamente) considerato dalla critica alla pari di dischi come “Sgt Pepper’s Lonely Heart Club Band” dei “The Beatles” e “Piper At The Gates Of Dawn” dei “The Pink Floyd”. Le tracce del disco furono registrate tra dicembre 1967 e settembre 1968 presso gli Studi della EMI ad Abbey Road, frequentate in quello stesso periodo dai “The Beatles”, impegnati nella registrazione del “White Album” e dai “The Pynk Floyd”, al lavoro su “A Saucerful Of Secrets”. Nel marzo del 1968 Skip Alan abbandonò il gruppo e venne rimpiazzato dall’ex “Tomorrow”, ed ancor prima “The Fairies”, Twink (John Charles Edward Alder), per ultimare il progetto discografico.

Di seguito le 13 tracce che compongono l’album “S.F. Sorrow” (più 4 tracce bonus) dei “The Pretty Things” . Pubblicato nell’agosto del 1968 l’album è passato alla storia: precursore ed innovativo non venne all’epoca apprezzato dal grande pubblico ma, ad oggi, viene riconosciuto come pietra miliare della storia della musica del XX secolo:

11, 12 e 13 aprile 1968: “The Pretty Things” in concerto al Piper Club di Roma. Mai in Italia si era ascoltata una musica del genere.

Dopo l’uscita dell’album seguirono apparizioni in diverse nazioni Europee con buona accoglienza e favore del pubblico in città come Amsterdam e Parigi. Nell’aprile del 1968 (11, 12 e 13 con due spettacoli al giorno, uno al pomeriggio ed uno alla sera) i “The Pretty Things” si presentano al Piper Club di via Tagliamento a Roma. Il pubblico italiano rimase esterrefatto alla sola visione dl complesso, prima ancora che iniziassero a suonare: i capelli lunghi di Phil May e l’aspetto trasandato dei componenti della Band, uniti ad una musica mai sentita prima dal vivo nel locale simbolo della Capitale, colpirono dapprima il pubblico per poi conquistarlo e renderlo partecipe di concerti memorabili.

“The Pretty Things”, autunno 1970. Da sinistra: Skip Alan, Phil May, John Povey, Wally Waller e Victor Unitt.

Nel marzo del 1969 la rivista musicale britannica NME Magazine riportò che Barney Ales, il vice presidente della Statunitense Motown Records, fece un viaggio a Londra per far visita ai “The Pretty Thing” e per metterli sotto contratto con la Sua casa discografica: sarebbe stato il primo contratto firmato in Inghilterra per la casa discografica di Ditroit. Nonostante lo scarso successo commerciale registrato in Inghilterra da “S.F. Sorrow”, legato soprattutto alla scarsa promozione della EMI e ad un senso di tristezza che aleggiava nei testi del disco, la Motown avrebbe comunque distribuito il disco un anno dopo, nel 1969, negli Stati Uniti con la sua etichetta Rare Earth Records (label che distribuiva artisti “bianchi” per la Motown sul mercato discografico statunitense).

Nel giugno del 1969 la consapevolezza del fallimento commerciale dell’operazione “S.F. Sorrow” portò all’abbandono di Dick Taylor, prontamente sostituito alla chitarra solista da Victor Unitt, proveniente dalla “Edgar Broughton Band”. Nei mesi successivi “The Pretty Things” incisero un album per Philippe DeBarge, un giovane milionario francese, destinato esclusivamente a soddisfare il capriccio del giovane rampollo d’ Oltralpe. Di questo album esiste una versione bootleg.

“The Pretty Things”, primavera 1970. Da sinistra in alto Phil May, John Povey e Pete Tolson; in basso da sinistra: Skip Alan e Wally Waller.

Alla fine dello stesso anno, e dopo pochi mesi di permanenza in formazione, Twink abbandonò “The Pretty Things” per formare i “The Pink Fairies”. Si concretizzò così il ritorno alla batteria di Skip Alan, giusto in tempo per iniziare ad Abbey Road la registrazione dell’album “Parachute”, altro lavoro psichedelico ed ultimo capolavoro della band, pubblicato in Inghilrerra nel 1970 dall’etichetta Harvest. Poco prima della pubblicazione dell’album, Unitt si ricongiunse alla “Edgar Broughton Band”, venendo sostituito da Pete Tolson, ex chitarrista dei “Eire Apparent”, che resterà in formazione sino alla metà del 1971. Nonostante i riconoscimenti della critica e la qualità della musica prodotta, le vendite dell’ album continuarono ad essere al di sotto delle aspettative. Considerato nel 1975 dal critico musicale Steve Turner della rivista Rolling Stone disco dell’anno (anche se di fatto non rientrò nell’elenco dei dischi dell’anno della rivista per gli anni 1970 e 1971), “Parachute” andava al passo con i tempi ed alla psichedelica subentrò un’eccellente Hard Rock. Tra i brani più duri “Sickle Clown” e “Cries From The Midnight”, mentre in “In The Square” si percepiscono le atmosfere del beatlesiano “Abbey Road”.

“Electric Banana”, Music De Wolfe (DW/LP 3040), UK 1967. Il primo dei cinque album pubblicati dai “The Pretty Things” con lo pseudonimo “Electric Banana”.

Nel decennio 1967-1978, oltre ad incidere e produrre musica a nome dei “The Pretty Things” i musicisti inglesi registrarono dei brani anche per la Music Library Company DeWolfe. Alcune di queste registrazioni effettuate da Phil May e Soci divennero sigle per programmi radiofonici o televisivi e colonne sonore di film realizzati a basso budget come “What’s Good for the Goose” (1969), “The Haunted House of Horror” (1969) ed un paio di film sexy softcore. I brani incisi dai “The Pretty Things” utilizzati a questo fine, non erano inizialmente destinati a pubblicazioni ufficiali sul mercato discografico. Verranno raccolte successivamente su dischi pubblicati a nome di un fantomatico gruppo dal nome di “Electric Banana”: “Electric Banana” (1967), “More Electric Banana” (1967), “Even More Electric Banana” (1969), “Hot Licks” (1970) e “Return Of The Electric Banana” (1978).  Le prime pubblicazioni contenevano brani cantati sul lato A del disco e brani strumentali sulla seconda facciata del vinile. Le pubblicazioni successive venivano invece immesse sul mercato discografico britannico come album veri e propri registrati da una band che manteneva segreta la propria identità.

 

 

ANNI ‘70

“The Pretty Things”, 1972. Da sinistra: Phil May, Skip Alan, Stuard Brooks, Pete Tolson e John Povey.

Il 5 settembre 1970 “The Pretty Things” parteciparono per la seconda volta (dal 1965) alla trasmissione televisiva tedesca Beat-Club in onda sul canale ARD alle ore 20.00. Nel corso della trasmissione la Band si esibì in “Cries From A Midnight Circus“. Il confronto fra le immagini delle due apparizioni televisive è emblematico: nei cinque anni trascorsi tra le due esibizioni alla TV tedesca dei “The Pretty Things”, l’evoluzione musicale della band di Dartford è notevole, con il passaggio dal Blues e dal Rhythm & Blues più grezzo delle origini alle sonorità psichedeliche e proto Hard Rock.

Il nuovo decennio iniziò con altri cambi di formazione (alla fine del 1971 Wally Waller, divenuto assistente produttore alla EMI, venne sostituito al basso da Stuart Brooks, ex “The Black Cat Bones”) e con il passaggio alla casa discografica Warner Bros. Records, per la quale pubblicarono a fine 1972 l’album “Freeway Madness”. Anche se Waller non era più un membro della band, produsse il nuovo album con uno pseudonimo (Asa Jones) ed apportò un suo contributo vocale nella registrazione di “Over The Moon”, brano da lui composto in coppia con Phil May, che chiude il Lato A del LP. Le vendite dell’album registrarono l’ennesimo flop commerciale.

Nel 1973, David Bowie inserì nel suo settimo album in studio, “Pin Ups”, due cover di due dei successi maggiori dei “The Pretty Thngs”: “Rosalyn” e “Don’t Bring Me Down”.

“The Pretty Things” 1974 – 1975. Da sinistra: Pete Tolson, Jack Green, Phil May, Skip Alana, John Povey e Gordon Edwards.

In questo periodo l’organico venne ulteriormente allargato ed entrò in formazione un sesto membro, Gordon John Edwards: musicista versatile e poliedrico a seconda delle necessità suona la chitarra, le tastiere e canta. Nel 1974 “The Pretty Things” furono tra i primi artisti a firmare un contratto per la neo costituita Swan Song Record, la casa discografica fondata dai “Led Zeppelin” il 10 maggio 1974 con il loro manager Peter Grant. Il passaggio alla Swan Song Record determinò anche il cambio di manager: Stuart Brooks venne infatti rimpiazzato dallo stesso Peter Grant. Per la nuova casa discografica, il 1 novembre 1974 Phil May e soci pubblicarono il loro settimo album in studio, “Silk Torpedo” (secondo album in catalogo per la nuova casa discografica dopo l’album di esordio omonimo pubblicato dai “Bad Company” il 15 giugno 1974). Le linee di basso dell’album furono registrate dal chitarrista Pete Tolson prima dell’ingresso in formazione del nuovo bassista Jack Green, il cui contributo nel suddetto album di esordio fu solamente canoro. Per la prima volta nella loro carriera un loro Album entrò nelle classifiche della Hot 100 di Billboard!!!

Durante le registrazioni delle tracce di “Savage Eye”, il naturale seguito di “Silk Torpedo”, si verificano dei contrasti e delle tensioni fra Phil May da una parte ed i nuovi arrivati Edward e Green dall’altra: a seguito della pubblicazione dell’album (secondo ed ultimo per la Swan Song Records) Phil May abbandonò i “The Pretty Things”. Alan, Edwards, Green e Tolson a questo punto tentano di formare una nuova Band, i “Metropolis”, ma la Swan Song Records non manifestò alcun interesse nei loro confronti e non offrendo loro un contratto discografico di fatto fece morire il progetto prima ancora che nascesse. I quattro artisti prenderanno vie musicali differenti: Edward accompagnò i “The Kinks” nel loro “Misfits Tour”, mentre Green entrò a far parte dei “Raibow” per alcune settimane prima di avventurarsi in una carriera solista.

“Savage Eye”, Swan Song (SSK 59401), UK 1975. Nel corso delle session di registrazione dell’ottavo album in studio dei “The Pretty Things” nacquero dei dissapori tra i membri della Band che portarono all’abbandono di Phil May nei primi mesi del 1976.

I Seventy dei “The Pretty Thinghs” si conclusero comunque con una clamorosa e bella sorpresa per i fan. La formazione del 1967 con Phil May alla voce, Dick Taylor alla chitarra, Skip Allan alla batteria, Jon Povey alle tastiere e Wally Waller al basso tornò nel 1978 a calcare lo stesso palco per un concerto in Olanda.

 

 

ANNI ‘80

“Cross Talk”, Warner Bros Records (K56842), UK 1980. Nono album in studio dei “The Pretty Things”.

Sull’onda di entusiasmo seguito ai concerti olandesi, i cinque musicisti decisero di entrare in sala di registrazione e così, nel 1979, con l’aggiunta di Pete Tolson alla chitarra, iniziarono le sessioni di registrazione del loro nono album da studio, “Cross Talk”, pubblicato nell’agosto del 1980 per la Warner Bros Records. I nuovi suoni e la continua ricerca dell’innovazione musicale non contribuirono ad aumentare le vendite dei loro dischi; ciononostante, i “The Pretty Things” ebbero un loro seguito di Fans e nel 1981 parteciparono con B. A. Robertson e “The Viewers” alla realizzazione della colonna sonora del film horror “The Monster Club” diretto da Roy Ward Baker.

I “The Pretty Things” tornarono nuovamente a macinare chilometri on the road, e a testimoniare questo periodo di rinnovato interesse nei confronti della Band di Dartfort, nell’agosto del 1984 in Inghilterra venne pubblicato dalla Big Beat il disco “Live At Heartbreak Hotel”, album registrato dal vivo in piccoli locali devoti al rhythm & blues, in cui si crea un rapporto di amore e passione tra la Band ed il suo pubblico, percepibile all’ascolto delle dodici canzoni che compongono l’album.

Nel corso di tutti gli Anni ‘80 Phil e Dick mantennero alto il nome storico della Band con continui tour, soprattutto nell’Europa continentale ed in Germania, dove godono tutt’ora di notevole popolarità, accompagnati da una schiera di musicisti professionisti in continuo cambiamento. Nel 1987, proprio in Germania, diedero alle stampe, per la prima volta nella loro carriera in formato CD, l’Album “Out Of The Island”, contenente 14 canzoni del loro repertorio storico e registrato in studio in presa diretta.

“The Pretty Things”, 1980. Da sinistra: Skip Alan, Pete Tolson, Phil May, John Povey, Dick Taylor e Wally Waller.

 

ANNI ‘90

Alla fine del 1990 i “The Pretty Things” riscossero i favori del pubblico nell’ambito di un tour europeo in cartellone con i “Chicken Shack” del frontman Stan Weeb ed il chitarrista Blues statunitense Luther Allison. In questa tournee Dick Taylor e Phil May vennero accompagnati alla batteria da Hans Waterman (già membro del gruppo olandese “Solution”), dal bassista Roelf Ter Velt, dal chitarrista/tastierista Barkley McKay (già “Waco Brothers” e “Pine Valley Cosmonauts”) e dal chitarrista John Langford (ex “Mekons”). Con questa formazione i “The Pretty Things” si esibirono regolarmente in tutta Europa fino alla fine del 1994.

“The Chicago Blues Tapes 1991”, demon Revcord (FIEND CD 708), UK 1991. Il primo album nato dalla collaborazione fra Dick Taylor, Phil May e Jim McCarty dei “The Yardbirds”.

I Primi Anni ’90 dei “The Pretty Things” furono caratterizzati, inoltre, da collaborazioni illustri; a Chicago, infatti, Phil May e Dick Taylor incisero con Jim McCarty, ex batterista dei “Yardbirds”, due album a nome di “Pretty Things / Yardbird Blues Band”, ovvero “The Chicago Tapes” nel 1991 e “Wine, Women & Whiskey”, entrambi prodotti da George Paulus nel 1993.

Nel 1992, nel periodo compreso tra i due album con Jim McCarty, registrarono, a nome “Pretty Things n ‘Mates”, l’album “Rockin’ the Garage” con i membri della band inglese “Inmates” ed il tastierista Matthew Fisher dei “Procol Harum” (memorabile la sua introduzione all’ organo Hammond del brano “A Whiter Shade of Pale”, immortalata su 45 giri nel 1967 dalla Band inglese).

I primi Anni ’90, oltre alle collaborazioni con altri Artisti, sono ricordati dai “The Pretty Things” per una controversia legale con la EMI riguardante le royalties non pagate alla band per la distribuzione negli U.S.A. degli album “S.F. Sorrows” e “Parachute”, sulla base di un accordo preso nel 1968 dalla EMI con la Rare Earth (sussidiaria della Motown) distributrice e detentrice dei diritti sui due Album per gli States. La band non aveva mai ricevuto, sino ad allora, nessuna royalties dalla Rare Earth Records, nè tantomeno dalla EMI. Dopo estenuanti battaglie legali la band riuscì a vincere la propria causa e nel 1993 la EMI restituì ai “The Pretty Things” tutti i nastri originali ed i master, i diritti d’autore spettanti ed una cifra in denaro mai resa pubblica per indennizzo.

“… Rage Before Beauty”, Snapper Music Madfish (GAS 0000814), UK 1999. Decimo album in studio dei “The Pretty Things”.

Sul finire del 1994, ancora una volta, la formazione del 1967 si riunì con l’aggiunta di Pete Tolson (colui che a partire dal 1970 sostituì alla chitarra Dick Taylor), così come era avvenuto nel 1980 per la registrazione dell’album “Cross Talk”. L’illusione durò però pochi mesi: dopo estenuanti prove Pete Tolson abbandonò la band in modo definitivo per essere sostituito da Frank Holland.

La loro nuova etichetta, la Snapper Music, emise sul mercato in formato CD gli album storici rimasterizzati dei “The Pretty Things” con molte canzoni bonus, oltre ad un DVD della rivisitazione dal vivo di “S.F. Sorrow” del settembre 1998, quando, in occasione del trentennale della sua pubblicazione, i “The Pretty Things” con David Gilmour e Arthur Brown riproposero lo storico album in un live agli Abbey Road Studios di Londra.

I fasti dell’operazione riportarono “The Pretty Things” in tour negli Stati Uniti d’America per la prima volta dopo un’assenza di decenni.

 Il 6 settembre 1998, per celebrare il trentesimo anniversario della pubblicazione dello storico album,  “The Pretty Things” con gli ospiti David Gilmour dei “Pink Floyd” ed Arthur Brown rieseguirono tutte le canzoni del LP “S.F. Sorrow” live nello studio n 2 degli Abbey Road Studios. Di seguito il video della storica performance:

Gli anni ’90 si chiusero, dunque, con una rinata popolarità per la storica band inglese che nel 1999, a distanza di diciannove anni, tornò in sala di registrazione per lavorare al decimo album di inediti: ”Rage Before Beauty” per la Snapper Music.

“The Pretty Things” 1999. Da sinistra: Wally Waller, Dick Taylor, Phil May, John Povey, Skip Alane Frank Holland.

 

ANNI 2000 – PRESENTE

Il nuovo millennio si aprì con una triste notizia per i Fans della Band: lo storico chitarrista ritmico Brian Pendleton muore di cancro ai polmoni il 16 maggio 2001 a Maidstone, nel Kent. L’anno successivo un altro ex membro dei “The Pretty Things”, il tastierista Gordon Edwards (anche in formazione dei “The Kinks” alla fine degli Anni ’70) morì per overdose.

Balboa Island”, Cadiz Music (CBCD07001), UK 2007. Undicesimo album in studio della Band.

Il primo aprile 2002 venne pubblicato in Inghilterra da FireflyGrowing Old Disgracefully” di Alan Lakey, la prima biografia interamente dedicata ai “The Pretty Things”. Nelle 256 pagine del libro Lakey affronta per la prima volta la lunga e contorta storia della band, prestando particolare attenzione alle controversie legali con la EMI degli Anni ’90.

A partire dal 2001, in seguito a gravi problemi cardiaci, Skip Allan si trovò costretto a ridurre sempre più gli impegni pubblici ed artistici con i “The Pretty Things”, restando comunque ufficialmente in formazione fino al 2007 e venendo sempre più spesso rimpiazzato alla batteria da Mark St. John.

Nel 2007 la band pubblicò il suo undicesimo album in studio “Balboa Island” con la casa discografica St. John’s Côte Basque. I problemi familiari che colpirono il bassista Wally Waller ed il tastierista Jon Povey impedirono ad i due musicisti di garantire la loro presenza per gli impegni live della band. Pertanto la formazione dei “The Pretty Things” subì una ulteriore e definitiva ricomposizione: Phil e Dick continuarono ad essere accompagnati alla chitarra ritmica da Frank Holland ed arruolarono i giovani George Woosey al basso e Jack Greenwood alla batteria.

“The Pretty Things”, 2009. Da sinistra: Jack Greenwood, Frank Holland, Phil May, Dick Taylor e George Woosey.

Nel giugno del 2009 Dick Taylor, Phil May, Wally Waller, Jon Povey e Skip Alan si riunirono per ricevere il prestigioso premio “Heroes”, alla cerimonia annuale della rivista britannica Mojo.

A metà del 2010 si verificò una curiosa reunion; questa volta non sono coinvolti Phil May e Dick Taylor ma bensì Waller, Povey, Allan e Tolson che decisero, in occasione del 40° anniversario della sua pubblicazione, di registrare una nuova versione dell’album “Parachute”. La Band non poteva che chiamarsi “The XPTs’” (ovvero “The Ex Pretty Things”). L’album, intitolato “Parachute Reborn” venne pubblicato in Inghilterra il 30 aprile 2012 dalla casa discografica Esoteric Recordings su CD (numero di catalogo EANTCD 1003).

“The Sweet Pretty Things (Are In Bed Now, Of Course)”, Repertoire Records (V 166; Rep 2271), UK 2015. Dodicesimo album in studio dei “Pretties”.

Nel 2012 la band tornò per la prima volta in Nuova Zelanda, a 47 anni di distanza dalla cattiva propaganda creatasi a seguito della loro tournee del luglio-agosto 1965. Durante la loro permanenza in Nuova Zelanda, i “The Pretty Things” sono stati in compagnia del bassista originario John Stax con il quale hanno suonato nei concerti di Melbourne: per la prima volta dal 1967 Dick Taylor, Phil May e John Stax tornarono a suonare assieme.

Nel 2013, in occasione del cinquantesimo anniversario della loro nascita i “The Pretty Things” tornano On The Road con il loro 50th Anniversary Tour, suonando in Inghilterra e in diversi stati europei.

Il 10 luglio del 2015 esce il loro dodicesimo album di studio, “The Sweet PrettyThings (Are in Bed Now, of Course…)”, pubblicato dalla Repertoire Records. Il titolo dell’album prende ispirazione dalle prime parole del testo di “Tombstone Blues”, canzone registrata e pubblicata nel 1965 da Bob Dylan. Dopo otto anni di concerti in tutto il mondo, è il primo album che May e Taylor incidono con Jack Greenwood e George Woosey, batterista e bassista entrati in modo stabile in formazione dopo l’abbandono di Skip Allan e Wally Waller.

 

“The Pretty Things”, 2016. Da sinistra: Frank Holland, Dick taylor, Phil May, Jack Greenwood e George Woosey. La formazione stabile con cui Phil May e Dick Taylor portano avanti il nome dei “The Pretty Things”.

 

 

HANNO DETTO A PROPOSITO DEI “THE PRETTY THINGS

I Pretty Things di “Silk Torpedo” erano una band che stava veramente cambiando il proprio stile e la propria musica. Avevano inciso uno dei migliori singoli messi in commercio fino a quel momento “Rosalyn”: era selvaggio! Poi sono passati a “S.F. Sorrow” ed alla Swan Song: la musica che facevano era incredibile! Quando arrivavano dei nastri o dei demo dei Pretty Things ero ansioso di ascoltare quanto avevano prodotto, poiché erano sempre delle ottime composizioni ed interpretazioni a livello musicale da parte di tutti i componenti della Band. Era una bella band!” (Jimmy Page, “Led Zeppelin”, 2015)

The Pretty Things furono la band che ebbe la maggior influenza su di noi… “The Pretty Things” inventarono il concetto di garage band” (Joey Ramone, “The Ramones”).

Una delle più grandi band di rhythm& blues di tutti i tempi” (Van Morrison).

The Pretty Things hanno completamente rivoluzionato la mia mente” (Noel Gallagher, “Oasis”).

The Pretty Things hanno sempre tracciato la strada ai Rolling Stones” (David Gilmour, “The Pink Floyd”).

 

CURIOSITA’

 

Il singolo di Bo Diddley “Pretty Thing” / “Road Runner”, da cui Dick Taylor e Phil May presero spunto per dare il nome alla loro Band.

Il singolo di Bo Diddley  “Pretty Thing” / “Road Runner”, pubblicato in Inghilterra nel 1963 dalla Pye International con numero di catalogo 7N.25217, fu il primo degli unici due singoli dell’artista statunitense (il secondo fu “Hey Good Lookin” /“You Ain’t Bad (As You Claim To Be)” pubblicato nel 1965 della Chess Records con numero di catalogo CRS 8000) ad apparire nella UK Singles Chart (6 settimane in classifica, massima posizione raggiunta il numero 34 il 16 ottobre) ed influenzò notevolmente la neonata Band di Dartfort. Il lato A del singolo “Pretty Thing”, ispirò infatti Phil May e Dick Taylor nella scelta del nome della Band, mentre il lato B del singolo “Road Runner” fu incisa dalla Band ed inserita come prima traccia del lato A del loro album di esordio in Inghilterra “The Pretty Things” (Fontana, TL 5239).

Johnnie Dee, il road manager dei “The Fairies”, oltre che curare gli aspetti “organizzativi” e pratici dei concerti della Rock Band Inglese, aveva una spiccata vena artistico-musicale che lo portò a comporre diverse canzoni di successo. “Do Not Bring Me Down”, una sua composizione, era stata scartata dai poco lungimiranti “The Fairies” e venne proposta dall’autore in seconda battuta ai “The Pretty Things” che, una volta pubblicata su singolo “Don’T Bring Me Down” / “We’ll Be Together” (Fontana, TF 503) nel 1964, la resero il loro maggior successo commerciale raggiungendo la posizione n.° 10 delle Charts Britanniche!! Successivamente “Get Yourself Home”, altra composizione di Dee, venne rifiutata dai “The Pretty Things” nel 1965 poichè ritenuta troppo simile a “Don’T Bring Me Down”, registrata e pubblicata con un discreto successo dai “The Fairies” come lato A del loro secondo 45 giri: “Get Yourself Home” / “I’ll Dance” (His Master’s Voice, POP 1404).

“We Want Your Love The Pretty Things”, Fontana (858 039 FPY), stampa italiana del 1967.

Le fonti bibliografiche consultate relative alla discografia dei “The Pretty Things” non indicano per l’epoca pubblicazioni italiane dei dischi del complesso inglese. Tutto ciò fa pensare che nel nostro Paese venissero distribuite copie di importazione di pubblicazioni inglesi, olandesi, francesi e tedesche dei dischi dei Pretties. Le fonti bibliografiche vengono tuttavia smentite da Renzo Demaria, un collezionista Torinese di vinili ed Amico dei The Beat Circus Rock’ N’ Roll Beat Band, che segnala una copia pubblicata in Italia nel 1967 di “We Want Your Love The Pretty Things” dalla Fontana con lo stesso numero di catalogo (858 039 FPY) e la medesima successione delle tracce della pubblicazione olandese dell’Album. Inequivocabile l’origine italiana del disco: sulla label viene riportata la dicitura MADE IN ITALY e sul retro copertina, sotto l’immagine pubblicitaria del disco di Sarah Vaughan, si può leggere: GRAFICHE DOTTI – CERNOBBIO.

Il 28 luglio 1968 i “The Pretty Things” suonarono all’ Hyde Park di Londra al secondo di una lunga serie di storici concerti rock che si sarebbero organizzati a partire da quell’anno fino ai giorni nostri. In cartellone con i “The Pretty Things” quel giorno c’erano: “Traffic”, “The Nice”, “The Action” e “Junior Eyes”. In questa storica occasione i “The Pretty Things” si esibirono in quattro brani: “Why?”, “Talking About The Good Times”, “Alexander”, “Mr. Evasion Jam”.

Phil May e Wally Waller sul palco dell’Hyde Park Free Festival, Londra, 28 luglio 1968.

Per il titolo del loro decimo album in studio (“Rage Before Beauty”), i “The Pretty Things” non avevano idee. Inizialmente avrebbe dovuto intitolarsi “Paradise Lost” ma questo titolo era già stato usato da John Milton nel 1667 per il suo poema epico e, in tempi più recenti (nel 1968), dagli inglesi “The Herd” per il loro secondo album pubblicato per la Fontana Records. Successivamente si optò per “Cruel Britania”, ma anche questo titolo era già stato usato nel 1998 da “The Selecter”, un gruppo Ska di Coventry, per il loro sesto album. Skip Alan, con sarcastico umorismo inglese, propose “Fuck Oasis And Fuck You”, una risposta, non troppo velata, ai poco rispettosi fratelli Noel e Liam Gallagher ed ad alcune loro illazioni.

Il master su nastro delle 13 tracce registrate dai “Little Blue Boy And The Blue Boys” (Mick Jagger e Dick Taylor) nell’inverno 1960-61 e battuto all’asta per 52.250 sterline da Christie’s nel maggio del 1995.

Il 25 maggio 1995 un nastro dei “Blue Boys”, registrato dai giovani musicisti nell’inverno 1960 – 1961, è stato messo in vendita dalla nota casa d’aste londinese Christie’s ed è stato acquistato per la cifra di 52.250 sterline. I tredici brani contenuti nella registrazione sono: “Around and Around” (Chuck Berry), “Little Queenie” 1 (Chuck Berry), “Beautiful Delilah” 1 (Chuck Berry), “La Bamba” (Tradizionale arr. Ritchie Valens), “Good Morning Little Schoolgirl” (Sonny Boy Williamson), “A Ain’t Got You” 1 (Calvin Carter), “I’m Left, You’re Right, She’s Gone” (StanleyKesler – William Taylor), “Down the Road Apiece” (Tony Raye), “Don’t Stay Out All Night” (Billy Boy Arnold), “Ain’t Got You” 2 (Calvin Carter), “Johnny Be Goode” (Chuck Berry), “Little Queenie” 2 (Chuck Berry), “Beautiful Dalilah” 2 (Chuck Berry). Le trace furono registrate con molta probabilità a Bexleyheath, a casa di Bob Beckwith e presso l’abitazione di Dick Taylor a Dartford. Nella registrazione compaiono: Mick Jagger (voce, chitarra), Dick Taylor (chitarra, basso e batteria), Alan Etherington (maracas, batteria) e Bob Beckwith (chitarra, armonica).

Nel 1995 la casa discografica Corduroy Records pubblicò per il mercato discografico australiano “Not So Pretty (A Tribute To The Pretty Things)”, un doppio album pubblicato su 33 giri (CORD007 LP) su cui ventidue band da tutto il Mondo resero omaggio alla trentennale carriera della Band inglese. Le tracce del doppio album sono le seguenti:

“Not So Pretty (A Tribute To The Pretty Things)” album pubblicato sul mercato Australiano nel 1995 contenente 21 cover di brani dei “The Pretty Things”.

Disco 1 Lato A: “The Pretty Things” – “Midnight To Six”; “The Headcoatees” – “Come And See Me”; “The Kwyett Kings” – “Sitting All Alone”; “The Tell” – “Tale Hearts “Me Needing You”; “La Machina del Tempo” – “Il Sol”; “The What… For!” – “Get A Buzz”;

Disco 1 Lato B: “The Kliek” – “House In The Country”; “The Flaschback V” – “It’ ll Never Be Me”; “The Chesterfield Kings” – “Rosalyn”; “The Bogeymen” – “Progress”; “The Lears” – “You Don’t Believe Me”.

Disco 2 Lato C: “The Thanes” – “Honey I Need You”; “The Breadmakers” – “Raining In My Heart”; “The Shindiggers” – “Don’t Bring Me Down”; “The Puritans” – “I Can Never Say”; “The Paramount Trio” – “We’ll Be Together”.

Disco 2 Lato D: “The Hydes” – “Big City”; “The Fudds” – “Get Yourself Home”; “The Saucermen” – “Get The Picture”; “The Disciples” – “L.S.D.”; “The Fiends” – “Midnight To Six”; “The Others” – “Big City”; “Teengenerate” – “Midnignht To Six”.

Nell’album, l’Italia è rappresentata dal gruppo “La Macchina del Tempo”, che interpreta la quinta canzone del primo lato del primo dei due 33 giri: “Il Sole”, cover in lingua italiana di “The Sun”. La Band viene così descritta all’interno del disco:

La Machina Del tempo – Il Sole

Un nuovo gruppo dall’ Italia. Speriamo che cantino in italiano, poiché la loro pronuncia in inglese è atroce. Ascoltate il suono dell’organo Hammond che rende davvero unica la loro interpretazione di “The Sun” dall’album dei Pretty Things “Emotions”.

Il primo aprile 2002 viene pubblicato dalla casa editrice inglese Firefly Publishing il libro “The Pretty Things: Growing Old Disgracefully” di Alan Lakey. In 288 pagine viene finalmente resa giustizia al complesso di Dartford collocandolo al posto che gli compete nella storia della musica inglese, e non solo. A distanza di trentanove anni dalla formazione dei “The Pretty Things” si tratta della prima biografia scritta sulla Band inglese.

Nelle 288 pagine di “The Pretty Things: Growing Old Disgracefully” tutta l’epopea della Band di Dartford raccontata dall’autorevole Alan Lakey.

“Sorrow’s Chieldren” LP pubblicato dalla Fruits De Mer Records nel 2012 un tribute di Bands emergenti all’album “S.F. Sorrow” dei “The Pretty Things”.

Il 30 aprile 2012 viene pubblicato dalla Fruits De Mer Records in tiratura limitata di 700 copie il vinile “Sorrow’s Children”, un album contenente cover dell’Album “S.F. Sorrow” eseguite da Bands contemporanee. Tra le tracce dell’album sono comprese un’intervista a May e Taylor, oltre ad una versione live di “Loneliest Person” tratta dal concerto che i “The Pretty Things” tennero al “London’s 100 Club” nel dicembre del 2010 durante il quale rieseguirono tutti i brani del loro primo Lp. 

Ecco di seguito l’elenco delle tracce dell’album:

 

LATO A: “The Luck Of Eden Hall” – “S.F. Sorrow Is Born”; “Sky Picnic” – “Braceletes Of Fingers”; “Sidewalk Society” – “She Say Good Morning”; “Hi-Fiction Science” – “Private Sorrow”; “Langor” – “Balloon Burning”; “The Seventh Ring Of Saturn” – “Death”; “Senrab Mendips” – “Baron Satyrday”.

 

LATO B: “Extra” – “The Journey”; “Earthling Society” – “I See You”; “Jay Tausing” – “Ewll Of Destiny”; “The Gathering Grey” – “Trust”; “King Penguin” – “Old Man Going”; “The Loons” – “Loneliest Person”; “The Pretty Things” – “Loneliest Person”.

 

 

DISCOGRAFIA “THE PRETTY THINGS

 

DISCOGRAFIA INGLESE

Di seguito viene elencato il materiale pubblicato per la prima volta dai “The Pretty Things” sul mercato discografico inglese. Per ogni disco viene riportato, oltre al titolo, la casa discografica, il numero di catalogo e l’anno di uscita.

 

 

ALBUM IN STUDIO PUBBLICAZIONI INGLESI

The Pretty Things”, Fontana (TL 5239, TL.5239, 687 341 TL), UK 1965 (U.K. N° 6)

Get The Picture?”, Fontana (TL 5280), UK 1965

Emotions”, Fontana (TL 5425), UK 1967

S.F. Sorrows”, Columbia (SCX 6306), UK 1968

Parachute”, Harvest (SHVL 774, 1E 062-04406), UK 1970 (U.K. N° 43)

Freeway Madness”, Warner Bros. Records (K 46190), UK 1972

Silk Torpedo”, Swan Song (SK 459400), (U.S. N° 104)

Savage Eye”, Swan Song (SSK 59401), UK 1975 (U.S. N° 163)

Cross Talk”, Warner Bros Records” (K56842), UK 1980

“… Rage Before Beauty”, Snapper Music Madfish (GAS 0000814 Sma), UK 1999

Balboa Island”, Cadiz Music (CBCD07001), UK 2007

The Sweet Pretty Things (Are in Bed Now, of Course)”, Repertoire Records (V 166; Rep 2271), UK 2015

 

 

ALBUM LIVE PUBBLICAZIONE INGLESE

The Pretty Things / Medicine Head ‎– Medicine Head – Stereo Pop Special-54”, BBC Transcription Services (CN 1922/S) UK 1973

The Pretty Things ‎– Stereo Pop Special-85”, BBC Transcription Services (CN 2186/SQ), UK 1974

Live At Hearbreak Hotel”, Big Beat Records (WIK 24), UK 1984

Resurrection”, World Wide Tribe (160042) UK 1998 (CD)

40th Anniversary – Live In Brighton”, Snapper Music (SDVD520), UK 2006 (CD + DVD)

Live at the 100 Club”, LMS Mobile Recording Studio (LMS 001 LP), UK 2014

Live at the BBC” (2015), Repertoire Records (V192), UK 2016

 

 

EP PUBBLICAZIONE INGLESE

The Pretty Things” (Lato A: “Don’t Bring Me Down” – “Big Boss Man”; LATO B: “Rosalyn” – “We’ll Be Together”), Fontana (TE 17434, 465 253 TE), UK 1964

Rainin’ In My Heart” (Lato A: “Rainin’ In My Heart” – “London Town”; Lato B: “Sittin’ All Alone” – “Get A Buzz”), Fontana (TE 17442; 465 280 TE; TE.17442), UK 1965

On Film” (Lato A: “Midnight To Six Man” – “Can’t Stand The Pain”; Lato B: “£.s.d.” – “Me Needing You”) Fontana (TE.17472), UK 1965

All Light Up” – “Love Keeps Hanging On” – “Goin’ Downhill” – “Pretty Beat” (Bonus Track)”, Madfish ‎(121082), UK 1999

The Pretty Things – S.F. Sorrow Live In London” (“S.F. Sorrow Is Born” – “She Says Good Morning” – “Baron Saturday” – “Renaissance Fair”), Fruits de Mer Records (crustacean 31), UK 2012

 

 

SINGOLI PUBBLICAZIONE INGLESE

Rosalyn” / “Big Boss Man”, Fontana (TF469), UK 1964

Don’t Bring Me Down” / “We’ll Be Together”, Fontana (TF 503), UK 1964

Honey, I Need” / “I Can Never Say”, Fontana (TF 537; 267422 TF), UK 1965

Cry To Me” / “Get A Buzz”, Fontana (TF 585), UK 1965

Midnight To Six Man”/ “Can’t Stand The Pain”. Fontana (TF 647), UK 1965

“Come See Me” / “£.s.d.”, Fontana (TF 688), UK 1965

A House In The Country” / “Me Needing You”, Fontana (TF 722), UK 1966

Progress” / “Buzz The Jerk”, Fontana (TF 773), UK 1965

Children” / “My Time”, Fontana (TF 829; 267 717 TF), UK 1967

Defecting Grey” / “Mr. Evasion”, Columbia (DB 8300), UK 1967

Talkin’ About The Good Times” / “Walking Through My”, Columbia, (DB 8353), UK 1968

Private Sorrow (A Phase In The Life Of S. F. Sorrow)” / “Balloon Burning (A Phase In The Life Of S. F. Sorrow)”, Columbia (DB 8494), UK 1968

Rosalyn” / “Don’t Bring Me Down”, Columbia (TF 1024; 267 943 TF), UK 1969

The Good Mr. Square” / “Blue Serge Blues”, Harvest (HAR 5016), UK 1970

October 26” / “Cold Stone”, Harvest (HAR 5031), UK 1970

Stone-Hearted Mama” / “Summertime” – “Circus Mind”, Harvest (HAR 5037), UK 1971

Over The Moon” / “Havana Bound”, Warner Bros. Records (K 16225), UK 1972

Is It Only Love” / “Joey”, Swan Song (SSK 19401), UK 1974

I’m Keeping . . .” / “Atlanta”, Swan Song ‎(SSK 19403), UK 1974

Joey” / “Bridge Of God”, Swan Song ‎(SSK 19404), UK 1975

Sad Eye” / “Remember That Boy”,Swan Song ‎(SSK 19405), UK 1975

Tonight” / “It Isn’t Rock ‘N’ Roll”, Swan Song (SSK 19406), UK 1976

I’m Calling” / “Sea Of Blue”, Warner Bros. Records (K 17670), UK 1980 

Falling Again” / “She Don’t”, Warner Bros. Records ‎(K 17702), UK 1980

Don’t Bring Me Down” / “Honey I Need”, Old Gold ‎(OG 9237), UK 1982

Eve of Destruction” – “Can’t Stop” / “Goin’ Downhill”, Trax Music (12 TX 12; 7 TX 12),   UK 1989

Get Yourself Home” / “We’ll Be Together”, Dog Meat   (DOG 038), UK  1992

Eve of Destruction” / “Rosalyn” – “Passion of Love”, Fragile Records Limited ‎(FRPS 006), UK 1996

All Light Up”, Côte Basque Music (no numero catalogo), UK 2007 (CD)

Honey, I Need” / “I Can Never Say (Demo)”, Fruits de Mer Records (CRUSTACEAN29, FdM Vol 29), UK 2012

 

 

COMPILATION PUBBLICAZIONE INGLESE

 “S.F. Sorrow and Parachute”, Harvest (SHDW 406), UK 1975

Greatest Hits 1964-1967”, Philips (6625 015), UK 1975

The Singles A’s & B’s”, Harvest (SHSM 2022), UK 1977

The Pretty Things 1967-1971”, See For Miles Records Ltd (CM 103), UK 1982

Let Me Hear The Choir Sing”, Edsel Records (ED 139), UK 1984

Closed Restaurant Blues”, Bam-Caruso Records ‎(KIRI 032), UK 1985

Cries From The Midnight Circus: The Best Of The Pretty Things 1968 – 1971”, EMI, Harvest (EMS 1119), UK 1986

Greatest Hits”, Carnaby (CD 552024), Europe 1992 (CD)

On Air: Original BBC Recordings”, Band Of Joy ‎(boj cd 003), UK 1992 (CD)

Unrepentant – The Anthology”, Vital (no numero catalogo), UK 1995

The EP Collection… Plus”, See For Miles Records Ltd. (SEECD 476), UK 1997

Latest Writs The Best Of… Greatest Hits”, Snapper Music Label (SMACD823), UK 2000

The Rhythm & Blues Years”, Recall  (SMDCD343), Europe 2001 (2 CD)

“The Psychedelic Years 1966-1970”, Recall  (SMD CD 344), Europe 2001 (2 CD)

Cross Talk + Freeway Madness”, Snapper Music (SMDCD390), Europe 2002 (CD)

Still Unrepentant “Bloody But Unbowed” 1964-2004”, Snapper Music (SMADD888), UK 2004 (CD)

The Pretty Things / Get The Picture?”, Madfish (SMACD980), UK 2011, (CD)

Bouquets From A Cloudy Sky”, Snapper Music (SMABX1029), Europe 2015 (11 CD)

The French EPs 1964-69”, Madfish (SMABX1079), UK 2017

Greatest Hits”, Madfish (SMACD1082), UK 2017 (2 CD)

 

 

ALBUM PUBBLICATI COME ELECTRIC BANANA:

Electric Banana”, Music De Wolfe (DW/LP 3040), UK 1967 (The Electric Banana with Tilsley Orchestral)

More Eletric Banana”, Music De Wolfe ‎(DW/LP 3069), UK 1967

Even More Electric Banana”, Music De Wolfe ‎(DW/LP 3123), UK 1969

Hot Licks”, Music De Wolfe ‎(DWS/LP 3284), UK 1973

The Return Of Electric Banana”, Music De Wolfe (DWS/LP 3381), UK 1978

 

 

COLLABORAZIONI:

THE PRETTY THINGS & PHILIPPE DEBARGE

The Pretty Things” (The Pretty Things/Philippe DeBarge), Bell Sound Studios, Inc (no n° catalogo) U.S.A. 1969

 

 

THE PRETTY THINGS & THE YARDBIRD BLUES BAND (Phil May e Dick Taylor con Jim McCarty dei Yardbirds)

The Chicago Blues Tapes 1991”, Demon Record (FIEND CD 708), UK 1991

Wine, Women & Whiskey – More Chicago Blues & Rock Sessions”, Demon Record (FIENDCD748), UK 1993

 

 

THE PRETTY THINGS & FRIENDS (Phil May, Dick Taylor con “Inmates” e Matthew Fisher dei “Procol Harum”)

Pretty Things ‘N Mates With Matthew – Fisher A Whiter Shade Of Dirty”, Kingdom Records (CDKVL 9031), UK 1994*

Rockin’ The Garage (The Pretty Things & Friends)”, Voiceprint (VP418CD), UK 2008*

*stesso album (medesime 13 tracce) pubblicato con crediti, titolo, casa discografica e numero di catalogo differenti nel 1994 e nel 2008.

 

 

DISCOGRAFIA ESTERA (EXTRA UK)

Di seguito viene elencato il materiale discografico pubblicato esclusivamente (o per la prima volta) dai “The Pretty Things” al di fuori del Regno Unito e comunque materiale differente da quello pubblicato sul mercato inglese. Per ogni disco viene riportato, oltre al titolo, la casa discografica, il numero di catalogo, la nazione che per prima lo ha pubblicato ed infine l’anno di uscita.

 

 

ALBUM IN STUDIO PUBBLICAZIONE ESTERA

The Pretty Things”, Fontana (SRF-67544), U.S.A 1965 (trace diverse dall’edizione inglese)

Midnight To Six Man”, Fontana (687 368 TL, 687.368 TL), France 1966

We Want Your Love”, Fontana (858 039 FPY), Netherlands, 1967

Out Of The Island”, in-akustik (inak 1726-2), Germany 1987

Live At Rockpalast”, Repertoire Records (REP 2265), Germany 2016

 

 

ALBUM LIVE PUBBLICAZIONE ESTERA

Out Of The Island”, in-akustik (inak 1726-2), Germany 1987

The BBC Session” (2002), Reperoire Records (REP 4938), Germany 2003

Live at Rockpalast”, Repertoire Records (REP 2265), Germany 2016

 

 

EP PUBBLICAZIONE ESTERA

The Pretty Things” (Lato A: “Road Runner” – “Big City”; Lato B: “Mama, Keep Your Big Mouth Shut” -“Judgement Day”), Fontana (TE465279; TE 465 279), New Zealand, Netherlands 1965

Rainin’ in my Heart” (Lato A: “Rainin’ In My Heart” – “London Town”; Lato B: “Sittin’ All Alone” – “Chester Street”), Fontana (TE 465283), Netherlands 1965

Midnight To Six Man” (Lato A: “Come See Me” – “Buzz The Jerks”; Lato B: “Midnight To Six Man” – “L.S.D”), Fontana (465.310 ME), France 1965

I Can Never Say” (Lato A: “I Can Never Say” – “Honey, I Need”; Lato B: “Rainin’ In My Heart” – “Sittin’ All Alone”), Fontana (465.296 ME), France 1965

A House In The Country” (Lato A: “A House In The Country” – “Me Needing You”; Lato B: “Progress” – “Buzz The Jerk”), Fontana (465 366 TE), Spain 1967

Progress” (Lato A: “Progress” – “We´ll Play House”; Lato B: “Get the Picture?” – “Gonna Find a Substitute”), Fontana (465 353 BE), France 1967

Come See Me” (Lato A: “Children”- “My Time”; Lato B: “£.S.D.” / “Come See Me”) Fontana (465 383 TE), Spain 1967

The Pretty Things” (Lato A: “Road Runner” – “We’ll Be Together”; Lato B: “I Can Never Say” – “Big Boss Man”); PGP RTB ‎(EP 53252 F), Yugoslavia 1967

The Pretrty Things” (Lato A: “It Isn’t Rock ‘N’ Roll” – “I’m Keeping”; Lato B: “It’s Been So Long” – “Drowned Man”), Swan Song ‎(98.001), Brazil 1977

Rosalyn” (Lato A: “Rosalyn” – “Judgement Day”; Lato B: “Road Runner” – “Don’t Bring It Down”, Norton Records (EP-501), U.S.A. 1999

Big City” (Lato A: “Big City” – “I Can Never Say”; Lato B: “Get Yourself Home” – “Honey I Need”), Norton Records (EP-502), U.S.A. 1999

Buzz The Jerk” (Lato A: “You Don’t Believe Me” – “Buzz the Jerk”;Lato B: “You’ll Never Do It Baby” – “Come See Me”), Norton Records (EP-503), U.S.A. 1999

Midnight To Six Man” (Lato A: “Midnight to Six Man” – “Can’t Stand the Pain”; Lato B: “£.S.D.” – “Me Needing You”), Norton Records (EP 504), U.S.A. 1999

A House In The Country” (Lato A: “A House in the Country” – “Progress”; Lato B: “Tripping” – “Photographer”), Norton Records ‎(EP-505), U.S.A. 1999

Defecting Grey” (Lato A: “Defecting Grey (Demo Version)” – “Mr. Evasion”; Lato B: “Talkin’ About the Good Times” – “Walking Through My Dreams”), Norton Records (TED 1001), U.S.A. 1999

 

 

SINGOLI PUBBLICAZIONE ESTERA

I Can Never Say” / “Cry To Me”, Fontana (F-1518), U.S.A. 1965

Judgement Day”/ “Come See Me”, Fontana (F-1550), U.S.A. 1965

Road Runner” / “Big City”, Fontana (267 451 TF), Danmark 1965

Cry To Me” / “Get A Buzz”, Fontana (TF 267 471), Danmark 1965

Sittin’ All Alone” / “Rainin’ In My Heart”, Fontana (267 500 TF), Germany, Netherlands, Sweden 1965

Honey, I Need Your Loving” / “Don’t Bring Me Down”, Fontana (TF 734), South Africa 1965

Judgement Day” / “Mama, Keep Your Big Mouth”, Fontana (267 469 TF), Netherlands, Norway, 1966

Progress” / “Buzz The Jerk”, Fontana (TF 779), South Africa 1966

Death Of A Socialite” / “Photographer”, Star-Club record (148 596 STF), Germany 1967

My Time” / “Trippin‘”, Fontana (267 786 TF), Netherlands 1967

Baron Saturday” / “Loneliest Person”, Columbia ‎(2C 006-04067 M), France 1969

Joey (Stereo)” / “Joey (Mono)”, Swan Song Records ‎ (SS 70104), U.S.A. 1974

Remember That Boy” / “It Isn’t Rock ‘n’ Roll”, Swan Song (SS-70107), U.S.A. 1975

Joey” / “Come Home Momma”, Hispavox (45-1214), Spain 1975;

Joey” / “Come Home Momma”, Swan Song (SS-70104), U.S.A.  1975

Road Runner” / “Midnight To Six Man”, Konexion ‎(KID 07788013), Belgium 1984

Havana Bound” / “Religions Dead”, Medicine Label ‎ (7-17987), U.S.A. 1994

All Light Up” / “Pretty Beat”, Norton Records (PT 109), U.S.A. 1999

Photographer” / “Bright Lights of the Big City”, Fontana ‎(TF267825), Netherlands

 

 

COMPILATION PUBBLICAZIONE ESTERA

We’ll Be Together”, Fontana (626 000 QL), Netherlands, 1966

Real Pretty”, Rare Earth (R7-549R2), U.S.A. 1976

The Vintage Years”, Sire ‎(SASH-3713-2), U.S.A. 1976

Attention! The Pretty Things!”, Fontana ‎(6438 059), Germany 1976

Attention! The Pretty Things! Vol. 2”, Fontana (6438 202), Germany 1976

Rock Legends”, Mercury ‎(6381 032), Australia 1980

The Best Of The Pretty Things”, Fontana (74 06 152), Spain 1982

Electric Banana”, Repertoire Records ‎(RR 4088-WZ), Germany 1990 (CD)

More Electric Banana”, Repertoire Records ‎(RR 4089-WZ), Germany 1990 (CD)

The Pretty Things Collection”, Impact (IMCD 9.00986 O), Germany 1990 (CD)

Get A Buzz – The Best Of The Fontana Years”, Fontana (314 512 446-2), U.S.A. 1992 (CD)

Midnight To 6”, Spectrum (550 186-2), Netherlands 1992 (CD)

Greatest Hits”, Universe (UN 3 122), Germany 1998

Midnight To Six”, Norton Records (ED-284), U.S.A. 2000

The Psychedelic Years 1966-1970”, Recall 2cd (SMD CD 344), Europe 2001 (CD)

Singles As & Bs”, Repertoire Records (REP 4937), Germany 2002 (CD)

The BBC Sessions”, Repertoire Records (REP 4938), Germany, 2003 (CD)

The Very Best Of The Pretty Things”, Repertoire Records (REP 4990), Germany 2003 (CD)

Midnight To Six Man”, Magic (3 700139 304426), France 2004 (CD)

Come See Me – The Very Best Of The Pretty”, Shout! Factory (DK 34132), U.S.A. 2004 (CD)

Singles ’64-68”, Sundazed Music (LP 5234), U.S.A.  2008

Emotions & Singles A’s & B’s”, Snapper Music (SMDCD416), Germany 2008 (CD)

The Electric Banana Sessions” (1967-1969)”, Enigmatic Records (ENICD 08), Austria 2011 (CD)

Introducing The Pretty Things”, Snapper Music (SMDCD905), Germany 2013 (2 CD)

 

 

BIBLIOGRAFIA:

The Rolling Stones 1961-2016. La Storia, i Dischi e i Grandi Live”, Volo Libero Edizioni, Milano, 2017;

www.discos.com;

it.wikipedia.org;

Si ringraziano Renzo Demaria e Mirko Fagnocchi per i suggerimenti ed il materiale forniti ai The Beat Circus per la stesura della biografia.

Biografia redatta in occasione del concerto dei Beat Circus al Dancing Le Roi di Torino di Toni Campa e Luciana De Biase in scaletta con Trutz Wiking Groth, Il Supergruppo Torinese e The Pretty Things del 5 dicembre 2017 da Roby Dei Beat Circus e Luca Dei Beat Circus.