BIOGRAFIA E CARRIERA DON BACKY


DON BACKY

BIOGRAFIA

Don Backy (pseudonimo di Aldo Caponi) nasce il 21 agosto 1939 a Santa Croce Sull’Arno (PI),  da Gino e Maria Caponi.

Dopo un’infanzia trascorsa a Castellammare di Stabia nel 1955 ritorna al suo paese natale dove si impiega in una conceria del luogo, coltivando nel tempo libero la sua grande passione per lo sport del canottaggio ed il culturismo.

 

GLI INIZI

L’amore per la musica irrompe prendendo il sopravvento sulle altre passioni quando nel 1956 con i suoi amici, assiste al cinema al film musicale “Senza Tregua Rock’ n’ Roll” (versione doppiata in Italiano del cult movie made  in U.S.A.Rock Around The Clock”). Nel corso del film, all’esibizione di Bill Haley & His Comets, il giovane Aldo viene letteralmente scioccato da “Rock Around The Clock” e da “See You Later Alligator”.

Si butta a capofitto nella sua nuova e preponderante passione, e riesce a inserirsi quale performer domenicale, nel complesso di musica rock’ n’ roll, I Golden Boys, con il nome d’arte di Agaton  e inizia a comporre canzoni, adoperando soli 3 accordi su una povera chitarra acquistata a Pisa con i risparmi.  Avanti anni luce e precursore dei tempi, inizia una corrispondenza cartacea con Mario Riva direttore della rivista “Il Musichiere” che, incuriosito dalle lettere di Agaton, gli dedica un servizio di 4 pagine sulla sua rivista. Una pubblicità incredibile, manifestata da una pioggia di lettere, che gli arrivano da tutta Italia. Aldo, afferra al volo la situazione e si reca a Roma presso la casa discografica Manhattan, per incidere il suo primo 45 giri autoprodotto “Volo Lontano” / “Solo Con Te”, accreditato ad Agaton & I Suoi Pirati, un gruppo raccogliticcio, con elementi pescati qua e là. E’ tuttavia lui stesso ad acquistare le 100 copie prodotte, che venderà in contrassegno, a tutti coloro che gli hanno scritto.

Qualche mese dopo si reca in Piemonte, a Torino, dove per la Rainbow Records incide (questa volta con I Golden Boys  che hanno mutato il loro nome in Kiss) il suo secondo singolo autoprodotto con la canzone di Alberto Senesi “Bill Haley Rock”, alla quale ha collaborato e una versione di “Non Arrossire” di Giorgio Gaber, cantata a due voci, ispirandosi agli Everly Brothers, con Alberto il cantante e chitarrista dei Kiss. La procedura di vendita è la stessa.

L’anno successivo compone “La Storia Di Frankie Ballan”, una ballata ispirata alla storia del suo grande amico Franco scappato da casa con la sua ragazza. La musica della canzone è assolutamente inusuale per l’epoca, e Aldo crede fermamente nella sua potenzialità spinto anche dagli incitamenti che riceve nelle lettere che si scambia con Giorgio Gaber. Torna nuovamente a Torino alla Rainbow Records e incide il suo terzo disco autoprodotto (questa volta a nome di Kleiner Agaton) riservando sulla seconda facciata del vinile la canzone “Mi Manchi Tu” scritta a quattro mani con l’amico Alberto Senesi.

Stavolta è convinto di sé e azzarda il passo successivo. Invia il disco a discografici di cui si è procurato gli indirizzi. Il Maestro Detto Mariano, all’epoca collaboratore di Alessandro Celentano, fratello di Adriano, ascolta il promo ricevuto e lo segnala allo stesso, alla ricerca di nuovi Artisti da lanciare per la sua casa discografica, il neo nato Clan Celentano, fondata dopo la dipartita di Adriano dalla Jolly. In un primo momento però Adriano boccia sia la canzone che il cantante. Detto Mariano non si arrende e qualche giorno dopo ripropone il disco all’ascolto di Adriano, che rimane però sulle sue decisioni. Solo la curiosità spinge Milena Cantù, all’epoca la fidanzata di Adriano, a riascoltare il disco rimanendone entusiasta. Al terzo tentativo Adriano si convince allora dell’originalità della canzone e del cantante e lo fa quindi convocare dal fratello Alessandro. Aldo si presenta a Milano emozionatissimo ma determinato. Fa bella impressione e viene quindi scritturato. Entra così ufficialmente a fare parte del Clan Celentano insieme ad Adriano, Ricky Gianco  (Riccardo Sanna) e Guidone (Guido Crapanzano).

Il suo nome d’arte viene cambiato in Don Backy. Viene subito iscritto al primo Cantagiro dove si classifica al settimo posto nella classifica finale generale ed al secondo posto dietro a Donatella Moretti nel Girone B (Girone Giovani) con “La Storia Di Frankie Ballan” che viene pubblicata su un 45 giri, che presenta sul lato B “Fuggiasco”, nuova versione di “Mi Manchi Tu” con testo di Luciano Beretta. Il disco risulta un piccolo successo, che lo pone all’attenzione dei media per la sua originalità.

 

PRIMI SUCCESSI

Nell’autunno dello stesso anno (1962) sostiene e supera l’esame come paroliere (Autore) della S.I.A.E. per cui potrà firmare le canzoni che inciderà su disco ed eseguirà nei concerti o che offrirà ad altri Artisti: sulla musica composta da Leiber-Stoller  di “Stand By Me”  compone la storia triste di una ragazza non vedente e la canzone intitolata in italiano “Pregherò” diventa uno dei maggiori successi di Adriano Celentano; per Ricky Gianco sulla musica di “Don’t Play That Song” scrive il testo di “Tu Vedrai”, il seguito di “Pregherò”.

Nel 1963 pubblica un disco dalle forti potenzialità estive “L’Ombra Nel Sole”, a cui però mancherà completamente una spinta promozionale, per questo restando nell’ombra. Finalmente, si registra l’ottimo successo commerciale del suo terzo 45 giri “Amico” (cover di una canzone di Burt Bacharach). Cantando “La Carità” (pubblicato sull’innovativo disco Tris Clan con “Amico” e “Dimmi Cos’è”) Don Backy e Celentano compaiono nei panni di due frati nel film “Il Monaco di Monza” con Totò per la regia di Sergio Corbucci.

Segue il successo di quell’anno, l’irriverente canzone  “Ho Rimasto”, incisa volutamente con un errore grammaticale da parte di Don Backy, creando non poco scompiglio nell’opinione pubblica e nella Commissione Censura della Rai, che ne boccia la programmazione. Ciononostante il disco diventa un successo, citato anche in alcuni film con Vittorio Gasmann e Jerry Calà. Dal dicembre del 1963 viene accompagnato dal complesso mantovano de I Fuggiaschi (Inizialmente Mario Pavesi alla chitarra solista, Aldo Pavesi al basso, Paolo Zancanaro alla chitarra ritmica, Claudio Paterlini alle tastiere e Rinaldo Schilingi alla batteria. La tragica ed improvvisa morte di Aldo Pavesi il 25 febbraio del 1965 e l’abbandono di Paolo Zancanaro comportano l’inevitabile  rivoluzione nella formazione del complesso con l’entrata dei giovanissimi Maurizio Bellini al basso e di Carlo Alberto “Charlie” Paterlini alla chitarra ritmica, già facenti parte del gruppo Le Orme).

L’anno successivo si apre con il successo discografico di “Io Che Giro Il Mondo” cover della canzone di Elvis Presley “I’m Think I’m Gonna Like It Here” tratta dalla colonna sonora del film “Fun In Acapulco”. Sempre nel 1964 recita nel film “Super Rapina a Milano”, di cui è l’autore del soggetto insieme ad Adriano Celentano. Sul set del film conosce la giovane attrice Liliana Petralia (che diventerà nel 1968 sua moglie). Atro successo di quest’anno è il brano “Cara” (meglio conosciuto per la frase del testo,  “Alza il tuo bicchiere…”).

Il 1965 è l’anno del primo Album “L’Amore Di Don Backy”, la cui canzone trainante “L’Amore” rappresenta una svolta nella sua produzione musicale, dopo “Cara”  il cantautore Santacrocese dà continuità alla composizione di struggenti melodie dai testi mai banali e molto apprezzati dal pubblico.

Il 1966 vede la pubblicazione del 45 giri “Come Adriano” / “Serenata”, la partecipazione al Girofestival (manifestazione canora di contorno al Giro D’Italia) ed a fine anno la separazione dal suo complesso I Fuggiaschi che vogliono tentare la carriera da solisti. Restano comunque in ottimi rapporti con Don Backy. Il complesso verrà sostituito con “La Banda”, gruppo di musicisti formatosi intorno alla figura del batterista Guerrino Nizzola (sostituto di Rinaldo Schilingi ne I Fuggiaschi). Arrivano così il bassista Giorgio Campana, Gloriano Baldassarri al sax tenore, Gianni Dall’Acqua al sax baritono, Tonino Canzanella alla chitarra e successivamente Vinicio Mulatti all’organo Hammond.

Il 1967 si apre con il nono (!!!)  posto alla diciassettesima edizione del Festival di Sanremo con uno dei suoi successi maggiori “L’Immensità”. Don Backy partecipa per la prima volta alla manifestazione canora in coppia con Johnny Dorelli e la sua canzone, nonostante il nono posto nella kermesse canora, ottiene ottimi risultati di vendita oltre alle decine  di versioni che verranno pubblicate nel mondo, entrando di fatto nell’olimpo delle canzoni italiane più conosciute di tutti i tempi. Si ricordano le versioni di Mina, Milva, I Negramaro, Francesco Renga, Gianna Nannini, Il Volo e Monica Naranjo.

Nell’estate dello stesso anno ottiene un altro grande successo di critica e di vendite con “Poesia”, brano che in Inghilterra viene interpretato egregiamente da Engelbert Humperdinck.

Sempre in questo anno Don Backy recita in due film, “I Sette Fratelli Cervi” di Gianni Puccini e “Banditi a Milano” di Carlo Lizzani. Quest’ultimo film è la trasposizione cinematografica delle tristi vicende della Banda Cavallero: in particolare la pellicola  si concentra sulla rapina all’agenzia n.11 del Banco di Napoli in largo Zandonai a Milano, del 25 settembre 1967. Don Backy interpreta il ruolo di Sandro Giannantonio (Sante Notarnicola) dimostrando di essere un attore molto versatile.

Viene dato alle stampe per La Feltrinelli il suo primo romanzo “Io che miro il tondo”, un libro folle e assolutamente innovativo nella stesura, che provoca recensioni a dir poco entusiaste su giornali come Repubblica o L’Espresso, che azzardano paragoni con Céline o Sanguineti, diventando di fatto il primo cantautore in Italia ad aver pubblicato un romanzo e dimostrando, ancora una volta, il suo essere Artista a 360°.

 

L’USCITA DAL CLAN

Don Backy avrebbe dovuto presentarsi per la seconda volta al Festival di Sanremo nell’edizione del 1968 con la sua composizione “Canzone”, inizialmente proposta ad Ornella Vanoni, che la rifiuta, invaghendosi di un’altra sua composizione “Casa Bianca” e volendola presentare a tutti i costi a quella edizione del Festival.  Don Backy non può, anche se vorrebbe, accontentarla poiché il rigido e ferreo regolamento  di allora del Festival  permetteva ad un compositore (autore della musica) di presentare una sola canzone alla manifestazione, mentre era lasciata all’autore (paroliere), la possibilità di presentare anche più testi. Il Clan trova un escamotage per presentare, contro la volontà dell’autore, la documentazione di “Casa Bianca” facendola firmare a un prestanome (tale Eligio La Valle) che accetta il malandrino incarico dietro un compenso, mentre la firma di Don Backy viene falsificata da Detto Mariano.

Don Backy, già in polemica con la Dirigenza del Clan per la questione della mancata corresponsione da parte dello stesso Clan delle royalties sui suoi dischi effettivamente venduti, decide di rompere i ponti con la sua casa discografica. La vicenda prosegue nelle aule dei tribunali: Celentano cita Don Backy per non aver rispettato il contratto e Don Backy a sua volta lo cita per le royalties  non corrisposte in toto.  Le versioni  su questa questione sono sempre state divergenti, ma le prove inconfutabili presentate da Don Backy lasciano poco spazio all’immaginazione e sono rese pubbliche sul suo enciclopedico libro “Questa E’ La Storia … Memorie di Un Juke Box” , L’Isola che c’è  editore, Roma, 2007.

Lo stesso Cantautore anche sulle pagine del suo sito internet  www.donbacky.com nel 2011 fornisce la sua inequivocabile versione della spigolosa questione. Invitiamo tutti coloro che vogliono conoscere la realtà dei fatti a visitare il sito internet di Don Backy alla sezione: NOTIZIE ED ALCUNE VERITA’.

Alla diciottesima edizione del Festival di SanremoCanzone” fu quindi eseguita in coppia da Adriano Celentano e Milva. Adriano vendicandosi di quello che lui reputa il tradimento di un amico, la cantò con un tono distratto e assente che non rende giustizia al brano. Nonostante  la scialba interpretazione di Celentano “Canzone” si classificò comunque al terzo posto grazie alla fantastica interpretazione di Milva. Il secondo brano composto da Don Backy, “Casa Bianca”, fu eseguito in coppia da Ornella Vanoni e Marisa Sannia, e si classificò al secondo posto della Kermesse canora dietro a “Canzone Per Te” eseguita da Sergio Endrigo e Roberto Carlos.

Il giorno successivo alla serata finale del Festival, il 4 febbraio 1968, l’edizione pomeridiana de “La Notte” titolava in prima pagina “Don Backy vince senza cantare”.

Una volta uscito dal Clan Don Backy fonda la sua casa discografica, chiamandola “Amico” a ricordo di uno dei suoi primi successi incisi su 45 giri, anche se qualcuno vedrà in questo nome un riferimento ironico alla vicenda che lo vede contrapposto a Celentano. Il primo singolo che esce per la neonata etichetta del cantautore Santacrocese  è “Canzone” / “Casa Bianca”, con numero di catalogo (DB001). Il Clan pubblica contemporaneamente un altro singolo contenente il provino che lo stesso Don Backy aveva registrato prima della sua uscita. Tutto ciò, unito ai due 45 giri di “Canzone” pubblicati da Milva e Celentano, fa sì che contemporaneamente sul mercato discografico italiano ci siano ben quattro singoli contenenti la stessa canzone: ma il pubblico italiano come atto di maturità e di amore si schiera con l’autore di “Canzone” ed è proprio la versione di Don Backy su etichetta “Amico” a risultare di gran lunga la più venduta di tutte, raggiungendo anche il primo posto della hit parade.

 

LA CARRIERA CONTINUA

Don Backy si rifarà alla successiva edizione della manifestazione del Patron Ezio Radaelli con la canzone “Un Sorriso” presentata in coppia con Milva. La canzone vince la prima serata ad eliminazione del 30 gennaio 1969 e si classifica al terzo posto della classifica finale del 19° Festival di Sanremo riscuotendo un buon successo di vendite, che continuerà anche negli anni successivi con canzoni come “Cronaca” del 1970 e “Bianchi Cristalli Sereni” presentata al Festival di Sanremo del 1971 in coppia con Gianni Nazzaro (settima classificata) e di cui Claudio Villa ne inciderà un 45 giri e Claudio Baglioni una versione anche in spagnolo.

A partire dalla fine degli Anni Sessanta divide i suoi impegni professionali fra la carriera di cantautore e quella di attore, prendendo parte a numerosi film di genere. In tutto prenderà parte a 25 film tra cui “Satyricon” di Gian luigi Polidoro (1968) e “Barbagia” di Carlo Lizzani (1969) in cui recita al fianco di un giovane Terence Hill. Cura le colonne sonore di tre dei film a cui partecipa come attore: “Barbagia” e “Quarta Parete” del  1969 e “Una Cavalla Tutta Nuda” del 1972.

Nel 1970 abbandona anche la sua casa discografica “Amico” e firma un nuovo contratto con la CGD dove resta per due anni, per poi passare alla RCA Italiana, da dove esce due anni dopo, per fondare una sua nuova etichetta, la “Ciliegia Bianca”.

Nel 1973 propone al Festival Sanremese il brano “Sognando”, incentrato sulla storia di un disagio mentale. La canzone viene ritenuta troppo difficile e bocciata dalla giuria. Riscuoterà un grande successo di critica e di vendite nel 1976 nell’incisione che ne fa Mina, alla quale è stata proposta quasi casualmente. La “Tigre di Cremona” la incide e pubblica su 45 giri un’altra composizione di Don Backy “Nuda” che la radio censura per il testo ritenuto azzardato.

Nel 1981 la sua “Importa Niente” diventa la sigla della trasmissione televisiva di Rai1, Domenica In.

 

ALTRE ATTIVITA’

Con il passare degli anni senza abbandonare mai la sua attività di cantautore (dal 1971 al 2018 sono 16 gli album pubblicati sul mercato discografico italiano) si dedica con maggiore frequenza ad altre espressioni artistiche. E’ attore protagonista di due commedie musicali: il “Teomedio” di Fabio Storelli  (nel 1980) ed al Teatro Della Tosse a Genova il “Marco Polo” di Tonino Conte e Lele Luzzati (nel 1981) per le quali ha scritto anche le musiche e le canzoni.

Scrittore irrazionale, pubblica diversi libri nel corso degli anni: oltre al già citato “Io che miro il tondo” per  Feltrinelli nel 1967 (rieditato nel 2017, a cinquant’anni dalla prima pubblicazione, dalla Edizioni Clichy di Firenze), “Franz il Guercio & Cielo O’ Connors, Soci a Parigi” (1970), “Radiografia a un pupazzo di neve” (1974) e la pentalogia “Memorie di un Juke Box (1955/2012)” sontuosa, definitiva e curatissima autobiografia ricca di immagini e documenti inediti di cui è anche l’editore (L’Isola che c’è).

Appassionato di fumetti, in particolare di Corto Maltese, ne disegna ben tre: “Sognando” una favola fantasy per grandi e piccini con canzoni (1978), “L’Inferno” un viaggio personale nell’Ade sulle rime di più di tremila dei suoi versi in quartine (1985) ed infine “Clanyricon” una storia satirica in strisce sul Clan Celentano disegnato a partire dagli Anni Ottanta ma pubblicato solamente nel 2002.

Pittore estemporaneo dipinge quadri con paesaggi di neve, ispirati ai grandi maestri fiamminghi (Galleria personale).

Nel corso degli anni ha partecipato a vari programmi televisivi di revival musicale come la prima edizione del 1989 di “C’era una volta il Festival” condotta da Mike Bongiorno su Canale Cinque (secondo classificato con “L’Immensità” dietro a “Una Lacrima Sul Viso” di Bobby Solo) e la prima edizione, sempre del 1989, di “Una Rotonda Sul Mare” condotta da Red Ronnie, sempre su Canale Cinque  (secondo classificato con “Poesia” dietro a Maurizio Vandelli con “Io Ho In Mente Te”) (finale contestato dallo stesso Don Backy, per evidenti incongruenze nel conteggio dei voti), dimostrando di essere sempre amato e seguito dal pubblico italiano.

Nel 2010, prodotto da suo figlio Emiliano, da alle stampe per la sua casa discografica “Ciliegia Bianca” un cofanetto dal titolo “50 anni Di Mestiere delle Canzoni”, che contiene un album di brani inediti e un DVD del concerto tenuto il 23 maggio 2010 al Palapartenope di Napoli, più dei contenuti speciali molto interessanti quali il backstage della realizzazione dell’opera, un’intervista a Don Backy e il videoclip del brano “Vent’Anni”.

Il 16 maggio 2014 gli viene consegnato  a Genova nel corso del FIM (Fiera Internazionale della Musica) il “Premio Italia Alla Carriera” assegnato dalla CAPAM (Commissione Artistica per la Promozione dell’Arte e della Musica).

Il 9 febbraio 2017 nel contesto di “Guardami Oltre”, programma dedicato dalla Rai al Sociale come manifestazione parallela al Festival Della Canzone, presso il Salone delle Feste del Casinò di Sanremo Don Backy riceve il “Premio alla Carriera” dell’ AFI (Associazione Fonografici Italiani).

L’8 marzo 2017 esce sul mercato discografico italiano il suo diciannovesimo album di inediti “Pianeta Donna”: tra le tredici canzoni, dedicate completamente all’Universo femminile, si segnala la stupenda “Brinderò” e la sua versione di “Pregherò”  (incisa per la prima volta da Don Backy dopo 55 anni dalla sua composizione).

Il 20 ottobre 2017  il Sindaco di Santa Croce sull’Arno Giulia Deidda con tutta la giunta comunale in presenza di Don Backy e della cittadinanza inaugura la Rotonda stradale “Don Backy=L’Immensità”, monumento dedicato al celeberrimo concittadino e alla nota canzone, a cinquant’anni dalla sua presentazione al Festival di Sanremo.

 

 

DISCOGRAFIA DON BACKY

 

Di seguito viene riportata la discografia a 45 giri (singoli) e degli album (prima in vinile a 33 giri e successivamente in CD) di Don Backy.

 

SINGOLI (VINILI A 45 GIRI)

Di seguito si elencano in ordine cronologico i singoli pubblicati da Aldo Caponi. Per ciascun singolo vengono specificate le canzoni contenute, la casa discografica, il numero di catalogo e l’anno di pubblicazione. Per i primi tre singoli viene precisato anche il nome d’arte con cui Aldo pubblica il disco. A partire dal quarto singolo (“La Storia di Frankie Ballan” / “Fuggiasco” del 1962)  tutte le pubblicazioni sono da attribuire a Don Backy.

 

Volo Lontano” / “Solo Con Te”, Manhattan (IT-9504), pubblicato come Agaton e i Pirati, 1960;

Bill Haley Rock” / “Non Arrossire”, Rainbow Records (258/45 259/45), pubblicato come Agaton e i Kiss, 1960;

Mi Manchi Tu” / “La Storia Di Frankie Ballan”, Rainbow Records (400/45 401/45), pubblicato come KleinerAgaton, 1961;

La Storia Di Frankie Ballan” / “Fuggiasco”, Clan Celentano (ACC 24003), 1962;

L’Ombra Nel Sole” / “Tu Piangevi”, Clan Celentano (ACC 24007), 1962;

Amico” / “La Carità” / “Dimmi Cos’è”, Clan Celentano (ACC 24011), 1962;

Ho Rimasto” / “Sono Solo”, Clan Celentano (ACC 24013), 1963;

Io Che Giro Il Mondo” / “Mama Che Caldo”, Clan Celentano (ACC 24018), 1964;

Cara” / “Succederà”, Clan Celentano (ACC 24021), 1964;

L’Amore” / “Una Ragazza Facile”, Clan Celentano (ACC 24030), 1965;

Come Adriano” / “Serenata”, Clan Celentano (ACC 24037), 1966;

L’Immensità” / “Non Piangere Stasera”, Clan Celentano (ACC 24047), 1967;

Non Piangere Stasera” / “Serenata”, Clan Celentano (ACC 24048), 1967;

Poesia” / “Bum Bum”, Clan Celentano (ACC 24055), 1967;

E Facimmoce ‘A Croce” / “Malinconia”, Clan Celentano (ACC 24061), 1967;

Canzone” / “I Got A Woman”, Clan Celentano (ACC 24070), 1968;

Casa Bianca” / “Ma Con Chi”, Clan Celentano (ACC 24071);

Canzone” / “Casa Bianca”, Amico (DB-001), 1968;

Sogno” / “Samba”, Amico (DB-002), 1968;

Un Sorriso” / “Marzo”, Amico (DB-003), 1969;

Frasi d’Amore” / “L’Arcobaleno”, Amico (DB-004);

Ballata Per Un Balente” / “Barbagia”, Amico (DB-005), 1969;

Giugno” / “Agosto”, Amico (DB-006), 1970;

Nostalgia” / “Cronaca”, CGD (N-9795), 1970;

Bianchi Cristalli Sereni” / “La Primavera”, CGD (CGD-107), 1971;

Fantasia” / “La Mia Anima”, CGD (CGD-121), 1971;

Folcacchio’s Story” / “Una Rosam Una Rosa, Una Rosa e Una Rosa”, Rare (NP 77580), 1972;

Via Marconi 44” / “Sognando Fumeo”, Love (900102), 1973;

Io Più Te” / “Zoo”, RCA Italiana (PM-3744), 1973;

Amore Non Amore” / “Immaginare”, RCA Italiana (TPBO-1039), 1974;

Madre” / “Che Strano”, Atlantic (T-10732), 1976;

Tra I Fiori Nel Vento” / “Sognando”, Ciliegia Bianca (CB-001), 1978;

La Banda Carcioffoli” / “Fine”, Ciliegia Bianca (CB-82), 1979;

L’Artista” / “L’Amore E’ Forte”, Ciliegia Bianca (CB-83), 1979;

Importa Niente” / “Viaggio”, Ciliegia Bianca (CB-86), 1981;

Vola” / “Marco Polo”, Ciliegia Bianca (CB-87), 1982;

Luna Di Roma” / “Sole”, Ciliegia Bianca (CB-88);

Luna Di Roma” / “Regina”, Ciliegia Bianca (CB-89).

 

ALBUM (VINILI 33 GIRI O CD)

Di seguito si elencano in ordine cronologico gli album pubblicati da Aldo Caponi. Per ciascun disco viene riportato oltre al titolo, la casa discografica, il numero di catalogo e l’anno di pubblicazione. Tutte gli album pubblicati sono da attribuire a Don Backy.

 

L’Amore”, Clan Celentano (ACC S LP 40005), 1965;

Casa Bianca”, Clan Celentano (ACC LP 40009), 1968;

Le Quattro Stagioni Di Don Backy”, Amico (DB LP 7001), 1968;

Le Piu’ Belle Canzoni Di Don Backy”, Amico (ZSKF 55037), 1970;

Fantasia”, CGD (FGL-5085), 1971;

Io Più Te”, RCA Italiana (DPSL 10613), 1973;

Sognando”, Ciliegia Bianca (CBL 80001), 1978;

Vivendo Cantando”, Ciliegia Bianca (CBM 8002), 1979;

Difetti E Virtù”, Ciliegia Bianca (CBM 8002), 1981;

Spring, Summer, Autunm&Winter”, Forever (FF 32702), 1984;

Rock’ n’ Roll”, Ciliegia Bianca (2NEM 47301), 1988;

Finalmente”, New Enigma (NEM 47734), 1990;

Sulla Strada”, Ciliegia Bianca (CBM 8004), 1992;

X Amore o X Rabbia”, Ciliegia Bianca (CB CD 003), 1994;

Memorie Di Un Juke Box”, Ciliegia Bianca (CB CD 007), 1998;

Signori Si Nasce e Io Lo Nacqui”, Cassiopea Music (Cas 512747 2), 2003;

Il Mestiere Delle Canzoni”, Ciliegia Bianca (    ), 2010;

A Noi Piacevano Gli EverlyBrothers”, L’Isola Che Non C’è (   ), 2015;

Pianeta Donna”, Ciliegia Bianca (CB CD009), 2017.

 

 

FILMOGRAFIA

Di seguito vengono riportati i 24 film in cui Don Backy compare come attore (più una serie televisiva). Per ciascun film si indica, oltre al titolo, il regista e l’anno di uscita nelle sale cinematografiche. Viene , quando è il caso, specificato se l’Artista ha contribuito alle musiche della pellicola.

 

 “Il Monaco Di Monza”, regia di Sergio Corbucci (1963), anche le musiche;

Uno Strano tipo”, regia di Lucio Fulci (1963);

Cleopazza”, regia di Carlo Moscovini (1964);

Super Rapina a Milano”, regia di Adriano Celentano (1964);

L’Immensità (La Ragazza Del Paip’s)”, regia di Oscar De Fina (1967);

I Sette Fratelli Cervi”, regia di Gianni Puccini (1967);

Banditi A Milano”, regia di Carlo Lizzani (1967);

Satyricom”, regia di Gian Luigi Polidoro (1968);

Quarta Parete”, regia di Adriano Bolzoni (1969), anche le musiche;

Barbagia (La Società del malessere)”, regia di Carlo Lizzarini (1969), anche le musiche;

Quella Chiara Notte D’Ottobre”, regia di Massimo Franciosa (1970);

E Venne il Giorno Dei Limoni Neri”, regia di Camillo Bazzoni (1970);

Il Carcerato” (1971) Miniserie TV;

Un Doppio A Metà”, regia di Gianfranco Piccioli (1972);

Una Cavalla Tutta Nuda”, regia di Franco Rossetti (1972), anche le musiche;

Le Calde Notti Del Decameron”, regia di Gian Paolo Callegari (1972);

Quando Le Donne Si Chiamavano Madonne”, regia di Aldo Grimaldi (1972);

Poppea… Una Prostituta Al servizio Dell’Impero”, regia di Alfonso Brescia (1972);

Elena Si… Ma Di Troia”, regia di Alfonso Brescia (1973);

Cani Arrabbiati”, regia di Mario Bava (1974);

Amori, Letti e Tradimenti”, regia di Alfonso Brescia (1975);

A Forza Di Sberle”, regia di Bruno Corbucci (1975);

 “Pane E Tulipani”, regia di Silvio Soldini (2000);

Impotenti Esistenziali”, regia di Giuseppe Cirillo (2009).

 

 

PUBBLICAZIONI

Di seguito viene riportata la produzione letteraria (libri e fumetti) pubblicata da Don Backy. Per ciascuna pubblicazione vengono riportati il titolo, la casa editrice e l’anno di uscita sul mercato. Tutte le pubblicazioni sono da attribuire a Don Backy.

 

Io che miro il tondo”, Feltrinelli, Milano, 1967;

Cielo ‘O Connor& Franz il Guercio, soci a Parigi”, Edizioni Leti, Roma, 1970;

Radiografia a un pupazzo di neve”, Giardini Editori, Pisa, 1974;

Sognando”, Edizioni R.M., 1978

L’Inferno”, Gruppo Editoriale Lo Vecchio, Genova, 1985;

Rock’ N’ Roll memorie di un Juke Box”, Edizioni Ciliegia Bianca – l’Isola Che c’è, Roma, 1996;

Storie di Strada Beat (Memorie di un Juke Box: 2 ’62-’65)”, Edizioni Ciliegia Bianca – l’Isola Che c’è, Roma, 1997;

C’era una volta il Clan (Memorie di un Juke Box, ’65-’69)”, Edizioni Ciliegia Bianca – l’Isola Che c’è, Roma, 1998;

C’era una volta il Clan (memorie di un juke box, ’55-69)”, Edizioni Ciliegia Bianca – l’Isola Che c’è, Roma, 2001;

Clanyricon”, Edizioni Ciliegia Bianca – L’Isola Che C’è, Roma, 2002;

Questa è la storia … Memorie di un Juke Box”, L’Isola che c’è Editore, Roma, 2007;

Storia di altre storie … Memorie di un Juke Box ’70 – ’80 – Vol. 2”, Edizioni Ciliegia Bianca – L’isola che c’è, Roma, 2009;

Storia di altre strade … Memorie di un Juke Box ’80 – ‘89 – Vol. 3”, Edizioni Ciliegia Bianca – L’Isola Che C’è, Roma , 2011;

Le mille in una storia … Memorie di un Juke Box  ’90 – ’99 – Vol. 4”, Edizioni Ciliegia Bianca – L’Isola Che C’è, Roma , 2012;

Tutto quanto si fa storia … Memorie di un Juke Box ’00 – ’12 – Vol. 5”, Edizioni Ciliegia Bianca – L’Isola Che C’è, Roma , 2013;

Nel 2004 “Sognando” viene ripubblicato da Melograno Editore.

Nel 2017 “Io che miro il tondo” viene ripubblicato da Edizioni Clichy in occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua prima edizione.

 

 

BIBLIOGRAFIA:

Questa è la storia … Memorie di un Juke Box”, L’Isola che c’è Editore, Roma, 2007;

Io che miro il tondo”, Don Backy, Edizioni Clichy, Firenze, 2017;

www.donbacky.com

The Beat Circus” ringraziano Don Backy per la gentilissima collaborazione nella stesura dell’ articolo.