TORINO BEAT 2016 – LA FINALE – 29 NOVEMBRE – THE BEAT CIRCUS TRA GLI ARTISTI


Una produzione Toni Campa e Luciana De Biase

 

TORINO BEAT 2016 – LA FINALE

 

 

Martedì 29 novembre 2016 – Ore 21.00

UNICA DATA ITALIANA

Palazzetto dello Sport – Viale Leonardo Bistolfi 10 – Torino

A favore del

CENTRO PUZZLE

PER LA CURA E L’ASSISTENZA DELLE PERSONE
CHE HANNO SUBITO TRAUMI CEREBRALI ANCHE DOPO LA DEGENZA CLINICA

QUANDO PARTECIPARE E’ ANCHE DONARE

 TORINO BEAT 2016 LA FINALE - LOCANDINA THE BEAT CIRCUS

Una serata incredibile per Tutti gli Appassionati della Musica Italiana: al Palaruffini di Torino si avrà un cartellone con molti degli Artisti che hanno contribuito a rendere famosa in Italia e nel mondo la melodia e la musica del Bel Paese. Toni Campa e Luciana De Biase regalano a Tutti gli appassionati un evento unico ed irripetibile: il 29 novembre sembrerà di assistere ad una tappa del mitico Cantagiro del Patron Ezio Radaelli … cinquanta anni dopo.

I Beat Circus avranno l’onore di partecipare all’evento musicale del decennio e di condividere il palco con molti degli Artisti che sono la nostra fonte di ispirazione. Di seguito si propone una breve scheda biografica per ciascuno dei ventisei Artisti che parteciperanno alla serata.

I CAMALEONTI

TORINO BEAT 2016  LA FINALE - CAMALEONTI IO PER LEI  45 GIRI

I Camaleonti – Io per lei

Complesso musicale milanese che raggiunse il successo nella seconda metà degli Anni ’60. La formazione storica vedeva: Ricky Maiocchi (voce), Livio Macchia (basso, chitarra e voce), Tonino Cripezzi (organo, voce), Paolo Decelie (batteria, voce), Gerardo “Gerry” Manzoli (basso). Complesso fondato nel 1963, grazie a Miki Del Prete, paroliere di Celentano, approdano alla casa discografica Kansas (orbita Clan Celentano). Il successo arriva quasi subito cavalcando l’onda del nascente Beat con canzoni quali “Chiedi Chiedi”, “Sha La La La La” e “Portami Tante Rose”. Dopo la dipartita di Ricky Maiocchi che cerca fortuna con la carriera solista, il grande successo arriva nel 1967 con la pubblicazione della canzone “L’Ora Dell’ Amore” (cover di “Homburg” dei Procol Harum) che raggiunge a fine anno la vetta della Hit Parade per restarci dieci settimane, vendendo 1.600.000 copie. Successo bissato da “Io Per Lei” che arriva al 9º posto e da “Applausi”, nuovo primo posto con 900.000 copie vendute, che rimane in classifica per dodici settimane, piazzandosi (e rimanendo) al primo posto per cinque settimane. Partecipano cinque volte al Festival di Sanremo: nel 1970 con “Eternità” in coppia con Ornella Vanoni (4° posto al Festival, 2° in Hit Parade), nel 1973 con “Come Sei Bella” (11° posto), nel 1976 con “Cuore Di Vetro” (10° posto), nel 1979 con “Quell’ Attimo In Più” (3° posto) e nel 1993 con “Come Passa Il Tempo” con una formazione che comprende Maurizio Vandelli, Dik Dik e Camaleonti (non finalista). Nel 1973 vincono Un Disco Per L’ Estate con la canzone “Perché Ti Amo”, altro primo posto in classifica per settimane. Seguono nuovi successi a Canzonissima con “Amicizia E Amore”, a “Un Disco Per L’estate 1975” con “Piccola Venere”. A Torino Beat 2016 – La Finale saranno presenti i due membri originali Tonino Cripezzi (tastiere, voce) e Livio Macchia (basso, voce) accompagnati da Valerio Veronese alla chitarra e voce (dal 1985), Massimo Brunetti al pianoforte, tastiere e voce (dal 1990) e da Massimo Di Rocco alla batteria (dal 2004).

 

COLLAGE

TORINO BEAT 2016 LA FINALE - COLLAGE TU MI RUBI L'ANIMA 45 GIRI

Complesso che prende il nome dall’album “Collage” del gruppo “Le Orme” e che si forma nel 1971 ad Olbia dalla fusione di due gruppi: “Mal P2” e “The Angels” dei fratelli Fazzi da un’idea del chitarrista Piero Pischedda. La formazione originale era costituita da: Salvatore “Tore” Fazzi (basso, voce), Piero Fazzi (chitarra, voce), Tommaso “Masino” Usai (batteria), Pino Ambrosio (tastiere, voce), Piero Pischedda (chitarra solista) ed il cantante Luciano Degordes.  Complesso pop – melodico tra i più importanti protagonisti della scena musicale leggera degli Anni Settanta. Nel 1974 debuttano al concorso canoro “Voci Nuove” di Castrocaro dove non lasciano traccia. Nello stesso anno Luciano Degordes parte per il servizio militare e non tornerà più in organico, Piero e Tore Fazzi assumono così il ruolo di voci soliste. Si rivelano al grande pubblico nel 1976 grazie alla vittoria al concorso di Castrocaro con la canzone “Due Ragazzi Nel Sole”, seguita dal debutto al Festival di Sanremo del 1967, con la canzone “Tu Mi Rubi L’Anima”, classificatasi al secondo posto dietro a “Bella Da Morire” degli Homo Sapiens. Negli anni a seguire il successo arriva sempre puntuale con brani come “Lei Non Sapeva Far L’Amore(1977), “Sole Rosso” (1978), La Gente Parla (1979, quarta classificata al Festival di Sanremo) “Donna Musica” (1980), e “I Ragazzi Che Si Amano” (1981, partecipante al Festival di Sanremo e classificatasi alla serata finale). Nel 1984 partecipano nuovamente al Festival di Sanremo ma nella categoria “Nuove Proposte” con la canzone “Quanto Ti Amo” non classificata alla serata finale. A Torino Beat 2016 – La Finale, partecipano con la seguente formazione: Tore Fazzi (basso, voce – membro originario), Piero Fazzi (chitarra, voce – membro originario), Fabio Nicosia (tastiera), Francesco Astara (batteria, percussioni).

 

I CORVI

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - CORVI PELLE RULLANTE

Pelle di rullante di batteria autografata da Claudio “Tritolo” Benassi con dedica ai Beat Circus.

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - I CORVI UN RAGAZZO DI STRADA 45 GIRI

45 giri “Un Ragazzo Di Strada”/”Datemi Una Lacrima Per Piangere” del 1966 con autografo di Claudio “Tritolo” Benassi e dedica ai Beat Circus.

Complesso storico del Beat Italiano, aggressivo e graffiante, ricordato, oltre che per i grandi successi incisi in tre anni (dal 1966 al 1969), anche per il Corvo Alfredo (battezzato così in onore di Alfredo Rossi, il direttore artistico della casa discografica Ariston che li scoprì e li lanciò nello show business) che, appollaiato sulla paletta del basso di Italo “Gimmi” Ferrari, accompagnava nelle esibizioni e nelle foto promozionali il quartetto parmense. La storica formazione che raggiunse il successo negli Anni ’60 era formata da: Angelo Ravasini (chitarra, voce), Italo “Gimmi” Ferrari (basso, cori), Fabrizio Levati (chitarra solista, cori), Claudio “Tritolo” Benassi (batteria, cori). Nonostante siano quasi tutte cover le canzoni de  I Corvi, restano vere e proprie icone della musica Beat italiana di quegli anni, su tutte il monumento musicale, vero marchio di fabbrica del complesso, “Un Ragazzo Di Strada”, cover con testo italiano di Nisa di “I Ain`t No Miracle Worker”  dei The Brogues, una garage band di Merced  nata nel 1964 in California.  I Corvi con “Un Ragazzo Di Strada” si classificano ottavi nel famoso girone C del Cantagiro nell’estate del 1966 ma passano alla storia anche per l’assolo di chitarra del tutto inusuale per quei tempi (chitarra con distorsore, fuzz-tone) di Angelo Ravasini. Tra gli altri successi: sempre del 1966 ”Datemi Una lacrima Per Piangere” (brano originale composto da Massimo ed Angelo Salerno) e “Bang Bang” (scritta da Sonny Bono ed incisa come duo da Sonny & Cher, testo italiano di M. Coppola), dell’anno successivo il singolo “Sospesa Ad Un Filo” (altro non è che “I Had Too Much To Dream” degli Electric Prunes) con il lato B  “Luce” composta da Massimo e Alberto Salerno in stile vagamente medievale quasi a ricordare la “Lady Jane” dei Rolling Stones. Del 1968 “Bambolina” (“Any Day Now” scritta nel 1962 da Burt Bacharach e Bob Hilliard ed incisa negli anni da numerosi artisti tra i quali Chuck Jackson nel 1962, Alan Price nel 1965 ed Elvis Presley nel 1969) con testo italiano di Panenis (pseudonimo di Franco Zauli) ed ancora del 1969 “Datemi Un Biglietto d’ Aereo”, ovvero la trasposizione di “The Letter” dei Box Tops con testo italiano di Mogol. In tutto otto 45 giri ed un LP che però hanno fatto storia ed hanno lasciato il segno. A Torino Beat 2016 – La Finale ad accompagnare l’Ultimo Ragazzo Di Strada (unico membro originale in vita del complesso parmense) Claudio “Tritolo” Benassi saliranno sul palco: Lorenzo Cavazzini alla voce, Mirko Rivara alle tastiere, Beppe Tavone al basso e cori, Emanuele Sirocchi alle chitarre elettriche e Pietro Amoretti alle chitarre elettriche, acustiche ed ai cori.

DELIRIUM

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - DELIRIUM JESHAEL 45 GIRI

45 giri “Jesahel”/”King’s Road” del 1972. Il lato A del singolo si classificò sesto a Sanremo.

Band formatasi a Genova dalle ceneri di un altro complesso Beat, I Sagittari. La formazione storica era composta da: Ivano Fossati (voce, tastiere, flauto), Peppino Di Santo (batteria, voce), Mimmo Di Martino (voce, chitarra acustica), Marcello Reale (basso, voce) ed Ettore Vigo (tastiere). Nel 1971 la band vince il concorso La Strada del Successo, indetto da Radio Monte Carlo e si aggiudica il titolo “Rivelazione” al Primo Festival Di Musica d’Avanguardia e Di Nuove Tendenze di Viareggio con la canzone “Canto Di Osanna”, brano che ottiene grande successo anche all’estero e verrà registrato nelle versioni francese, inglese e tedesca. Con la Fonit Cetra sempre in quell’anno pubblicano il loro Album di esordio “Dolce Acqua”. Nel 1972 partecipano al Festival di Sanremo con la canzone “Jesahel” (sesta classificata).  Durante l’esecuzione del brano la band si fa accompagnare sul palco del Salone delle Feste del Casinò Municipale di Sanremo da un gruppo di amici vestiti da hippy, che suonano le chitarre e cantano in coro; fra di essi vi sono: Oscar Prudente (autore del brano con Ivano Fossati), Mario Lavezzi (ex Camaleonti) e Alberto Canepa. Lo stesso anno la band partecipa alla manifestazione “Un Disco Per L’Estate” ottenendo un buon piazzamento con la canzone ”Haum!” Sempre nel 1972 Fossati abbandona la formazione e viene sostituito dall’inglese Martin Frederick Grice. L’attività del gruppo continua con la pubblicazione di altri due Album “Lo Scemo del Villaggio” (1974) e “Delirium III – Il Viaggio Negli Arcipelaghi del Tempo” (1974). I Delirium si scioglieranno l’anno successivo. Al Torino Beat 2016 – La Finale i Delirium si esibiscono con la seguente formazione: Ettore Vigo (tastiere, dal 1970, membro originario), Martin Frederick Grice (voce, flauto, sax  dal 1972), Fabio Chighini (voce, basso dal 2001), Michele Cusato (chitarra solista, dal 2014), Alfredo Vandresi (batteria, dal 2012) ed  Alessandro Corvaglia (voce, chitarra acustica, tastiere, dal 2014).

 

I DIK DIK

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - DIK DIK SOGNANDO LA CALIFORNIA 45 GIRI

Secondo 45 giri della discografia dei Dik Dik pubblicato nel 1966 “Sognando La California”/”Dolce Di Giorno”.

Gruppo milanese che raggiunse il successo nella seconda metà degli Anni ’60 con la storica formazione a cinque: Giancarlo “Lallo” Sbriziolo (basso, voce), Pietro “Pietruccio” Montalbetti (chitarra solista, voce), Erminio “Pepe” Salvaderi (chitarra ritmica, tastiere), Mario Totaro (tastiere) e Sergio Panno (tastiere). Nel loro repertorio alcune delle canzoni che hanno fatto epoca: “Sognando La California” cover di “California Dreamin’” dei The Mamas e The Papas (1966, testo italiano di Mogol), “Dolce Di Giorno” (1966) una delle prime canzoni nate dalla collaborazione tra Lucio Battisti e Mogol, “Inno” (1967) cover di “Let’s go to S.Francisco” dei The Floewr Pot Men (testo italiano di Mogol), “Senza Luce” (cover, sempre ad opera di Mogol, di “A Whiter Shade of Pale” dei Procol Harum, con la celebre intro di organo Hammond), con la quale, sempre nel 1967, raggiungono il primo posto nella Hit Parade. Del 1968 si ricorda “Il Vento” di Battisti-Mogol, mentre nel 1969 incidono “Il Primo Giorno di Primavera”, con Lucio Battisti alla chitarra acustica, che occupa la prima posizione della Hit Parade per due settimane. Nel 1969 partecipano al Festival di Sanremo con il brano “Zucchero” in coppia con Rita Pavone, classificandosi tredicesimi. Al Festival tornano l’anno dopo con “Io Mi Fermo Qui”, in coppia con Donatello; altro successo dello stesso anno è “L’Isola di Wight” cover del brano “Wight Is Wight” del francese Michel Delpech. Altri successi: “Vendo Casa” (1971, ancora di Mogol e Battisti, che partecipa alla registrazione), “Viaggio Di Un Poeta” (1972), di nuovo prima in Hit Parade, “Storia di Periferia” (1973), “Help Me” (1974). A Torino Beat 2016 – La Finale saranno presenti i tre membri originali: Giancarlo “Lallo” Sbriziolo (chitarra, voce), Pietro “Pietruccio” Montalbetti (chitarra solista, voce), Erminio “Pepe” Salvaderi (chitarra ritmica, voce).

DINO

TORINO BEAT 2016 -  LA FINALE - DINO GLI OCCHI MIEI 45 GIRI

Nono 45 giri di Dino:”Gli Occhi Miei”/”Passano”, 1968..

Nome d’arte di Eugenio Zambelli, nato a Verona il 3 maggio 1948. Inizia la carriera discografica nel 1964 come cantante dei Kings. Uno dei brani più famosi della sua collaborazione con il gruppo veronese fu “Te Lo Leggo Negli Occhi” composta da Sergio Endrigo e Sergio Bardotti. Dopo il terzo singolo avviene la separazione tra Dino ed i Kings che ora inciderà come cantante solista. Negli anni dal 1965 al 1968 partecipa a svariate edizioni del Cantagiro e del Festival di Sanremo. Tra le altre da ricordare: “Chi Più Di Me” (scritta da Paul Anka e presentata al Cantagiro 1966) e “Gli Occhi Miei” presentata a Sanremo 1968 in coppia a Wilma Goich (ripresa dal cantante gallese Tom Jones che ne fece un successo planetario con il titolo “Help Yourself”). Partecipa come attore ad otto Muiscarelli (film musicali degli Anni ‘60) tra i quali si ricordano: “Te Lo Leggo Negli Occhi”  (1966), “Altissima Pressione” (1966) e “La Coppia Più Bella Del Mondo”, film incentrato sul Cantagiro del 1967 con la regia di Camillo Mastrocinque (regista che ha diretto tra gli altri Totò, Vittorio De Sica, Walter Chiari ed  Alberto Sordi).

 

 

DONATELLO

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - DONATELLO COME E DOLCE LA SERA 45 GIRI

45 giri “Come E’ Dolce La Sera”/”La Vuoi?”, anno 1971

Nome d’arte di Giuliano Illiani, nato a Tortona (Alessandria) l’11 settembre 1947. Muove i primi passi come musicista nei primi Anni ’60. Nel 1968 entra a far parte, come chitarrista, nel complesso che accompagna Gianni Morandi. Con il cantante di Monghidoro rimane fino alla fine del ’69, partecipando anche ad una tournée in America. In quella occasione incontrerà Armida Stivala, una ragazza italo-americana che sposerà nel ’71 a Firenze. Nel 1969 firma un contratto discografico con la Ricordi. Nel 1970 partecipa al Festival di Sanremo cantando “Io Mi Fermo Qui” (con testo di Luigi Riccardi e musica dello stesso Illiani, il brano è però firmato da Enrico Riccardi per la parte musicale in quanto Giuliano Illiani (che in questa occasione assume per la prima volta il nome d’arte di Donatello) non è ancora iscritto alla SIAE.) in coppia con i Dik Dik. Da registrare altre due partecipazioni al Festival di Sanremo: nel 1971 con “Com’è Dolce La Sera” e nel 1972 con “Ti Voglio” e nel 1973 con “Tu Giovane Amore Mio”. Nel 1970 vince la Gondola d’Argento alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con quello che potrebbe essere considerato (in lizza con “Io Mi Fermo Qui“) il suo 45 giri di maggior successo, “Malattia d’Amore”, prodotto e arrangiato da Maurizio Vandelli, che arriva al primo posto della Hit Parade. Nel periodo della produzione di Vandelli partecipa come chitarrista all’incisione dell’album ID dell’ Equipe 84, nonché a parecchie incisioni dei Dik Dik (anche loro prodotti dal Vandelli).

 

DON BACKY

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - DON BACKY L'AMORE 45 GIRI

45 giri “L’Amore”/”Una Ragazza Facile” del 1965 autografato da Don Backy con dedica ai Beat Circus.

Nome d’arte di Aldo Caponi, nato a Santa Croce Sull’Arno (Pisa) il 21 agosto 1939. Il suo debutto discografico risale al 1960 con la piccola casa discografica Manhattan per la quale pubblica un solo singolo. Nello stesso anno passa alla torinese Raindow Records per la quale, in due anni, incide due 45 giri. Il secondo di questi, inciso come Kleiner Agaton, presenta sul lato B “La Storia Di Frankie Balland”, canzone che suscita l’interesse di Alessandro Celentano, fratello di Adriano ed amministratore del neo nato Clan Celentano. Aldo viene così convocato a Milano ed entra a far parte del Clan Celentano con Adriano, Ricky Gianco e Guidone. Assume il nome d’arte di Don Backy ed in pochi mesi diventa il luogotenente di Adriano partecipando alle trasmissioni televisive dedicate al Clan ed ai film musicali “Il Monaco Di Monza” (1963), “Uno Strano Tipo” (1963) e  “Super Rapina a Milano” (1965). Come contante ha un calendario fittissimo di impegni, tenendo concerti in tutte le città d’Italia (e non solo), esibendosi accompagnato (nelle serate ed in sala di incisione) dai Fuggiaschi, un complesso di Mantova conosciuto nel 1963. Con il Clan pubblica canzoni di grande successo, di cui ne è anche l’autore, quali: “Amico”, “Ho Rimasto”, “Cara”, “L’ Amore”, il capolavoro “L’Immensità” (di cui Don Backy ne è l’autore sia della musica che del testo, presentata in coppia a Johnny Dorelli al Festival di Sanremo 1967, dove si classifica terza), “Non Piangere Stasera”, “Poesia”, “Casa Bianca” e “Canzone”. La paternità di queste ultime due canzoni, la loro partecipazione al Festival di Sanremo del 1968 con interpreti che non sono l’autore ed altri attriti sempre più grandi con Adriano portano nel febbraio del 1968 alla separazione di Don Backy da Celentano e dal Clan. Fonda una propria casa discografica, la Amico,  e continua la pubblicazione di canzoni di successo: “Sogno” (1968), “Frasi D’Amore” (1969) con la CGDBianchi Cristalli Sereni” (presentata al Festival di Sanremo 1971 in coppia con Gianni Nazzaro, settima classificata) e con la sua nuova casa discografica Ciliegia BiancaSognando” (1978). Artista completo Don Backy è autore di innumerevoli libri, tra tutti si ricordano “Io Che Miro il Tondo” (Feltrinelli, 1967), “Radiografia a un pupazzo di neve” (Giardini, 1967), “Clanirycon” (L’Isola Che C’è, 2002) una ironica storia a fumetti sul Clan e “Questa E’ La Storia (1955-69) Memorie Di un juke-Box” (Coniglio Editore, 2007) dettagliata cronistoria dai suoi esordi artistici fino al 1969. Partecipa a numerosi film (venticinque in tutto) tra i quali si ricordano, oltre ai già citati: “I Sette Fratelli Cervi” (1967), “Satyricon” e “Banditi A Milano” (1968), “Barbagia” (1969), sino ai più recenti “Pane E Tulipani” (2000) e “Impotenti Esistenziali” (2009). La sua carriera continua dopo più di cinquant’anni con spettacoli dal vivo che riscuotono un successo enorme di pubblico e critica. Si attende la pubblicazione del suo nuovo album “Pianeta Donna”.

GENS

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - GENS PER CHI 45 GIRI

Sesto 45 giri dei Gens: “Per Chi”/”Piccolo Grande Amore”, anno 1972.

Complesso formatosi a Messina nel 1967 e molto attivo tra la fine degli Anni Sessanta ed i primi Anni Settanta. La formazione originale era composta da: Filiberto “William” Ricciardi (chitarra, voce), Filippo “Pippo” Landro (tastiere, arrangiatore, soprannominato “La Lira”), Ettore Cardullo (basso, detto “Nuvola Gialla”), Gilberto Bruno (chitarra, detto “La Signora Omicidi”), Pino Salpietro (batteria, detto “Il Leone”). Affermatisi nel 1968 al terzo Trofeo Euro Davoli con la canzone “Brucerà”, cover di “Is It Yes, Is It No” di James Brown, nello stesso anno ottengono un certo successo con il singolo “In Fondo Al Viale” / “Laura Dei Giorni Andati” il cui lato B è scritto per loro da Roberto Vecchioni. Nel 1969 il chitarrista Giorgio Bruno muore in un incidente automobilistico ad Orzinuovi (Brescia) dopo un concerto e viene rimpiazzato dal genovese Mauro Culotta. Partecipano al Festival di Sanremo del 1970 (con il brano “La Stagione Di Un Fiore”, non finalista) ed a quello del 1971 (con la canzone “Lo Schiaffo”, anch’essa non finalista). Nel 1972 trionfano al Cantagiro con il brano “Per Chi” cover di “Without You” di Harry Nilsson. Ottiene un buon riscontro anche “Cara Amica Mia” che partecipa a “Un Disco Per L’Estate 1973”. Anche il successivo singolo, composto da loro stessi, “Anche Un Fiore Lo Sa” raggiunge i vertici della Hit Parade, confermando il momento di sintonia con il grande pubblico. Questo è il loro canto del cigno. Seguono dischi di successo via via decrescente e che portano allo scioglimento del gruppo. Nel 1990 la formazione si ricompone per partecipare alla trasmissione di Red Ronnie “Una Rotonda Sul Mare”. Con l’ingresso nella formazione del genovese Enrico Bianchi alla voce ed alle tastiere, i Gens incidono per Radio Italia l’album “Uomini, Non Dei”, partecipando a diverse trasmissioni televisive. L’album entra nella classifica di vendita di Sorrisi e Canzoni TV nell’estate 1992. I Gens partecipano a Torino Beat 2016 -La Finale con Enrico Bianchi (tastiere, voce dal 1990), Alfredo Vandresi (batteria) e Mauro Culotta (chitarre).

 

I GIGANTI

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - GIGANTI UNA RAGAZZA IN DUE 45 GIRI

Copertina della prima edizione del 45 giri “Una Ragazza In Due”/”Lezione Di Ritmo”, 1965

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - GIGANTI SPARTITO TEMA

Spartito della canzone “Tema”, brano che nel 1966 diede il successo ai Giganti.

Complesso milanese passato alla storia per alcune canzoni che hanno avuto un enorme successo tanto da essere identificate come dei status simbolo degli Anni Sessanta, fra tutte “Tema” ed “Una Ragazza In Due”. Inizialmente complesso di accompagnamento con il nome di “Amici” di Guidone nelle sue tourneé internazionali (Grecia, Medio ed Estremo Oriente). Mutano successivamente il nome in “The Ghenga’s Friends” e diventano il gruppo ufficiale di accompagnamento degli artisti della neonata casa discografica La Ghenga. Nel 1965 costituiscono il quartetto definitivo che li porterà al successo con il nome di Giganti: Enrico Maria Papes (batteria, voce), Francesco “Checco” Marsella (tastiere, voce), Sergio Di Martino (basso, voce) e Giacomo “Mino” Di Martino (chitarra, voce). Passano alla casa discografica milanese Ri-Fi per la quale incideranno tutti i loro più grandi successi (tolta una breve pausa con l’etichetta Miura nel biennio 1970/1971) in 45 e 33 giri. Dopo la gavetta di un anno il successo strepitoso arriva grazie alla loro partecipazione a “Un Disco Per L’ Estate” nel 1966: si classificano terzi con il brano “Tema” che raggiunge la vetta della Hit Parade Italiana per sette settimane con 970.000 copie vendute e risultando essere il 12° singolo più venduto dell’anno!!! A seguito di questo inaspettato successo anche la canzone “Una Ragazza In Due” (cover di “Down Comes The Rain” di Mister Murray con testo italiano di Leo Chiosso, paroliere storico di Fred Buscaglione) incisa e pubblicata l’anno precedente su un 45 giri che passò pressoché inosservato, viene  riscoperta dal pubblico italiano e vende centinaia di migliaia di copie. I Giganti godono di una popolarità enorme e nel 1967 partecipano al Festival di Sanremo con il brano “Proposta”: si classificano al terzo posto, fatto più unico che raro per un complesso Beat in quegli anni! Altre canzoni di successo del periodo furono: “Fuori Dal Mondo” (1965), “La Bomba Atomica” (1966), “In Paese E’ Festa” (1967). Nel 1967 partecipano al Cantagiro con la canzone “Io E Il Presidente” con cui si classificano terzi, ma sulla quale cade la mannaia della censura della RAI per il testo ritenuto offensivo nei confronti dello Stato Italiano. E’ il primo colpo di arresto al loro incredibile successo. Nel 1968 partecipano per la seconda volta al Festival di Sanremo in coppia a Massimo Ranieri con la canzone “Da Bambino” che si classifica settima, con buoni risultati di vendita sul mercato discografico, ma non ai livelli dei dischi precedenti. Pochi mesi dopo, il 10 settembre 1968, per motivi mai resi del tutto noti, il complesso annuncia il suo scioglimento. Nel 1970, nello stupore di fans e addetti al lavoro, si riuniscono e partecipano al girone A (senza classifica) del Cantagiro con la canzone “Voglio Essere Una Scimmia” scritta per loro da Vice Tempera. L’anno successivo pubblicano l’album “Terra In Bocca”, un concept album in cui il tema verterà sulla mafia. La censura, il boicottaggio delle radio al disco uniti all’insuccesso della partecipazione nel 1972 al concorso “Un Disco Per L’Estate” con la canzone “Sono Nel Sogno Verde Di Un Vegetale” determinano lo scioglimento del gruppo. Negli anni a seguire il quartetto non tornerà più ad esibirsi insieme (fatta eccezione per un unico concerto tenutosi al Teatro Lirico di Milano nel 1993 per ricordare Gianni Sassi, il discografico che crebbe molto nel progetto “Terra In Bocca”) anche se a più riprese il nome de I Giganti è stato portato avanti da Enrico Maria Papes con sporadici ritorni di Checco Marsella e Sergio Di Martino. A Torino Beat 2016 – la Finale i Giganti saranno rappresentati da Enrico Maria Papes (membro originario, dal caratteristico timbro vocale baritonale) accompagnato dai Beat Circus.

 

GIULIANO DEI NOTTURNI

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - GIULIANO DEI NOTTURNI IL BALLO DI SIMONE 45 GIRI

45 giri “Il Ballo Di Simone”/”Oggi Sono Tanto Triste”, anno 1968.

Giuliano Cederle (11 settembre 1947) dopo aver vinto cinque puntate della trasmissione Settevoci nel 1968 si aggregò al complesso dei Notturni, un nucleo di cinque elementi di origine vicentina (Oscar Sandri, Gianni Vettorel, Pierluigi Ronzan, Giuseppe Tognon e Roberto Gheraldi, a cui si aggiunse successivamente Radames Trevisan) dando così origine al connubio artistico Giuliano e I Notturni che durò per un biennio, fino al 1969. Complessivamente furono pubblicati quattro singoli ed un Album con la casa discografica milanese Ri-Fi . La canzone per la quale vengono maggiormente ricordati è “Il Ballo Di Simone” cover in italiano (con testo di Irref) di “Simon Says” degli statunitensi 1910 Fruitgum Company, canzone pubblicata nell’aprile del 1968 su 45 giri e che raggiunse la quarta posizione nell’ Hit Parade settimanale e risultò essere il trentaduesimo singolo più venduto del 1968 in Italia. Scaduto il contratto con l’etichetta milanese, Giuliano si staccò dai Notturni per affrontare la carriera solista, rimanendo all’interno della stessa Ri-Fi. Il primo disco si intitolava “Il Ballo Dei Fiori”, ed era la versione italiana, tradotta da Mogol, di “One Night Stand” di Lee Hazlewood. Il riscontro commerciale non fu eccessivamente incoraggiante, e più deludente ancora fu l’accoglienza riservata al singolo successivo, “Vieni Coi Giovani“, inciso nel luglio del ’70. Gli ultimi due 45 giri che Giuliano incise per la RI-Fi portavano la firma di i Roberto Vecchioni, alle sue prime prove di autore. Questi firmò insieme a Renato Pareti, “Il Gioco Della Mela”, motivetto facile e senza pretese lanciato nell’estate ’71 e “Caccia Alla Volpe” scritto invece con Andrea Lo Vecchio e ultimo 45 giri di Giuliano per la Ri-Fi.

 

HOMO SAPIENS

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - HOMO SAPIENS BELLA DA MORIRE 45 GIRI

45 giri “Bella Da Morire”/”Dolce La Sera”. Il Lato A del singolo trionfò a Sanremo 1977.

Complesso toscano che si forma nei primi Anni Settanta dalle ceneri di una precedente formazione: i Tarli. Incidonoper la casa discografica milanese Ri-Fi ed il loro singolo di esordio è “Non E’ Triste” / “Il Sogno Di Laura” del 1971. Nel 1974 partecipano ad “Un Disco Per L’ Estate” con la canzone “Oh Mary Lou” ma ottengono maggior successo nell’edizione dell’anno successivo con il brano “Tornerai, Tornerò”, semifinalista nelle serate di Saint Vincent: la canzone scalò le classifiche di mezzo mondo e fu incisa in 56 versioni in sei lingue diverse. Nel 1977 si trovano all’ultimo a dover sostituire Mal dei Primitives (travolto dal successo di “Furia” ed impossibilitato a partecipare per impegni già presi) alla ventisettesima edizione del Festival di Sanremo e la vincono con il brano “Bella Da Morire”, vero e proprio marchio di fabbrica del complesso. Fu il primo Festival al teatro Ariston, il primo Festival a colori e il primo Festival che vedeva vincitore un “complesso”. Altri successi degli Homo Sapiens: “Un Estate Fa” (1972) e “Pecos Bill” (1976). A Torino Beat 2016 – La Finale si esibiscono con la seguente formazione: Marzio Mazzanti (voce, basso, membro originale), Claudio Lumetta (voce, batteria, membro originale), Maurizio Nuti (voce, chitarra dal 1972), Stefano Vincenti (Bubi) (voce, tastiere dal 1990), Maurizio Novi (voce, tastiere dal 2002), Ivano Petti (batteria, dal 2011).

 

MAL E I PRIMITIVES

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - THE PRIMITIVES YEEEEEEH 45 GIRI

45 giri “Yeeeeeeh!”/”L’Ombra Di Nessuno” del 1966 firmato dal chitarrista Dave Summer.

Gruppo vocale e strumentale inglese formatosi nel 1965. Dopo l’esibizione in un locale del quartiere londinese di Soho, vengono scritturati dal proprietario del Piper di Roma Alberigo Crocetta in vacanza in Inghilterra e presente in sala al loro concerto con Gianni Boncompagni. Tre componenti del complesso decidono di trasferirsi nel Bel Paese: Mal (pseudonimo di Paul Bradley Couling) (voce ed armonica dal 1965 al 1969), Dave Summer (chitarra solista dal 1965 al 1967) e Geoffrey Robert Farthing “Jay Roberts” (basso, dal 1965 al 1970). Il batterista Mick Charleton non se la sente di seguire i compagni e viene così rimpiazzato da Pick Whiters (batteria, dal 1966 al 1969, giovane musicista conosciuto da Mal in Galles e che una decina di anni dopo raggiungerà la fama mondiale come membro dei Dire Straits). Il successo registrato durante le loro esibizioni al Piper portano alla registrazione nel 1967 di “Blow Up” un LP per l’etichetta Piper Club (distribuita dalla ARC, casa discografica satellite della RCA Italiana) pubblicato come The Primitives. Durante le performance del complesso il cantante Mal riscuote molto successo, soprattutto tra il pubblico femminile, per cui la casa discografica RCA impone di pubblicare i successivi dischi come “Mal e i Primitives”: di fatto inizia la carriera solista di Mal, anche se il complesso continua a seguirlo, specialmente nelle esibizioni live, se pur con dei cambi di formazione. Vengono pubblicati per la RCA altri due album: “Sua Eccellenza Mal dei Primitives” (1967) e “Mal dei Primitives” (1968) prima dello scioglimento del gruppo. Canzoni di successo sono state: “Yeeeeeeh!” (1966) pubblicata su singolo come “The Primitives” per la Piper/ARC,  “Bambolina (1967) pubblicata su singolo ARC come “Mal e i Primitives”,  “Betty Blu” (1968), “Pensiero D’Amore” (1969) e “Occhi Neri, Occhi Neri” (1970) pubblicate su 45 giri come “Mal Dei  Primitives”. Da metà 1970 inizia la pubblicazione di dischi con il solo nome di Mal. Partecipa a tre film musicali, ovvero “Pensiero d’ Amore” (1969), “Lacrime D’Amore” (1970) e “Amore Formula 2” (1970). Il successo sul grande schermo lo porta a diventare anche protagonista di fotoromanzi (su riviste come Grand Hotel e Sogno). Mal non abbandona comunque il mondo della musica partecipando a due edizioni consecutive del Festival di Sanremo (nel 1970 con Luciano Tajioli cantando “Sole Pioggia e Vento” e nel 1971 in coppia con i Nomadi cantando “Non Dimenticarti Di Me” scritta da Mario Lavezzi e Mogol). Nel 1977 vende circa un milione e mezzo di copie del 45 giri “Furia”, sigla di una fortunata serie televisiva che aveva per protagonista il “cavallo nero del West”. A questa canzone faranno seguito altre incisioni di sigle televisive di programmi a cui partecipa. Per Mal il successo tornerà prepotente a fine Anni Novanta quando interpreterà, con Lorella Cuccarini, il Musical Grease. A Torino Beat 2016 – La Finale Mal sarà accompagnato dal chitarrista Dave Summer (membro originario dei The Primitives).

IL MITO NEW TROLLS

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - IL MITO NEW TROLLS

La formazione de Il Mito New Trolls partecipante a Torino Beat  2016 – La Finale al Palaruffini di Torino il 29 novembre 2016.

Gruppo nato nel 1998 dalle controversie legali derivanti dallo scioglimento dello storico gruppo Beat Genovese New Trolls. Ricky Belloni, leader de “Il Mito New Trolls”, Gianni Belleno e Giorgio usai sono stati, in epoche diverse, membri dei New Trolls: Belleno, componente della formazione originaria ne uscì nel 1992, Ricky Belloni dal 1975 al 1995, Giorgio Usai ne fece parte dal 1977 al 1980 e dal 1989 al 1993. Dopo lo scioglimento dei New Troll avvenuto nel 1998, Ricky Belloni convince due dei componenti storici, ovvero Nico Di Palo e Gianni Belleno, ad unirsi a lui, a Max Corfini ed a Andrea Lavelli in un progetto musicale inizialmente denominato “I Grandi New Trolls”, ma successivamente rinominato come “Il Mito New Trolls”. Due anni dopo, nel 2000, Giorgio Usai e Alex Polifrone sostituiscono Cofrini e Belleno (uscito temporaneamente dal gruppo, nel quale farà ritorno). Nel 2006 Andrea Cervetto sostituisce Lavelli ed infine nel novembre del 2006 si ha il definitivo abbandono di Nico Di palo (entrato nella band di Vittorio De Scalzi) ed il rientro di Belleno. Tre anni dopo, anche Belleno entra a far parte del gruppo di De Scalzi e Di Palo, “La Leggenda New Trolls”. Il gruppo ripropone in concerto i grandi successi dei New Trolls, mitico gruppo genovese nato con le sonorità Beat ed evolutosi nelle sonorità del Progressive. La formazione storica dei New Trolls era formata da: Vittorio De Scalzi (chitarra, voce), Nico Di Palo (chitarra, voce), Giorgio D’Adamo (basso, voce), Mauro Chiarugi (tastiere) e Gianni Belleno (batteria, cori). Nel 1967 il complesso genovese ha l’onore di aprire i concerti italiani dei Rolling Stones. Nel 1968 vendono circa 200000 copie del singolo “Visioni” / “Io Ti Fermerò” con cui partecipano al concorso “Un Disco Per L’ Estate”. Sempre nel 1968 pubblicano il loro album di esordio “Senza Orario Senza Bandiera”, i cui testi sono scritti in collaborazione da Fabrizio De André e Riccardo Mannerini. Uno dei singoli dell’album è “Signore Sono Irish”. Nel 1969 partecipano al Festival di Sanremo con “Io Che Ho Te”, a cui fanno seguito altri due singoli di grande successo “Davanti Agli Occhi Miei” e “Miniera”. Nel 1971 si registra la svolta progressive con l’incisione dell’album “Concerto Grosso Per I New Trolls”, un’opera magistrale originale scritta dal musicista Luis Enriques Bacalov che vendette 800.000 copie. Seguono singoli ed album con alterne fortune e continui cambi di formazione. Da ricordare, nel 1978, la pubblicazione del singolo “Quella Carezza Della sera” / “Aldebaran”. A Torino Beat 2016 – La finale “Il Mito New Trolls” si esibirà con la seguente formazione: Ricky Belloni (chitarre, voce), Giorgio Usai (tastiere, voce), Alex Polifrone (batteria, voce), Andrea Cervetto (basso, voce).

 

 

LE ORME

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - LE ORME COLLAGE 33 GIRI

Il 33 giri “Collage” del 1971, il primo album di Rock Progressivo italiano.

Gruppo di punta del genere Rock Progressivo, nasce come complesso Beat nella seconda metà degli Anni Sessanta a Marghera (Venezia) con il nome “Le Ombre” in onore agli inglesi Shadows. Il nome fu presto cambiato in “Le Orme” per evitare banali ed ironici doppi sensi in lingua Veneta (ombra in lingua veneta significa anche bicchiere di vino). Scoperti da Carlo Alberto Rossi della casa discografica CAR Juke Box, incidono nel 1967 un primo 45 giri “Fiori e Colori” / “Lacrime Di Sale”. Si esibiscono al Piper di Roma ed incidono un secondo singolo “Senti L’Estate Che Torna” / “Mita Mita” con cui partecipano ad “Un Disco Per L’Estate 1968”. Dopo alcuni cambi di formazione arrivano ad incidere il primo LP “Ad Gloriam” con Aldo Tagliapietra (voce, chitarra ritmica, Flauto), Nino Smeraldi (chitarra solista, cori), Tony Pagliuca (organo, cembalo, piano elettrico), Claudio Galieti (basso, violoncello, chitarra ritmica, cori) e Micki Dei Rossi (batteria e percussioni). Inizia la sperimentazione musicale che li allontana velocemente dal Beat per avvicinarsi e contribuire alla nascita del Rock Progressivo. Nel 1969 vengono incisi due provini “Blue Rondo A La Turk” / “Concerto n.3” rispettivamente uno standard di Dave Brubeck ed una breve riproposizione del Concerto Brandeburghese n. 3 di Joann Sebastian Bach. I due brani sono di fatto considerati delle pietre miliari del Rock Progressive italiano e furono pubblicate su 45 giri solamente quattro anni dopo, nel 1973, poiché nel 1969 furono considerate troppo all’avanguardia per il pubblico italiano. La formazione subisce ancora dei cambiamenti: le divergenze tra Pagliuca che vuole incentrare il sound del gruppo sulle sue tastiere con Smeraldi che vuole invece dare più risalto alla sua chitarra solista, comportano l’uscita di quest’ultimo, e così il gruppo si riduce ad un terzetto, che viene considerato la “formazione classica” de “Le Orme”: Aldo Tagliapietra (basso), Tony Pagliuca (tastiere) e Michi de Rossi (batteria). I viaggi di Tagliapietra in Inghilterra aprono al gruppo nuove strade e sonorità, mai percorse e udite in Italia. Passano alla casa discografica Phillps Records con la quale realizzano nel 1971 l’album “Collage”: convenzionalmente considerato il primo disco di Rock Progressivo italiano, fece da apripista a questo “nuovo” genere musicale che da lì a pochissimo tempo avrebbe imperversato in tutto il Paese. Negli anni a seguire verranno pubblicate canzoni di grande successo: “Gioco Di Bimba”(1972), “Canzone D’amore” e “Regina Al trobadour” (1976). Attraversano diverse fasi nel corso degli anni (Progressive, Rock, Classicheggiante ed Elettropop) partecipando a due Festival di Sanremo: nel 1982 con “Marinai” e nel 1987 con “Dimmi Che Cos’ E’”. A Torino Beat 2016 – La Finale si esibiscono con la seguente formazione: Michi Dei Rossi (batteria, dal 1967), Michele Bon (tastiere dal 1990), e Fabio Trentini (basso, chitarra acustica, voce dal 2009), William Dotto (chitarre elettriche, dal 2014).

GIAN PIERETTI

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - GIAN PIERETTI PIETRE 45 GIRI

45 giri “Pietre”/”Via Con Il Tempo” del 1967 con autografo e dedica di Gian Pieretti ai Beat Circus. “

Pseudonimo di Dante Luca Pieretti, nato a Ponte Buggianese (Pistoia) il 12 maggio 1940. Dopo essersi trasferito a Milano, inizia a suonare la chitarra ne I satelliti, il complesso che accompagna Ricky Gianco. Fin da subito con Ricky compone canzoni ed inizia ad esibirsi in proprio accompagnato dai Grifoni (futuri I Quelli e successivamente P.F.M.). Nel 1966 arriva il grande successo con la canzone “Il Vento Dell’Est” composta con Ricky Gianco ispirandosi al cantautore inglese Donovan. Nel 1966 partecipa ad una serie di conferenze a fianco dello scrittore Beat statunitense  Jack Kerouac a Milano, Roma e Napoli. Nel 1967 partecipa al Festival di Sanremo in coppia con Antoine cantando “Pietre”, canzone composta in coppia con Ricky Gianco. Il brano scritto sulla falsariga di “Rainy day women # 12 & 35″ di Bob Dylan, nell’esecuzione dell’autore pone in risalto l’aspetto di canzone di protesta, mentre la versione del cantante francese (che risulterà la più venduta delle due) trasforma il brano in una sorta di marcetta commerciale ed allegra. Come autore ha scritto i testi di canzoni per molti artisti (“Nel Ristorante Di Alice” per l’Equipe 84, “Ti Voglio” per Donatello, “Accidenti” per il Supergruppo e Rocky Roberts, “Però” ed “I Miei Pensieri” per Bobby Solo, solo per citarne alcune.)

 

ALBERTO RADIUS E LA SUA FORMULA TRE

TORINO BEAT 2016 LA FINALE - ALBERTO RADIUS E LA SUA FORMULA 3

Alberto Radius e la sua Formula 3: Enrico Bianchi (tastiere) e Alfredo Vandresi (batteria).

Uno dei più noti chitarristi italiani. Nato a Roma il 1° giugno 1942. Dopo svariate esperienze artistiche nel 1969 fonda con Gabriele Lorenzi (tastiere e voce) e Tony Cicco (batteria e voce) il complesso Formula 3, gruppo di punta della Numero Uno, la casa discografica fondata da Mogol e Battisti per la quale incisero il primissimo singolo “Questo Folle Sentimento” / “Avevo Una Bambola” con numero di catalogo (Numero Uno ZN 50001). La Formula 3 fu l’unico complesso ad accompagnare dal vivo Lucio Battisti nel 1970 e 1971. Il cantautore romano affidò al complesso numerose canzoni, divenute grandi successi in Italia: oltre alla già citata  “Questo Folle Sentimeno”, “Io Ritorno Solo“, “Sole Giallo Sole Nero“, “La Folle Corsa“, quest’ultimo brano presentato al Festival di Sanremo 1971  in coppia con  Little Tony  (finalista e dodicesima classificata) e, sempre nello stesso anno, “Eppur Mi Sono Scordato Di Te“. Nel 1974, dopo lo scioglimento della Formula 3, entra a far parte de Il Volo complesso prodotto da Battisti e Mogol e che annovera tra le sue fila: Mario Lavezzi (Ex Camaleonti), Vince Tempera, Gianni Dall’Aglio (Ribelli), Bob Callero e l’ex Formula 3 Gabriele Lorenzi. A Torino Beat 2016 – La Finale Radius salirà sul palco accompagnato dalla sua Formula 3, ovvero Enrico Bianchi alle tastiere e da Alfredo Vandresi alla batteria.

 

I RAGAZZI DEL SOLE

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - I RAGAZZI DEL SOLE ATTO DI FORZA N 10 45 GIRI

45 giri “Atto Di Forza N. 10″/”So Che Tu Non Credi”, anno 1966.

Il complesso più noto in Torino negli Anni Sessanta ed unico gruppo piemontese a raggiungere la notorietà nazionale e ad incidere dischi di successo. Muovono i primi passi tra il Piemonte e la Liguria e vengo notati dal discografico svizzero  Walter Guertler, che li propone alla Jolly. Nel 1966 con la casa discografica milanese vengono incisi il primo singolo “Se Mi Chiamerai” / “Non Ridere Di Me” ed il primo LP “I Ragazzi del Sole”. A seguito della sostituzione del primo cantante con Paolo Melfi il gruppo cambia casa discografica e passa all’Ariston Records, con la quale incidono la loro canzone di maggior successo, “Atto Di Forza n° 10”, che descrive le lotte tra le bande di strada giovanili (sul retro del 45 giri vi è una cover di “Something You Got” di Wilson Pickett, intitolata “So Che Tu Non Credi”). Arrivano a suonare anche nel locale più in voga di quegli anni ovvero il Piper Club di Roma. Da ricordare le partecipazioni in RAI a Settevoci con Pippo Baudo e Chi Ti Ha Dato la Patente con Mascia Cantoni. A Torino Beat 2016 – La Finale partecipano con la seguente formazione: Paolo Melfi (voce solista, membro dal 1966), Arcangelo Aluffi (batteria, membro originale), Danilo Pennone (chitarre, membro originale), Piercarlo Bettini (tastiere, membro originale) e Franco Nalotto (basso, cantante dal 1970 al 1974).

 

 

 

THE RENEGADES

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - THE RENAGEDES UN GIORNO TU  I CERCHERAI 45 GIRI

45 giri “Un Giorno Tu Mi Cercherai”/Una Rosa Da Vienna”, anno 1966.

Complesso originario di Birmingham (Inghilterra) che ad inizio Anni Sessanta mosse i primi passi rifacendosi ad un repertorio rock’n’roll. La formazione storica era formata da: Kim Brown (voce e chitarra), Ian Mallet (basso), Graham Johnson (batteria) e Denys Gibson (chitarra solista fino al 1966, sostituito inizialmente da Joe Dunnet e successivamente da Mick Webley). Nel 1964 adottarono un look originale, vestendo uniformi dell’esercito nordista della guerra di secessione e, dopo aver partecipato ad una compilation di gruppi beat della loro città, nell’ottobre del 1964 si trasferirono in Finlandia, dove ottennero un notevole successo. Nel 1966 si trasferirono in Italia dove parteciparono alla sedicesima edizione del Festival di Sanremo dove, in coppia con l’ Equipe 84, eseguirono “Un Giorno Tu Mi Cercherai” . Nel Nostro Paese ottennero un notevole successo grazie a brani come “Thirteen Women”, cover di un classico di Bill Haley,  e soprattutto “Cadillac” cover di un brano inciso nel 1959 da Vince Taylor. Successivamente, dopo una svolta decisamente più soft e commerciale e un paio di cambiamenti in organico, il gruppo ottenne gli ultimi successi con brani come “Lettere d’Amore” (cover di “Love Letters”) e “L’Amore E’ Blu”, fino a scivolare lentamente nell’oblio. Di loro si ricorda anche una curiosa e chiacchieratissima storia d’amore tra il biondo Kim Brown e l’attrice inglese Margret Lee. Dalle ceneri del loro scioglimento, nacque il progetto Kim & The Cadillacs, gruppo formato dai due membri dei The Renegades Kim Brown e Mick Webley con Trutz “Viking” Groth  (chitarra, armonica e voce) attivo fino al 1986 e che vanta partecipazioni al Festival di Sanremo del 1979 (ottavo posto con “C’Era Un’ Atmosfera”), Festivalbar 1977 e 1984 ed Un Disco Per L’Estate 1986. A Torino Beat 2016 La Finale si esibiranno con la seguente formazione: Graham Johnson (batteria, membro originario), Trutz Grothn (chitarra, armonica e voce), Ettore Vigo (piano elettrico e cori).

 

I RIBELLI

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - RIBELLI PELLE RULLANTE

Pelle di rullante di batteria autografata da Gianni Dall’Aglio con dedica ai Beat Circus.

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - I RIBELLI PUGNI CHIUSI 45 GIRI

45 giri “Pugni Chiusi”/”La Follia”, singolo di esordio nei Ribelli per Demetrio Stratos. Anno 1967.

Complesso noto per essere stato il gruppo di accompagnamento, sia in sala di incisione che nei concerti, di Adriano Celentano a partire dal 1959 fino al 1966. Nelle fila di questo gruppo sono passati molti artisti che hanno poi avuto successo anche come solisti: Gianni Dall’Aglio (detto “Cocaina” figlio di un droghiere mantovano ed unico membro originale a portare avanti il progetto), Enzo Jannacci, Gino Santercole (nipote di Adriano Celentano), Natale Massara (detto “Befanino”, noto direttore d’orchestra), Demetrio Stratos (voce, fondatore degli Area), Maurizio Bellini (tastiere, componente anche dei Fuggiaschi di Don Backy) e tanti altri. Iniziano l’attività discografica come gruppo (senza Celentano) nel 1960 pubblicando diversi 45 giri su etichette Italdisc, Broadway, Celson e, dal 1962, con il neonato Clan Celentano. Vengono coinvolti nell’azione promozionale di lancio della Ragazza del Clan (Milena Cantù che incideva dischi per la casa discografica di Celentano mantenendo nascosta la sua identità) con la pubblicazione, nel 1964, del disco “Chi Sarà La Ragazza Del Clan” cover di “Keep On Dancin’” di Brian Poole and the Tremeloes. Nel 1966 partecipano al Festival di Sanremo con la canzone “Alla Buona De Dios” approdando alla serata finale dove, in diretta televisiva, fanno un gesto di protesta contro l’esclusione di Adriano dalla manifestazione canora, gettando sul pubblico delle parrucche. Incidono nel 1966 “Per Una Lira” composta da Lucio battisti e da Mogol pochi mesi prima che Battisti stesso la incidesse per il suo debutto come cantante. Divergenze Artistiche con Celentano nel 1967 li spingono ad abbandonare il Clan ed ad approdare alla casa discografica Ricordi. Viene reclutato il cantante-tastierista greco Demetrio Stratos e pubblicano come primo singolo “Pugni Chiusi”, canzone composta da Gianni Dall’Aglio con il testo di Luciano Beretta (anche se figura come autore delle musiche Ricky Gianco, poichè all’epoca Dall’Aglio non era iscritto alla SIAE). Altri successi del complesso furono: “Chi Mi Aiuterà” (1967), “Nel Sole, Nel Vento, Nel Sorriso E Nel Pianto” ed “Un Posto Al Sole” del 1968, “Obladì Obladà” e “Goodbye” del 1969. Gianni Dall’Aglio, unico membro originale dei Ribelli e fulcro del complesso, nasce a Mantova il 1° ottobre 1945 e nel 1959, a soli quattordici anni, diventa il batterista di Adriano Celentano. Dal 1968 al 1975 collabora con Lucio Battisti partecipando alle incisioni dei sui più grandi successi (tra tutti l’album “Il Mio Canto Libero”). Vanta inoltre collaborazioni con Patty Pravo, Ivano Fossati, Fabio Concato, Loredana Bertè, Alberto Radius ecc. . A Torino Beat 2016 – La Finale si esibiranno con la seguente formazione: Gianni Dall’Aglio (batteria, tastiere, voce, unico membro originale), Pietro Benucci (Batteria), Maurizio Bellini (tastiere, voce), Alberto Ferrarini (chitarra, cori), Marco Gennari (basso, cori), Davide Mainoldi detto “Cyclope” (voce).

 

THE ROKES MIKE E BOBBY

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - THE ROKES MIKE E BOBBY CARTOLINA

Cartolina promozionale Anni ?60 dei The Rokes autografata da Mike e Bobby.

TORINO BEAT 2016 -  LA FINALE - THE ROKES PELLE RULLANTE

Pelle di rullante di batteria autografata da Mike Shepstone e Bobby Posner dei The Rokes con dedica ai Beat Circus.

Il complesso dei The Rokes si forma in Inghilterra nei primi Anni Sessanta dalle ceneri del Shel Carson Combo, un complesso formato da David Norman Shapiro, detto Shel (chitarra ritmica, voce), Robert Posner, detto Bobby (basso e voce), Mike Shepstone (batteria, voce) e Vic Briggs (chitarra solista). Con la sostituzione di Vic con Johnny Charlton alla chitarra solista il complesso assume la formazione che li porterà al successo. Dopo una serie di concerti in Inghilterra ed in Scozia, nel 1962, approdano in Germania ad Amburgo, come i loro connazionali Beatles. Prima di tornare in Inghilterra vengono contattati dal cantante Colin Hicks (fratello del più noto Tom Steele) che li scrittura con il nome di The Cabins Boys come gruppo di supporto per la sua tournee in Italia. A Torino la svolta: poco prima di un concerto Colin perde la voce, la serata non viene annullata ed al gruppo di accompagnamento viene chiesto di esibirsi con il loro nome ufficiale, ovvero Shel Carson Combo. Il successo è tale che viene proposto loro di continuare ad esibirsi con concerti autonomi. Durante un concerto a Roma al Teatro Ambra Jovinelli, vengono notati da Teddy Reno, il manager di Rita Pavone, che propone loro di esibirsi come gruppo di accompagnamento della cantante piemontese, offrendo inoltre loro la possibilità di incidere con la ARC (etichetta satellite alla RCA) il primo 45 giri “Shake Rattle And Roll” / “Quando Eri Con Me”. E’ il 1964 e con il debutto discografico assumo anche il nome di The Rokes. Il successo arriverà con il terzo singolo, nel 1965: “C’E’ Una Strana Espressione Nei Tuoi Occhi”, cover di “When You Walk In The Room” di Jackie DeShannon entra nelle zone alte della Hit Parade e che consente loro di incidere, nello stesso anno, il primo di cinque Lp : The Rokes (ARC, SA4). Il successo è notevole, The Rokes vengono scritturati anche per tre musicarelli: “Rita la Figlia Americana” (1965), “Altissima Pressione” (1965) e “Non Cantare, Spara” (1968). Dal lato discografico nel 1966 si registrano successi strepitosi con le canzoni “Che Colpa Abbiamo Noi” (cover di “Cheryl’s Going Home” di Bob Lind, con testo italiano di Mogol) seconda classificata nel girone C (Complessi) al Cantagiro e numero uno nella Hit Parade settimanale Italiana (11° disco più venduto dell’anno) e “E’ La Pioggia Che Va” (cover di “Remember The Rain” di Bob Lind, sempre con testo di Mogol) che raggiunge anch’essa la vetta settimanale di vendita dei 45 giri. Nel 1967 partecipano al Festival di Sanremo con la canzone “Bisogna Saper Perdere” in coppia con un giovane Lucio Dalla. La canzone si classifica al sesto posto alla rassegna canora ed al quarto posto nella Hit Parade settimanale (32° disco più venduto dell’anno). Nota caratteristica dell’esibizione è il colpo di tacco all’unisono di Shel, Johnny e Bobby, durante il ritornello. Altri successi di quell’ anno: ”Eccola Di Nuovo” e “Cercate Di Abbracciare Tutto Il Mondo Come Noi”. Nel 1968 si registra la seconda partecipazione al Festival di Sanremo in coppia con i Cowsills: la canzone “Le Opere Di Bartolomeo” non è finalista e non riesce a sfondare sul mercato discografico. Di questo anno da ricordare il buon successo di vendite del singolo “Lascia L’Ultimo Ballo Per Me” (cover di “Save The Last Dance For Me”), l’ultimo del gruppo ad entrare in classifica. Nel 1969 partecipano per il terzo anno consecutivo al Festival di Sanremo. La canzone presentata è “Ma Che Freddi Fa” in coppia con la debuttante Nada e si classifica al quinto posto. Le minori vendite della loro versione registrate sul mercato discografico italiano rispetto a quelle di Nada, la mancata pubblicazione dell’ album “Due Ore Con I Rokes” e le aspirazioni di carriera solista di Shell Shapiro  portano nel 1970 allo scioglimento del gruppo. Oggi Shell Shapiro continua a fare musica portando per tutta Italia i suoi spettacoli (è stato produttore, autore di canzoni ed attore). Johnny Charlton ha abbandonato il mondo della musica per dedicarsi alla sua grande passione: l’arte, aprendo una galleria a Roma, dove espone le sue opere. Il progetto dei The Rokes viene portato avanti da Bobby Posner e Mike Shepstone. A Torino Beat 2016 – La Finale The Rokes si esibiscono con la seguente formazione: Bobby Posner (basso, voce solista, membro originario), Mike Shepstone (sonagli, voce solista, membro originario), Sergio Basso (chitarra), Franco Basso (chitarra), Max Capra (piano e tastiere) e Carlo Bollettieri (batteria).

 

 

BOBBY SOLO

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - BOBBY SOLO UNA LACRIMA SUL VISO 45 GIRI

45 giri “Una Lacrima Sul Viso”/”Non Ne Posso Più”, anno 1964.

Pseudonimo di Roberto Satti, nato a Roma il 18 marzo 1945. Artista la cui fama ha varcato i confini nazionali, riscuote successo dal lontano 1963, anno di esordio con il primo 45 giri “Ora Che Sei Già una Donna” / “Valeria” pubblicato per la casa discografica Ricordi. Nel 1964 la sua “Una Lacrima Sul Viso” (testo di Mogol, musica di Bobby Solo che non essendo ancora scritto alla SIAE deve farla firmare ad Iller Pattaccini con lo pseudonimo di Lunero) rappresenta il caso del Festival di Sanremo: squalificato perché canta in playback, risulta il più grande successo in termini di vendite della storia della manifestazione. La seconda metà degli Anni Sessanta lo vede indiscusso protagonista della scena musicale italiana. Partecipa complessivamente per 12 volte al Festival di Sanremo, vincendolo due volte: nel 1965 con “Se Piangi, Se Ridi” in coppia ai The New Christy Minstrels e nel 1969 con “Zingara” in coppia con Iva Zanicchi. Tra le sue canzoni di maggior successo: “La Casa Del Signore” (1965, cover di “Crying In The Chapel” di Elvis Presley), “Non C’E’ Piu’ Niente Da Fare” (1966, sigla della trasmissione televisiva Tutto Totò),“San Francisco” (1967, cover dell’omonima canzone di Scott McKenzie), “Siesta” ed “Una Granita Di Limone” (1968), “Domenica D’ Agosto” (1969), “Romantico Blues” (1970, sesto classificato al Festival di Sanremo in coppia con Giliola Cinquetti), “Gelosia” (1980, 10° classificato al Festival di Sanremo). Nel 2003 partecipa in coppia con Little Tony al Festival di Sanremo cantando “Non Si Cresce Mai”. Recita in due Musicarelli che lo vedono protagonista “Una Lacrima Sul Viso” (1964, regia di Ettore Maria Fizzarotti) e “Zingara” (1969, regia di Mariano Laurenti) oltre che a comparire in altri film musicali (“Viale Della Canzone”, “La Piu’ Bella Coppia Del Mondo” e “Donne, Botte E Bersaglieri”).

 

VIOLA VALENTINO

TORINO BEAT 2016 - LA FINALE - VIOLA VALENTINO COMPRAMI 45 GIRI

45 giri “Comprami”/”California”, anno 1979.

Pseudonimo di Virginia Maria Minnetti, nasce a Canzo (Como) il 1° luglio 1949. Indossatrice e moglie di Riccardo Fogli dal 1972 al 1993. Dopo un primo 45 giri Dixie” / “Pensandoci Su” con il nome di Virginia, prodotto da Gino Paoli nel 1968, dieci anni dopo partecipa al progetto dei Fantasy, gruppo rock formato da Tony Cicco (dopo essere uscito dalla Formula 3) insieme a Danilo Vaona, Luigi Lopez e Carla Vistarini. Il vero successo venne raggiunto nel 1979 quando incide su etichetta Paradiso la canzone “Comprami”: terzo posto in Hit Parade e mezzo milione di copie vendute. Con questo disco adotta per la prima volta lo pseudonimo di Viola Valentino.  Il successo prosegue con i singoli “Sei Una Bomba”, “Sera Coi Fiocchi” (1980) e “Giorno Popolare” (1981). Viene raggiunto il culmine della popolarità nel 1982 con il lancio del brano “Sola”, tratto dal film “Delitto Sull’Autostrada”, a cui partecipò in qualità di attrice al fianco di Tomas Milian. Nello stesso anno partecipa anche al Festival di Sanremo con “Romantici”, altro brano di grande riscontro commerciale (400.000 copie vendute); l’esperienza sanremese si ripete anche nel 1983 con il brano “Arriva Arriva” ma stavolta senza troppa fortuna (24° posto).

 

THE BEAT CIRCUS

The Beat Circus” è la Rock’ n’ Roll Beat Band nata a Cuneo nel marzo del 2013. La passione per la musica italiana e straniera degli anni ’50 e ’60 unisce quattro Amici di lunga data in un progetto di spettacolo e di musica che amalgama le diverse personalità dei membri del complesso offrendo uno show a 360 gradi.

Lo spirito e l’intento sono quelli di riprodurre l’atmosfera di festa e allegria che si respirava durante le esibizioni dei “Complessi” nei Dancing e nelle feste degli anni ’60: un repertorio che spazia dagli evergreen di Artisti stranieri ed italiani di quello storico periodo (Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Little Richard, Chuck Berry, The Beatles, Adriano Celentano, Little Tony, The Rokes, Giganti e tanti altri) a delle vere e proprie “perle” e “rarità” (canzoni di Clarence Frogman Henry, The Top Notes, The Shirelles, Clem Sacco, Bobby Solo, Gene Pitney, Don Backy e Pilade, solo per citarne alcuni) che hanno però contribuito a creare un alone di mito intorno a quegli indimenticabili anni.

Passando dall’epopea del Rock’ n’ Roll Americano delle origini al Rock Italiano dei primi Urlatori, dalla British Invasion al Beat Italiano dei Capelloni, dal Twist ai famosi “lenti” che hanno fatto nascere tanti amori sulle piste da ballo, le canzoni che vengono riproposte durante lo spettacolo invitano alla danza ed al canto collettivo un pubblico eterogeneo, facendo rievocare, a chi ha trascorso la gioventù negli anni ’50 e ’60, lo spirito e la spensieratezza propri di quel periodo e facendoli (ri)scoprire ai più giovani.

Il look del gruppo, con abiti che richiamano le esibizioni Live dei Beatles nel periodo della Beatlemania (biennio 1963-1964), e l’utilizzo di strumentazione vintage contribuiscono a rievocare l’atmosfera propria di un “cerimoniale ritmato” di quel periodo dando una nota di colore e contribuendo ulteriormente all’impatto scenico dello spettacolo.

L’esecuzione dei brani è accompagnata dalla proiezione di immagini che richiamano alla memoria degli ascoltatori gli Artisti e le copertine dei Dischi che hanno segnato un’epoca.

Ogni brano ed ogni interprete vengono presentati con note tecniche e storiche che inquadrano al meglio il contesto nel quale si andavano a collocare, con intermezzi di cabaret e di improvvisazione volti a scherzare ed ad ironizzare su aneddoti e su citazioni storiche con tanta allegria e senza alcuna volgarità, offrendo uno spettacolo adatto ad un pubblico di ogni età.


Se siete interessati a conoscere i Beat Circus… sul sito www.thebeatcircus.it e sulla pagina facebook Beat Circus troverete tante informazioni sul mondo dei quattro ragazzi di Cuneo: date e locandine dei concerti, gallerie di immagini degli eventi, video di spezzoni di concerti e, sul Blog, gli aggiornamenti dal passato musicale con tante nozioni storiche su eventi musicali, Artisti e dischi degli Anni ’50 e ’60.

TORINO BEAT 2016 LA FINALE - THE BEAT CIRCUS 2016

Il Complesso partecipa a Torino Beat 2016 – La Finale con l’onore di accompagnare Enrico Maria Papes (batterista e cantante dei Giganti) nell’esecuzione di due dei più grandi successi del celebre complesso milanese: “Tema” ed “Una Ragazza In Due”.

Il gruppo si esibirà inoltre nell’ interpretazione di uno storico brano composto nel 1960 dalla coppia di autori Giorgio Gaber (musica) ed Umberto Simonetta (testo): “Una Fetta Di Limone”. Il brano venne pubblicato nello stesso anno da “I Due Corsari” (un duo estemporaneo formato dallo stesso Giorgio Gaber e da Enzo Jannacci) in due differenti formati, su 45 giri “Una Fetta Di Limone” / “Il Cane E La Stella” (Dischi Ricordi SRL 10. 135) e su un EP (disco a quattro canzoni) pubblicato dalla stessa casa discografica (Dischi Ricordi, ERL 170). L’arrangiamento a cui si rifanno i Beat Circus per la loro interpretazione prende però spunto da un’altra versione della canzone di Gaber-Simonetta: “Signora (Una Fetta Di Limone)” riproposta dal complesso Beat padovano  “I Delfini” nel 1965 sul loro album di esordio “I Delfini” come prima canzone della seconda facciata del 33 giri. I Delfini furono l’unico complesso Beat italiano a partecipare nel gennaio 1967 alla trasmissione televisiva americana “Ed Sullivan Show”.