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50° BEAT FESTIVAL

Spirit De Milan / MILANO

17/09/16 – di Aldo Pedron

 

MESCALINA.IT - THE BEAT CIRCUS 0Il 50° Anniversario del Beat Italiano del 17 e 18 Settembre 2016 si è svolto nella splendida location dello Spirit de Milan, una fabbrica in disuso in zona Bovisa ma pur sempre una bella cornice milanese dove é stato organizzato dal Comitato 66 e presentato da Bob ScottiAlberto Tricheco Trivella, due ammiratori e cultori del beat italiano.

Un Festival dedicato a quel movimento culturale noto come beat italiano, un preciso periodo storico del nostro paese durato pochi anni, dal 1964 al 1969 e con l’apice toccato nel 1966 e 1967 per poi essere soppiantato e surclassato dal Pop. In quei mitici anni, una miriade di complessi hanno invaso l’Italia. Si calcola che nel 1966 e 1967 ci fossero qualcosa come 7.000 formazioni, una almeno in ogni singolo e piccolo paese e nelle grandi città dal nord al sud, isole comprese. Le band allora si chiamavano soltanto complessi o complessini e con dei giovani che suonavano facilmente la chitarra, si facevano crescere i capelli, i cosiddetti capelloni e si vestivano in modo bizzarro. Una moltitudine di ragazzi con il gusto di travestirsi, sentirsi liberi, ballare, andare controcorrente e con gioia suonare nelle cantine, nei garage, nei locali, nei club. Una filosofia di vita, una moda e costume che prima di essere soltanto musicale è stata un fenomeno sociale in un periodo in cui i giovani erano ancora digiuni di rock.

La musica allora era movimento, aggregazione, pretesto di stare in gruppo, di conoscersi, di amarsi e comunicare. Fu la musica a scoprire i giovani, non i giovani a scoprire la musica! Fino al 1965 c’è l’oscurantismo, la stampa tradizionale e i benpensanti snobbano questo nuovo fenomeno del beat e perfino i Beatles. Nacquero così riviste per i giovani, settimanali Beat come Ciao Big, Giovani e Ciao Amici,trasmissioni radiofoniche come Bandiera Gialla e manifestazioni canore come Castrocaro, Cantagiro e locali storici come il Piper di Roma e il Piper di Milano.  Fu il periodo di una marea di ottimi complessi ed artisti calati in Italia dall’Inghilterra e da mezza Europa come The Rokes che restarono definitivamente nel nostro paese, i Renegades di Birmingham, i Motowns, i Sorrows provenienti da Coventry, i Primitives di Mal con alla batteria Pick Withers poi batterista nei Dire Straits nei primi 4 album, i Bad Boys, The Casuals, i Dave Anthony’s Moods di Bournemouth, Rocky Roberts and the Airedales ( non suonavano beat ma dell’ottimo rhythm and blues), il Doc Thomas Group (da cui fuoriuscirono alcuni elementi per formare i Mott The Hoople), Ricky Shayne,  il Patrick Samson Set con alla batteria Nigel Pegrum, uno dei primi batteristi degli Small Faces e poi nel gruppo inglese di folk-rock gli Steeleye Span, Thane Russell e molti altri ancora. I complessi che invece passeranno alla storia nell’ambito del beat italiano e i nomi di maggiore spicco della generazione beat del nostro bel paese comprendono l’Equipe 84 e i Nomadi (entrambi provenienti da Modena, Reggio Emilia e provincia), i milanesi Dik Dik, i genovesi New Trolls (beat, pop e progressive) , i milanesi Camaleonti, i Pooh (all’inizio erano beat poi si sono persi per strada), i Corvi di Parma,  i New Dada di Maurizio Arcieri, I Ribelli di Gianni Dall’Aglio,  i Giganti, i Delfini, i Quelli ( poi diventati PFM), i Profeti di Renato Brioschi, i Califfi di Firenze, i Nuovi Angeli ( Paki & Paki), i Balordi, i Ragazzi del Sole di Torino, i Bisonti, i Satelliti di Ricky Gianco,MESCALINA.IT - THE BEAT CIRCUS 1 i Mat 65di Bergamo, i Ragazzi della Via Gluck ( del Clan di Celentano), i piemontesi Roll’s 33, i Barritas dalla Sardegna,  i Kings di Verona e la lista potrebbe essere interminabile. Beat naturalmente su tutti i cantanti nostrani sono anche Patty Pravo e Riki Maiocchi, quest’ultimo forma nel 1966 Riki Maiocchi and the Trips nelle cui fila milita per alcuni mesi Tom Brown che ritornato in Inghilterra due anni dopo con il suo vero nome di Ritchie Blackmore forma  i Deep Purple.

A Milano si è celebrato il beat in una due giorni, un lungo weekend in cui si è vista e si è avuta nostalgia ma anche si è celebrata la storia di un’epoca irripetibile, un doveroso omaggio con alcuni protagonisti ancora in auge o in circolazione.

SABATO, 17 Settembre 2016

Il 17 Settembre si è cominciato alle 17 e si sono esibiti alcuni gruppi giovani, dei nostri giorni ma che hanno nel cuore lo spirito e l’anima dei mitici anni ’60 e del cosiddetto beat italiano. The Five Fours, The Mads, The Pretty Face mentre Franco Serena e i suoi Ranger Sound sono invece una band nata a Padova nel 1965 con il cantante Franco Serena e che in seguito cambierà nome in I Ragazzi dai Capelli Verdi.

A seguire si sono esibiti alcuni delle icone del beat nostrano come Gian Pieretti e Gli Uragani, un grande complesso beat capitanato dai fratelli Luciano e Franco Carradori nato in origine a Mestre(Ve) nel 1963, un coraggioso sestetto sulla cresta dell’onda sino al 1969 e con 4 singoli incisi tra il 1966 e il 1968 per la Carish. Finale degno di nota con gli storici New Dada e i Corvi.

MESCALINA.IT - THE BEAT CIRCUS 10Sabato 17 Settembre 2016 non sono passati inosservate le esibizioni dei I Corvi con l’ultimo sopravvissuto della formazione originale, il batterista Claudio Benassi e gli agguerriti New Dada con GianfrancoPupo Longo alla batteria, il bassista Giorgio Fazzini e il chitarrista Gilberto Giglioli.

Gian Pieretti si è esibito con delle basi e ad accompagnarlo alla chitarra acustica c’era il fido ed inseparabile Claudio Damiani. Gian Pieretti nel Dicembre del 2013 ha pubblicato un doppio CD per la Klasse Uno intitolato Cinquant`anni da poeta con un disco di brani nuovi arrangiati da Marco Bonino e un altro di vecchi successi ri-arrangiati dal chitarrista Claudio Damiani.

I New Dada sono ricordati per essere stati la formazione di Maurizio Arcieri e per aver avuto  l’onore di aprire tutti i concerti della tournée italiana dei Beatles nel Giugno del 1965.  Tra i brani storici presentati dal loro repertorio beat spicca Non dirne più che si classificò al terzo posto del Cantagiro 1966 (dopo Equipe 84 e The Rokes) e cover di Sick and tired scritta da Chris Kenner e Dave Bartholomew e conosciuta nella versione di Fats Domino che compare come co-autore nel singolo del 1957.

Batti i pugni retro del singolo dei New Dada del 1966 è invece stata scritta dal binomio Arfeno- Wavan, pseudonimi rispettivamente di Federico Monti Arduini (alias il Guardiano Del Faro e alias Saimen) e Valerio Vancheri.

I New Dada con una formazione rinnovata hanno poi pescato dal loro recente CD On the road again 50th Anniversary il brano Donna No composto dal chitarrista Gilberto Ziglioli (entrato nel 1967). A seguire il doveroso omaggio al compianto Maurizio Arcieri con 5 Minuti e poi…  I New Dada vestiti in maniera coloratissima e in modo a dir poco sgargiante, in seguito rendono tributo ai Beatles con le interpretazioni di Can’t buy my love e Eight days a week, titolo quest’ultimo anche del film documentario appena uscito di Ron Howard dedicato ai Fab Four.Concludono con Long tall Sally di Little Richard, un hit del 1957 con Giorgio Fazzini voce solista a conferma che il beat ha comunque origini ben radicate  e ha tratto ispirazione anche dal rock and roll.

L’onore di concludere la prima serata della Kermesse milanese è spettato ai Corvi di Parma. Complesso storico del Beat Italiano, aggressivo e graffiante, ricordato, oltre che per i grandi successi incisi in tre anni (dal 1966 al 1969), anche per il Corvo Alfredo (battezzato così in onore di Alfredo Rossi, il direttore artistico della casa discografica Ariston che li scoprì e li lanciò nello show business) che, appollaiato sulla paletta del basso di Italo Gimmi Ferrari, accompagnava nelle esibizioni e nelle foto promozionali il quartetto parmense. Ad accompagnare l’Ultimo Ragazzo di Strada, ovvero il batterista Claudio Tritolo Benassi (ultimo membro originale del complesso parmense) un’ottima band di cinque elementi: Lorenzo Cavazzini alla voce, Mirko Rivara alle tastiere, Beppe Tavone al basso e cori, Emanuele Sirocchi alle chitarre elettriche e Pietro Amoretti alle chitarre elettriche, acustiche ed ai cori. La band si è esibita nei classici del suo repertorio anni sessanta: Luce composta da Massimo Salerno e Alberto Salerno in stile vagamente medievale quasi a ricordare la Lady Jane dei Rolling Stones, edita come singolo per la Ariston nella prima metà del 1967, Bambolina (Any day now scritta nel 1962 da Burt Bacharach e Bob Hilliard ed incisa negli anni da numerosi artisti tra i quali Chuck Jackson nel 1962, Alan Price nel 1965, Elvis Presley nel 1969 e Ronnie Milsap nel 1982).

Sospesa Ad Un Filo non è altro che I had too much to dream degli Electric Prunes, Datemi Un Biglietto d’ Aereo é la trasposizione di The Letter dei Box Tops, Che strano effetto (This strange effect è scritta da Ray Davies dei Kinks ma incisa come singolo nel Luglio del 1965 da Dave Berry mentre dei Kinks esistono solo delle versioni live ma mai incisa in studio), C’è un uomo che piange retro del singolo Che strano effetto è un pezzo nostrano, scritto da Franco Califano, sia come testo che come musica e con l’arrangiamento dovuto a Stelvio Cipriani, in stile psichedelico. Sul singolo compare anche Nisa (Nicola Salerno) come autore del testo ma il suo contributo non dovrebbe essere stato fondamentale. Nonostante siano quasi tutte cover le canzoni dei Corvi, restano vere e proprie icone della musica Beat italiana di quegli anni a cui si sono aggiunte nella loro esibizione milanese con grande approvazione del pubblico, Bang Bang ( scritta da Sonny Bono ed incisa come duo da Sonny & Cher) e il monumento musicale, vero marchio di fabbrica del complesso, Un Ragazzo Di Strada, cover di I Ain`t No Miracle Worker di The Brogues, una garage band di Merced  nata nel 1964 in California nelle cui fila vi sono stati Eddie Rodrigues (chitarra), Rick Campbell (organo), Bill Whittington al basso ma soprattutto Greg Elmore alla batteria e il chitarrista Gary Grubb (divenuto poi famoso con i nomi di Gary Cole o Gary Duncan). Gary Duncan e Greg Elmore saranno entrambi pochi anni dopo in una celebre e fenomenale band acida e psichedelica di San Francisco, i Quicksilver Messenger Service. I Corvi con Un ragazzo di strada si classificano ottavi nel famoso girone C del Cantagiro nell’Agosto del 1966 ma passano alla storia anche per l’assolo di chitarra del tutto inusuale per quei tempi (chitarra con distorsore, fuzz-tone) di Angelo Ravasini. La loro performance al Festival Beat di Milano, si è conclusa con uno strepitoso assolo di batteria di Claudio Benassi.

Domenica, 18 Settembre 2016

MESCALINA.IT - THE BEAT CIRCUS 12Alle 17,00 circa c’è stata l’attesa presentazione del libro di Claudio Scarpa Ma che cover abbiamo noi, una piccola bibbia dei celebri brani di successo soprattutto degli anni ’60 in cui i complessi e i cantanti solisti italiani di allora copiavano o traducevano spesso pezzi dal repertorio americano ed inglese. Un libro in cui sono segnalate ben 3.600 cover italiane di brani stranieri incisi da artisti italiani, solisti e complessi degli anni ’50, ’60 e ’70.  126 pagine di libro con i nomi degli esecutori italiani, i titoli delle cover, l’anno di pubblicazione, il titolo del brano originale e il nome dell’interprete originale.

Le esibizioni live sono state aperte da alcuni gruppi di nuova generazione ma dallo stampo prettamente beat come I Re-Beat di Torino con due splendide fanciulle bravissime al canto e al ballo e che ci hanno fatto ascoltare e sognare in medley numerose canzoni anni ’60 e a seguire é stata la volta dei BEAT CIRCUS di Cuneo con il bassista Luca Castellino (un Paul Mc Cartney dei nostri giorni) grande appassionato e cultore del beat italiano anni ’60. I milanesi Rudi hanno riscosso molto successo e in seguito ecco Gli Avvoltoi di Bologna, capitanati dal funambolico e stravagante Moreno Spirogi Lambertini, cantante, grande appassionato e collezionista di rock anni ’60. Gli Avvoltoi sono una band davvero speciale che sino dalla loro nascita nel 1986 si sono sempre dedicati anima e corpo al recupero del beat cantato in italiano proponendo un repertorio variegato basato su numerosi classici del beat inglese (Rolling Stones, Kinks, Them, Who ) e per l’appunto pezzi sixties nostrani con chiari esempi come Impazzivo per te di Celentano, Il vento dell’Est di Gian Pieretti, Datemi un biglietto d’aereo dei Corvi ( cover di The Letter dei Box Tops), Non voglio Pietà di Mr. Anima alias Ghigo Agosti, ecc. ecc. Al loro attivo numerosi singoli, album in vinile, collaborazioni varie e diversi CD.  Al Festival MESCALINA.IT - THE BEAT CIRCUS 7Beat di Milano, Gli Avvoltoi hanno suonato alcuni brani in proprio ed hanno in seguito accompagnato un altro beatnick anni ’60, Gene Guglielmi, con cui hanno inciso anche un paio di singoli nel 2008.  Il quintetto dei Tubi Lungimiranti  hanno invece proposto una sorta di rock demenziale con le loro strampalate ma piacevoli filastrocche mentre i Fuggiaschi di Mantova hanno piacevolmente deliziato il pubblico presente. Finale emozionante con due gruppi popolarissimi come gli inglesi The Rokes (con i soli Mike Shepstone al canto e Bobby Posner al basso del quartetto originale) e i Ribelli di Gianni Cocaina (così soprannominato da Celentano perché il molleggiato pensava che suo padre avesse una drogheria) Dall’Aglio.

 
Domenica, 18 Settembre 2016

Formazioni e Set List:

RE-BEAT  (di Torino)

Serena Zaffino   (voce)

Ilaria  Allegri   (voce)

Marco Karl Carlino   (basso)

Fabio Fornaro   (batteria)

Ivano “Beky” Vortuli   (chitarra e voce)

Tra i brani eseguiti in medley: Stasera mi butto (Rocky Roberts), Io sono tremendo (Rocky Roberts)  Bandiera gialla ( incisa nel 1966 da Gianni Pettenati ma l’originale è The Pied Piper dapprima incisa dal duo Steve Duboff e  Artie Kornfeld nel 1965 e conosciuti come The Changin’ Times e poi ripresa e portata al successo da Cristian St.Peters. La bomba, L’esercito del Surf, Io ho in mente te (la celeberrima You were on my mind scritta da Sylvia Tyson e parte del folk duo canadese Ian & Sylvia nel 1964, i We Five con alcune liriche cambiate e riscritte da Sylvia Tyson, Cristian St. Peters nel 1966 Paul Anka, Barry Mc Guire e nel nostro bel paese dall’Equipe 84 nel 1966). A seguire Tintarella di luna e Datemi un martello (conosciuta in Italia grazie all’incisione del 1964 di Rita Pavone ma l’originale di Pete Seeger era intitolato If i had a hammer e portata al successo anche nella versione di Trini Lopez). Per finire vanno citate Con te sulla spiaggia (tormentone estivo del 1964 di Nico Fidenco), 24 mila baci,brano musicale composto da Pietro Vivarelli e Lucio Fulci musiche di Adriano Celentano, presentato da quest’ultimo al Festival di Sanremo 1961 arrivando al secondo posto nella kermesse ligure ed infine Il ballo del mattone (grande successo di Rita Pavone del 1963).

BEAT CIRCUS  (di Cuneo)

Andrea Borni  (batteria)

Carlo  Pinna  (voce)

Luca Castellino   (basso)

Roberto Cavallo  (chitarra)

MESCALINA.IT - THE BEAT CIRCUS 5Tra i brani eseguiti: Ciao ciao ciao (di Pilade, vincitore del Primo Festivalbar del 1964 nonché cover di Bye Bye love degli Everly Brothers) ,Charlie Brown (di Pilade) e Restiamo ancora insieme dei Calipop, cover di Let’s spend the night together dei Rolling Stones, dell’anno 1967 interpretata e tradotta in italiano pubblicandone un 45 giri assai raro e brano assai famoso censurato per il suo significato all’estero. A seguire Non ho dormito mai dei Barritas remake di Love portion N.9del 1959 portata al successo per primi da The Clovers. La versione italiana dei Barritas in Italia risale al 1965. Non poteva mancare Oh Mama voglio l’uovo alla Coque di Clem Sacco di cui si ricorda la storica esibizione di Clem allo Smeraldo di Milano nel 1960, Resta con me sulla luna di Dino e i Kinks ossia la versione italica di I saw her standing there dei Beatles e The House of the rising sun eseguita dai Beat Circus in onore di Guidone presente alla manifestazione ed incisa da Guido Crapanzano alias Guidone nel 1965 come singolo. Sul finale Una ragazza facile (Memphis Tennessee di Chuck Berry) con i Beat Circus a dividere il palco con i Fuggiaschi, rendendo onore a quest’ultimi che la registrarono nel 1965, soltanto 51 anni fa!

 

I RUDI  (di Milano)

Gabriele Bernardi   (tastiere e voce)

Silvio Bernardi   (basso e canto)

Stefano Di Niglio  (batteria e voce)

Tra i brani eseguiti: cinque pezzi loro originali e alcune cover come Sha la la la Lee in italiano (Sha La La la Lee degli Small Faces del 1966), Lost woman (degli Yardbirds del 1966) e Melanie (dei Prisoners incisa originariamente in un E.P. nel 1984)

GLI AVVOLTOI (di Bologna) + GENE GUGLIELMI  (Calolziocorte prov. Lecco)

MESCALINA.IT - THE BEAT CIRCUS 6Nicola Bagnoli   (piano e organo)

Moreno Lambertini Spirogi   (voce e percussioni)

Michele Rizzoli  (basso)

Giampiero JP Palazzino  (batteria)

Matteo Cincopan  (chitarra)

Gene Guglielmi  (voce solista)

Tra i brani eseguiti: I’m a man (Spencer Davis Group), I capelli lunghi con Gene Guglielmi, La luna, le stelle,  il mare con Gene Guglielmi, E voi e voi e voi con Gene Guglielmi, Un uomo rispettabile  (cover di Well respected man dei Kinks) con Massimo Brambilla chitarrista del gruppo beat anni ’60 i Pops e da soli gli Avvoltoi hanno suonato e cantato un brano intitolato N. 3 e per finire Isabel.

TUBI LUNGIMIRANTI  (di Fano- Pesaro)

Loris Giovanelli  (batteria)

Arianna Donati  (voce solista)

Umberto Bultrighini alias Umbertana Jones (voce e chitarra solista)

Giovanni Patregnani  (tastiere)

Nicola Balordo Agu alias Nicola Aguzzi  (basso e voce)

Tra i brani eseguiti: Abbiamo paura dei topi il loro singolo pubblicato nel 1968 per la CDI ossia la Company Discografica Italiana fondata nel 1963 a Milano dal discografico Pier Quinto Cariaggi e Carolina mangia i cieci. Altri due pezzi interpretati a Milano durante il 50° Beat Festival sono stati la dilaniante cover del 1966 dei Blackmen di L’urlo Negro eHic et Nun.

 

I  FUGGIASCHI  (di Mantova )

MESCALINA.IT - THE BEAT CIRCUS 9Maurizio Bellini  (tastiere e voce)

attualmente e da alcuni anni suona sia nei Fuggiaschi che ne I Ribelli

Giorgio Campana  (basso)

Charlie Peterlini  (chitarra ritmica)

Claudio Peterlini   (sonagli e tastiere)

Guido (Mario) Pavesi  (chitarra elettrica solista)

Rinaldo Schilingi  (batteria)

Tra i brani eseguiti: Droga (cover di I’m gonna get you del 1964 di Cliff Richard) , The house of the risin’ sun  (un traditional inciso in Italia da I Bisonti, Ricky Maiocchi, Michele,i Dik Dik, Los Marcellos Ferial, i Pooh), Una ragazza facile (incisa originariamente da Don Backy e i Fuggiaschi per il Clan di Celentano nel 1965 e cover di Memphis Tennessee di Chuck Berry) e Gira Gira (Reach out i’ll be there dei Four Tops del 1966)

THE ROKES

MESCALINA.IT - THE BEAT CIRCUS 8Bobby Posner   (basso)

Mike Shepstone  (voce solista)

Sergio Basso  (chitarra)

Franco Basso  (chitarra)

Max Capra   (piano e tastiere)

Carlo Bollettieri  (batteria)

Tra i brani eseguiti: Ascolta nel vento, Grazie a te (incisa come I’m Alive da The  Toggery Five e poi dagli Hollies), C’è una strana espressione nei tuoi occhi (When you walk in the room di Jackie De Shannon), Lascia l’ultimo ballo per me (Save the last dance for me dei Drifters), Se io fossi povero (If i were a carpenter di Tim Hardin), E’ la pioggia che va (Remember the rain di Bob Lind), Eccola di nuovo (Here comes my baby di Cat Stevens), Bisogna saper perdere, Piangi con meed infine Ma che colpa abbiamo noi ( Chery’l going home di Bob Lind).

I RIBELLI

MESCALINA.IT - THE BEAT CIRCUS 11Gianni  Dall’Aglio   (batteria, tastiere e voce)

Pietro Benucci  ( alla batteria quando Gianni Dall’Aglio è alle tastiere)

Maurizio Bellini  (tastiere e canto) voce solista in Pugni Chiusi

Giorgio Benacchio (chitarra)

Alberto Ferrarini  (chitarra)

Davide Mainoldi  (cantante) detto Cyclope

Natale Massara  (voce)

Marco  Gennari  (basso)

e…… poi  Domenico Pasquadibisceglie  detto Dino che è salito sul palco ma non ha suonato.

Tra i brani eseguiti: l’iniziale Rock around the clock di Bill Haley and the Comets del 1955, Chi mi aiuterà (You keep me hangin’ on di cui si conoscono bene le versioni delle Supremes e dei Vanilla Fudge) qui cantata da Maurizio Bellini, Per una lira cantata da Natale Massara, Chi sarà la ragazza del Clan? (cover di Keep on dancin’ di Brian Poole and the Tremeloes), Obladì Obladà dei Beatles, Pugni Chiusi una delle più belle canzoni italiane in assoluto, scritta, la musica da Gianni Dall’Aglio, Luciano Beretta il testo e firmata anche da Ricky Gianco perché iscritto allora alla Siae, anche se Pugni Chiusi richiama in certo qual modo la When a Man Loves a Woman, lanciata qualche tempo prima dal cantante statunitense Percy Sledge ed infine A la Buena  De Dios.

Fotografie di: Giuseppe Verrini

Un ringraziamento particolare a Luca Castellino dei Beat Circus per avermi dato alcune notizie e preziose informazioni.

 

Di seguito il link all’articolo on line:

http://www.mescalina.it/musica/live/17/09/2016/50-beat-festival